Il Gay Pride di torino
Sabato scorso sono stato al Pride di Torino con tre amici [...].
A parte l´emozione
che dà partecipare ad una manifestazione del genere (è
la quinta volta che partecipo ad un Pride) quest´anno per la prima volta il Gruppo Emmanuele era
presente al corteo con uno striscione tutto suo (grande, visibile e bello, su
cui era scritto GRUPPO EMMANUELE, PERSONE OMOSESSUALI CREDENTI PADOVA).
Per non rimanere schiacciati dalla
prevalenza numerica della presenza festosa e colorata dei vari circoli arci di tutt´Italia, ci siamo
uniti con gli altri (pochi) gruppi di gay credenti che hanno partecipato al
corteo. Il Guado sopra tutti, con una serie di
cartelloni diretti a Ratzinger molto carini che
inneggiavano pressappoco così: "Ratzinger, noi
gay diamo l´8%o alla chiesa Valdese", oppure "Ratzinger
se vuoi liberarti dei gay preparati a chiuder bottega".
Al di là
di ogni altra cosa, quest´anno
mi hanno colpito gli applausi spontanei che la gente ci indirizzava quando
vedeva passare noi gay credenti (qualcuno ci ha urlato anche "Bravi"
o "Coraggio!").
La gente, probabilmente credenti come noi, desiderava vederci. Ha apprezzato
che noi Gay credenti fossimo al corteo.
Silenziosi, sorridenti, presenti. Forse perché nel piccolo delle parrocchie o
nella loro vita di tutti i giorni conoscono tante storie come le nostre . Forse perché si scontrano essi stessi con l´immobilità, l´imbarazzo o il
rifiuto delle nostre gerarchie: e sentono che questo atteggiamento
è sbagliato e umanamente scorretto. Non so a che cosa di preciso porterà tutto
questo, ma se anche desse solo un pizzico in più di coraggio (sia a noi che a
loro) per esprimere nella propria realtà le proprie convinzioni ed il
proprio modo di essere, sarebbe ben fatto.
La nostra
vita, in ogni frangente, è la nostra testimonianza. Non dimentichiamolo mai.
Un abbraccio a tutti, Cristiano
Daniela (col permesso dell’interessato)