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"FAMIGLIA
E PROCREAZIONE UMANA":
L’ALFABETO DELLA FAMIGLIA
Il Pontificio
consiglio per la famiglia riafferma le scelte non negoziabili sul versante
della bioetica e in difesa della dignità dell’istituto familiare.
Il
testo è assai severo, il più severo e
"drammatico" tra quelli pubblicati dalla Santa Sede negli ultimi
anni. Si intitola Famiglia e procreazione umana, e lo
ha elaborato il Pontificio consiglio per la famiglia. Reca la firma del
cardinale Alfonso Lopez Trujillo
e del vescovo Josef Romer,
rispettivamente presidente e segretario dell’organismo vaticano. Racconta il
disordine e mette in fila tutti gli attacchi ai quali
la famiglia oggi è sottoposta. Anzi osserva che mai come adesso la famiglia è
vittima di attacchi tanto violenti.
Il
nucleo centrale è quello ribadito più volte da Benedetto XVI e cioè che quello attuale è un momento cruciale, poiché siamo
di fronte a scelte di civiltà. Ratzinger le ha
definite «scelte non negoziabili» e il
documento del Pontificio consiglio dimostra che su di esse
È un
documento lungo 60 pagine ed esce a un mese esatto
dall’Incontro mondiale delle famiglie, a Valencia, in Spagna, nella prima
settimana di luglio. È la quinta volta che le famiglie cattoliche vengono riunite a livello mondiale. L’intuizione era stata
di Karol Wojtyla, e Ratzinger ha deciso di continuare
a percorrere questa strada.
Così
come non è solo un problema di valutazione delle tecniche di
manipolazione della vita, né dell’introduzione di figure giuridiche che
spezzano la prospettiva del matrimonio naturale. Ciò che preoccupa sono i
cambiamenti culturali e un contesto antropologico nel
quale Dio è sparito.
Il
testo parla di "eclissi di Dio" e lo fa non solo perché vi sono le
legislazioni delle libertà totali in Olanda o in Spagna, non solo, insomma, per
via dei Pacs o dello slittamento sulle differenze
sessuali, ma perché «l’eclissi di Dio sta alla radice della profonda crisi
attuale della verità tutta intera sull’uomo, sulla procreazione umana e sulla
famiglia».
Dalla
lettura si può ricavare un "alfabeto" della dottrina della Chiesa
sulla famiglia e farne un buon sussidiario, indispensabile per rispondere alle
sfide di pregiudizi e atteggiamenti spesso irresponsabili. Eccolo.
A
come "Aborto" - «L’aborto e l’infanticidio evidenziano l’assenza di una tutela giuridica
efficace nei confronti del concepito» e «costituiscono una violazione del
diritto fondamentale alla vita». La legislazione sull’aborto attribuisce «allo
Stato il diritto di scegliere chi sia persona e chi non lo sia». Ma ciò che è più grave oggi è la pretesa di «banalizzare in
qualche modo l’aborto con il pretesto che l’autorità non deve penalizzare
questo delitto abominevole». Invece un delitto «richiede una pena. Non è
concepibile che un delitto possa restare impunito». Banalizzare l’aborto così
«trasformerebbe un delitto in diritto».
B
come "Beni
e servizi" - Beni e servizi sono «compiti produttivi», che «la
famiglia sviluppa frequentemente», «concretizzando il principio che l’impresa
è, prima di ogni cosa, comunità di persone al servizio
dell’intera società». Un «deficit di famiglia porta inesorabilmente a un deficit di popolazione e a una restrizione delle
possibilità economiche presenti e future di una società».
C come "Correnti
radicali" - Hanno proposto «l’apologia
della famiglia monoparentale, ricostituita,
omosessuale, lesbica». Hanno "giustificato", alcune "correnti di
bioetica", pratiche «bio-mediche che separano,
nell’unione coniugale, il fine unitivo da quello
procreativo, la sessualità dall’amore».
C
come
"Clonazione" - «Le esperienze del regno vegetale e le
manipolazioni sugli animali sono i passi» che precedono «la clonazione umana o
i preamboli per arrivare all’uomo fatto dall’uomo a
sua immagine e somiglianza». Le «pratiche funeste oggi legalizzate in alcuni
Paesi» confermano che «se l’uomo si arroga il potere di fabbricare l’uomo,
allora si arroga anche il potere di distruggerlo». Così «la trasmissione della
vita diventa una questione tecnica e di tecnici. A volte questi ultimi sognano
perfino di fabbricare la vita, vita di ineccepibile
qualità. L’avvenire sarebbe quello di una procreazione senza amore umano».
C
come
"Contraccezione" - Va escluso «ogni mezzo contraccettivo» e va rispettata «l’unione tra elemento unitivo
e quello procreativo in ogni atto coniugale». È ammessa la «legittimità della
continenza periodica, cioè l’uso del matrimonio solo
nei periodi non fertili». Sono consentiti, dunque, solo i «metodi naturali» nei
quali «si riscontra un atteggiamento di apertura e di
affidamento al volere divino».
D
come
"Dignità" - La dignità connota ogni essere umano a cui «spetta di
essere generato e non prodotto, venire alla vita non in virtù di un processo
artificiale, ma di atto umano», cioè «l’unione tra un
uomo e una donna, ordinata per sua stessa natura e ispirata dall’amore».
