Benvenuti al sito Donne Contro il Silenzio ipocrita. Il nostro scopo è creare un'opinione pubblica ben informata, e ridare voce a chi, tra le donne, vive l'oppressione del sacro coniugato al potere maschile

Settembre - Ottobre 2006

Milingo e i preti sposati

In primo piano

 

 



 


La parola ai lettori...

Links


 

L’estate scorsa la corrispondenza privata non si è interrotta, ma è ora motivo di gioia riaprire lo scambio allargato ad amiche ed amici che hanno dimostrato di associarsi volentieri a noi.
Tra i fatti avvenuti, di cui alcuni molto tristi, l’ultimo, la guerra in Libano, si aggiunge all’endemico logorio prodotto da stragi in Iraq; non la finiremmo più se volessimo elencare le quotidiane calamità. Ma la nostra attenzione, in questo sito, si ferma ai fatti ecclesiali, e il campo visivo si concentra sui temi che sono la sua ragion d’essere. Perciò contiamo molto sulla promessa ed invito al dialogo che il convegno di Verona, da mesi in preparazione, potrebbe far passare dal mondo delle buone intenzioni a quello reale; qualcuno di noi parteciperà, e già abbiamo fatto giungere il nostro intervento (leggi).
Da tempo diamo il nome di chiesa-dal-basso al nostro porci in seno all’istituzione ecclesiale in atteggiamento dialogico, a partire dal dato di fatto di trovarci collocati tra i più scomodi degli ultimi. Infatti il lato più vulnerabile della chiesa non è costituito dai peccatori «classici», bensì dalla categoria degli ex (e sappiamo quanto questo modo di nominarla sia increscioso ai soggetti in causa).
C’è da precisare subito che la nostra voglia di dialogo invoca la viva presenza tra noi di coloro che hanno tutti i crismi istituzionali. Senza il primo passo di condivisione concreta, sarebbe ben poca cosa rivolgerci alle autorità ecclesiali, dalle quali non potremmo ottenere altro che benevole indulgenze. Bisogna che nel Popolo di Dio maturi una concezione più approfondita della Chiamata universale ad «evangelizzare». La consapevolezza laica dei preti privati dell’esercizio del Ministero presbiterale potrebbe contribuire a dare la giusta dimensione al Servizio-senza-eufemismi, molto più che “il matrimonio ai preti”, concesso quasi per pietà verso la fragilità umana.
Intanto c’è un «oggi» di persone in disagio che si introduce con veemenza negli spazi concessi dal sito, occasione di un rapporto che va ben oltre a quanto pubblichiamo. A noi non dispiace che sia il presente vissuto da loro ad avere le nostre particolari attenzioni. Infatti la maggior parte della corrispondenza riguarda donne condizionate da un amore vietato a causa dei vincoli del loro amato, un prete schiacciato da un lancinante conflitto interiore; e perciò il nostro sito si fa carico, per come può, della invisibilità e del silenzio imposti ad entrambi, nella convinzione che essere-chiesa significhi condividere anche questo genere di situazioni intricate, ma umanissime.
Ci giunge anche, soffocata nell’impotenza, la voce di donne che hanno lasciato l’Istituto religioso. Leggiamo frasi sincopate, tracce di in lungo itinerario di sofferenza, a cui bisognerebbe dare un riconoscimento ben diverso dalla qualifica di infedeltà. I toni spezzati delle donne che vogliono proseguire nel mondo il loro cammino attraverso la via stretta ma gioiosa della «Sequela Christi» sono rivelatori di uno spreco di vive energie morali e spirituali, che non trova giustificazioni se non di carattere strutturale e di tutela delle “pecore al chiuso”.
Il sito è pensato con intelletto d’amore da chi crede nelle forza della novità evangelica. Perciò respinge una falsa immagine di quel che siamo realmente e che ci proponiamo: non aspiriamo a strappare una medaglia di normalità, né vogliamo confonderci tra coloro che giustificano ogni forma di lassismo morale o tra coloro che, al contrario, si fanno paladini di un radicalismo evangelico gridato ed autoreferenziale. I termini di un ritrovato apprezzamento concreto di carismi mai cancellati dovrebbero essere definiti proprio attraverso il dialogo.
Il nostro sito non è né uno specchietto per le allodole né un raccoglitore di lagnanze, o peggio di recriminazioni. E’ luogo in cui si aiutano esistenze provate, ma cariche di potenzialità, a ritrovare un filo conduttore che intersechi sia la chiesa dal basso sia la chiesa istituzionale, che non possono viaggiare in senso contrario l’una rispetto all’altra.
Possa, il nostro percorso di ricognizione essere nutrito di fede nell’adam (umanità maschile e femminile), dietro cui c’è Cristo, l’unico vero smisurato amore della nostra vita.

