Una storia attraverso un dialogo

 

Gennaio 2005                                                STORIA DI B

 

Era amico di S., il prete che amavo…: entrambi polacchi, entrambi con un passato di miseria e di grande esaltazione religiosa. Quando entrarono in seminario era il periodo del Papa polacco, il cui carisma portò nel paese, già vocazionalmente prolifero, un forte aumento di aspiranti sacerdoti.

Molti dei giovani sacerdoti, tra cui il prete che amavo e B. che avevano frequentato insieme il seminario, furono  spediti in “terre di missione”, tra cui l’Italia; Che per loro e molti altri diventa, terra del benessere economico e della libertà d’espressione.

Quindi un passaggio dal “cattolicesimo puro” di stampo medievale, all’Italia del “progresso conciliare, o perlomeno di quello che ne rimane… 

Apro una parentesi. Torno con la memoria ad un giovane prete polacco da poco uscito, ma che nella terra d’origine ha avuto terra bruciata attorno (essendo visto come un traditore), riuscendo a sopravvivere grazie ai genitori.  Mi hanno fortemente colpito le parole che egli riporta in suo scritto, che descrive il dialogo avuto con il suo vescovo polacco, che dà un’idea dell’ atmosfera medievale che prevale ancora oggi: <<Sapevo che andando in Italia ti saresti guastato! Troppa libertà>> 

B, come tutti i preti non vocati al celibato si innamora seriamente e decide di lasciare la chiesa. Esce, sente in sé la vocazione, ma la necessità di completezza lo spinge a questo coraggioso passo.

Di carattere tutt’altro che tranquillo, B. si dà da fare, mette soldi da parte e lavora, pur conservando nel cuore la predisposizione al servizio presbiterale che medita di espletare in qualche altra maniera, magari aiutando chi, come lui, sta attraversando difficoltà di ogni genere, morali e d economiche, per vivere il proprio amore responsabilmente e senza la solita ipocrisia, respingendo il :”Tieniti la donna, e fa il tuo comodo di nascosto senza che si dia scandalo, ma resta prete!” usato spesso e volentieri da antievangelici “superiori”. Arriva a dire a me [……. Tralascio ciò che riguarda me]

Ines

 

Risposta di B

Lui non ti ama veramente, sbaglierò. Io amo la mia ragazza e si vive una volta sola.

Saluti B

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 B. trova una casa e vive con la sua ragazza nel nord Italia, facendo la spola tra il nostro paese e quello d’origine… Contatta ogni tanto i suoi “colleghi” preti ancora in ministero non accennando minimamente alla sua “uscita”, ma anzi comunicando di essere momentaneamente senza lavoro e di aver bisogno d’aiuto. Questo è infatti ciò che scrisse a R, nelle sue sporadiche mail, invitandolo persino ad andarlo a trovare,  e promettendogli il suo stesso “posto” di cappellano…

 Ora la mia storia con R è finita, ma continuo sporadicamente a corrispondere con B. Con mia grande sorpresa ricevo la seguente mail, non in perfetto italiano:

 

 Data: 01/27/05 20:23:57

Tutto va bene sono a Roma e penso di ritornare in chiesa, sento ancora la vocazione, lei è con me, anche se io torno, amore c'è. Torniamo in Polonia ti saluto

 

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 Rispondo:

Ciao B, come mai vuoi tornare indietro? E la tua ragazza?  Ti abbraccio

 Ines

 

In un’altra mail B. ribadisce le sue posizione: non rinunzia né alla ragazza né al ministero

 

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 La mia risposta non si fa attendere:

 01/27/05 20:23:57 

Carissimo B,  non so questo tuo ritorno alla chiesa quanto sia "vocazionale"... Perdonami, ma ho l'abitudine di esprimere i miei pareri e sinceramente questa tua scelta di rientrare nella chiesa costringendo la persona che ami all' ambiguità è un atteggiamento anticristiano e anti evangelico, che purtroppo la chiesa (alla quale vuoi tornare) usa spesso e volentieri! Se non rispetti la dignità della donna che dici di amare, come puoi dire di amare Dio?

Sono parole dure, lo so, ma ti assicuro che te le dico con tutta l' amicizia che ho per te e per la tua donna che avrebbe diritto ad avere una famiglia vera e dei figli, con l' uomo che ama, e non vivere nell' ombra, facendoti da "ruota di scorta" vita natural durante!

Ines

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Questa la sua risposta:

 02/27/05 15:12:57

Hai ragione, lei in futuro rimane la mia perpetua in Polonia, abiterà nella stessa canonica, questa la nostra scelta amare Dio e amare altra persone in forma diversa, il problema diventa quando lei e io desidereremo un figlio… Saluti B

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La mia conclusione…

MA QUALE TESTIMONIANZA???? LA VITTORIA DELL’IPOCRISIA O DELLA NECESSITA’?