E come
"Embrioni" - Va condannata qualsiasi «manipolazione» o
«selezione» degli embrioni e lo stesso loro «congelamento», che «li espone a
gravi rischi di morte o di danno per la loro integrità fisica».
F
come
"Famiglia" - Non è una «realtà esclusiva della cultura
occidentale». Resiste, «nonostante le difficoltà», perché l’uomo «ha sempre
cercato e continua a cercare il bene della specie
nella procreazione e la famiglia». La procreazione dunque «deve sempre avere
luogo all’interno della famiglia». Famiglia e scuola «sono i luoghi appropriati
per l’iniziazione ai valori integralmente umani», ma
«ciò che s’impara tra le pareti della casa paterna difficilmente si dimentica».
G
come
"Genitori" - «Essere padre e madre implica
il dono del proprio essere nel trasmettere la vita e promuovere le persone». I
genitori devono «avvertire la propria responsabilità»: i papà «reimparino a essere padri», le
mamme «a essere madri». Le madri non possono essere «ridotte a
un ruolo utilitario di formatrici di bambini efficaci». La tendenza naturale
della donna a «preferire relazioni d’amore a quelle utilitaristiche» deve
essere «mantenuta e sviluppata, senza pregiudicare le possibilità di lavoro
fuori casa, oggi non soltanto abituali, ma anche necessarie».
H
come "Historia" - Resta magistra
vitae (maestra di vita) ed è «utile uno sguardo alla Storia», che offre
«innumerevoli testimonianze, fin dalla lontana antichità, sull’importanza
fondamentale attribuita alla famiglia».
I come
"Invecchiamento" - In una società
che "invecchia" sempre più prevale la logica del
"conflitto" tra «anziani e la percentuale sempre più esigua dei
giovani».
Le società vecchie «logorano le proprie tradizioni», dunque «l’inverno
demografico potrebbe diventare anche l’inverno delle democrazie» con
conseguenze sul piano sociale e politico molto «più allarmanti». Ecco perché «dietro il problema dei tassi di fecondità troppo
bassi in Occidente» c’è il rischio di «una catastrofe umanitaria e culturale».
L
come
"Lupo" - "L’uomo è un lupo per l’uomo"(homo
homini lupus). La concezione della
vita, secondo la quale «i forti vincono necessariamente sui
più deboli», oggi «influenza fortemente i programmi ostili alla famiglia
e alla procreazione». Non c’è più posto «per le solidarietà naturali» e tutto
«è subordinato alla ricerca del piacere e all’utilità degli individui».
M come "Movimenti femminilisti" - Hanno
«esacerbato il carattere polemico della relazione tra individui maschili e
femminili, esigendo il superamento della famiglia, affinché la donna si liberi
dall’oppressione maschile e dalla maternità e la sua individualità possa
affermarsi senza ostacoli».
N
come
"Natura" - È la natura che indica
l’unione tra uomo e donna come «fonte unica del matrimonio e della vita». Ecco
il motivo per cui «non c’è famiglia se non come frutto
delle persone di sesso diverso». Il suo nome è «unione matrimoniale».
O come
"Oscuramento" - Un «grave oscuramento del valore della
procreazione» è la scelta degli sposi «di avere un solo figlio o al massimo
due». Ciò significa che «il compimento di atti
coniugali potenzialmente procreativi è nulla più che una specie di somma di
brevi parentesi all’interno di una intera vita coniugale volutamente resa
sterile».
O come
"Omosessuali" - «Coppie formate da omosessuali rivendicano gli
stessi diritti riservati a mariti e mogli; reclamano perfino il diritto
all’adozione. Donne che vivono un’unione lesbica rivendicano
diritti analoghi, esigendo leggi che diano loro accesso alla fecondazione eterologa o all’impianto di embrioni. Inoltre si sostiene
che la facilità offerta dalla legge di formare queste coppie insolite deve
andare di pari passo con la facilità di divorziare o ripudiare».
P
come
"Poteri pubblici" - Devono «proteggere la famiglia», perché essa
«è anteriore allo Stato e a ogni organizzazione
sociale».
P
come
"Pillola del giorno dopo" - Il suo uso mira «all’eliminazione
della vita». È «intenzionalmente» aborto «reale».
S
come
"Sessualità" - I cromosomi maschili e femminili hanno «pari
dignità» e la sessualità è «complementare», nel senso che «l’uomo è attratto
dalla donna e questa dall’uomo». Ma la sessualità «trascende il fatto biologico
e diventa psichico, interpersonale», quando «sorge
l’amicizia e l’amore, come dono di sé e tramite per i figli».
T
come
"Tentativi" - I genitori e i vescovi devono vigilare sui
«tentativi» che tendono a «sostituire l’insegnamento alla castità», che avviene
«all’interno della famiglia» o «nello studio del catechismo», con «corsi di educazione sessuale che presentano serie riserve». Infatti: «Procreare non si riassume nel trasmettere la vita
biologica».
V
come
"Vittima" - La famiglia e il matrimonio, «mai come ora», sono
«vittime» di «attacchi violenti». Assistiamo infatti a
una «riduzione radicale di Dio, di Gesù, della Chiesa
e della Scrittura». Ciò porta a una «volontà ostinata,
che spinge molti uomini e donne ad arrogarsi, in nome della libertà
procreativa, il potere creatore di Dio», cioè «il potere di produrre l’uomo» e
di «dare la morte». Qui siamo di fronte a una
«tendenza di ateismo pratico».
Alberto Bobbio