Joelle Cerfoglia, Ernesto Miragoli, Ausilia Riggi, Giuseppe Zanon

 

 


Guida alla lettura delle rubriche nel sito rinnovato

NOTA: Nella homepage  sono scritte con caratteri in rosso nostre produzioni inedite

ma abbiamo messo lo zampino in tutti gli articoli

a)“Vi parliamo così” e cioè secondo lo spirito che ci anima. Qualche volta affidiamo alla poesia i nostri pensieri, perché la troviamo adeguata a significare sentimenti ed emozioni, a cui dare libero accesso nel parlare con amicizia e sororità.  Ernesto vi parla del ciclone Milingo che è imperversato questa estate; ha parole sagge che mettono in condizione di prendere una posizione ponderata nei riguardi dell’invito dell’arcivescovo sposato ad associarsi a lui.

b) “Lezioni di vita” presenta pensieri, figure, racconti che hanno da insegnarci qualcosa. Lo studio su Chiara di Assisi (prima parte) può farci ricredere sulla pretesa modernità della santità; forse siamo noi antichi e vecchi rispetto alla freschezza spirituale di una donna come Chiara: la quale non è nemmeno una semplice discepola di Francesco, ma una sua ispiratrice coraggiosa. L’articolo sui nuovi santi, invece, ci fa riflettere su un monopolio della santità da strappare ai «tonacati».

c) “In dialogo”: Abbiamo scelto una discreta quantità delle lettere ricevute e delle relative risposte. In testa a tutte dedichiamo uno spazio alla raccolta di frasi tratte estratte da alcune di esse: c’è materiale da non commentare; da ascoltare e da capire con la testa e col cuore. Nella corrispondenza con Stefania abbiamo messo, alla fine, due risposte (clicca) molto diverse, ma ugualmente significative; infatti una di esse sottolinea il bisogno di riflettere, di saper mettere in atto un altolà; circa l’altra, bellissima-mozzafiato, vi invitiamo soltanto a leggerla. C’è una riflessione di Cosimo: ve lo ricordate? E’ il prete sposato della Campania che conduce una cooperativa, nata dalle sue capacità, per disabili, alcuni dei quali adottati come figli. C’è qualcuna di voi che vuole raggiungerlo per dargli una mano e gustare il clima umanissimo che egli vi fa respirare? Simpatico il nostro Giuseppe Zanon, sempre entusiasta e speranzoso di un futuro migliore per i preti sposati.

d)“La questione celibataria”: Prevale questa volta il ritratto di esperienze vissute. C’è modo di vedere che non siamo inerti di fronte ad una questione che ci tocca tanto da vicino. Il tema del convegno di Verona, è trattato in più articoli, tutti nostri, tutti dettati dalla voglia di dialogo nella Chiesa.  Ricompare una sorta di dibattito indiretto sulle proposte dell’arcivescovo Milingo che tanto ha fatto parlare di sé.

e) “Dibattito Arcobaleno”: Anche questa volta una breve news, dedicata alle suore e alle ex, anima un dibattito che cesserà quando se ne aprirà uno dal vivo; e siamo sulla buona strada… Abbiamo raccolto alcune frasi dalle lettere ricevute: sono davvero pregnanti del vissuto, sofferto ed elaborato, tanto da diventare profetico. Gli articoli che offriamo alla lettura tratteggiano, alcune in positivo altre in negativo, l’assunto fondamentale di questa rubrica sul comune discepolato. Al di dentro di questo le persone qualificate come “religiose” sappiano riversare su tutto il Popolo di Dio il senso profondo di «amicizia» di cui parla Gesù quando dice: «Vi ho chiamato amici».  

f) “Recensioni e segnalazioni”: alcuni dei libri consigliati sono prodotti dai “nostri” e quindi aiutano a capire la problematica riguardante i soggetti di cui ci interessiamo. Altri possono essere di aiuto a trovare un sano equilibrio di fronte alle sollecitazioni che provengono da una società “squilibrata” a causa del progresso che procede a somma celerità e a vantaggio dei più fortunati.

g) “Noi e il femminismo” presenta vari aspetti dell’incidenza femminile su una società e una chiesa terremotate dai cambiamenti, e nello stesso tempo ancorata ad una visione della donna, che fa paura ai “patriarchi”, i quali imperversano ovunque ancor oggi.

h) “Diritti delle persone”: Questa volta, anziché una trattazione dell’argomento, vivi esempi di situazioni conflittuali e perciò dolorosissime. Adoperiamo a far crescere l’umanità che s’inceppa nei pregiudizi e nei tabù paralizzanti


 

Buona lettura!

torna su


“Donne-contro-il-silenzio” riapre con la solita attenzione alla realtà della Chiesa-dal-basso al femminile, caratterizzata da trascorse, vive esperienze di rapporto con l’Istituzione, spesso segnate da traumatiche fratture, motivo di sofferenza. La schiera delle, come degli ex, è spesso tabuizzata dagli stessi soggetti, che forse ne hanno motivo per accantonare ricordi molesti del passato. Ed è a motivo delle remore di costoro che evitiamo di usare questa fastidiosa (per loro) paroletta “ex”.

·        Ci pare molto importante aiutarli a dirottare i propri talenti in modo nuovo e creativo nel discepolato impegnato o nella comune vita laica.

·        Ci pare essenziale promuovere iniziative di aiuto materiale, premessa indispensabile di riscatto umano (vedi interessanti precisazioni alla voce “Aiuti” (Rete di solidarietà)

·        Si affacciano insistentemente nel sito altre figure di confine (tra dentro e fuori dell’istituzione): eterni indecisi o disorientati, o peggio caduti nel compromesso. Ci interessiamo di loro perché la piena comprensione di situazioni di disagio può provenire soprattutto da chi è passato dalla prova del fuoco.

·        Agire a partire da uno specifico settore sociale, soprattutto se emarginato, per noi significa aver di mira la crescita globale della società umana: una cellula sana è in grado di sanare le malate.

·        Un grazie vivissimo, dunque, a chi si rende partecipe del nostro progetto. Tutte e tutti sono le e i benvenuti: chi ha bisogno di aiuto e chi vuol darlo.
 

·        Le lettere che riceviamo – ne abbiamo fatto l’abitudine – provengono prevalentemente da donne lacerate da amori impossibili o clandestini a motivo del celibato ecclesiale. E spesso ci tocca di dover fare da cirenei; ma lo facciamo con vero amore. Non mancano lettere meravigliose, soprattutto di donne LIBERATE o di preti sposati onesti, i quali, dopo aver fatto il passaggio allo stato laicale imposto dal canone celibatario, sopportano angherie davvero impietose, che “gridano vendetta al cospetto di Dio”. Vendetta che non invochiamo. L’unica via che ci pare degna per chi vuole il riconoscimento della propria dignità, è quella della chiarezza. E’ giusto dire la verità. Farla conoscere. Sostituirla a tabù collettivi omologanti e bloccanti.
 

·        Immettere il seme della crescita nelle istituzioni come la Chiesa comporta un cambiamento che pervada – prima ancora di esplodere all’esterno – le coscienze, la mentalità, il costume. E’ in questa direzione che noi ci muoviamo.

·        N. B. Questo sito, si sa, è contro il silenzio. Contro tutti i silenzi ipocriti. Sappiamo che può essere difficile fidarsi noi. La rete è un mondo meraviglioso, ma può essere una trappola. Invitiamo comunque tutti coloro che soffrono in silenzio a causa di leggi ecclesiastiche anodine a comunicare con noi. Possono scegliere la forma dell'anonimato o chiederci di osservare il più rigoroso riserbo. Se vi fidate... noi siamo con voi. Perché anche noi abbiamo passato momenti come i vostri e tormenti uguali ai vostri.



Se vuoi ricevere gratuitamente la nostra newsletter

 



©2003 Donne Contro il Silenzio.

Per segnalazioni inerenti il sito scrivere alla webmaster -

Per contatti:donnecosi@virgilio.it