La lettera di Giuseppe Zanon

Giugno 2006

 

Carissima Ausilia,

                          ho letto la tua corrispondenza con l'amica transessuale ed ho avuto una nuova conferma di come il nostro sito vada a fondo delle situazioni e, con linguaggio semplice, dia risposte appropriate e credibili.

 

Quello che dice l'amica, quello che dici tu in risposta sono i risvolti della vita, da inquadrare nel suo insieme.

Possono così apparire piccoli i problemi delle 'cotte' con un prete, delle disavventure di questo quando lascia il ministero sacerdotale, ma può apparire più sopportabile la situazione della transessuale se paragonata a quella di un essere imprigionato su una sedia a rotelle, imprigionato in una malattia mentale, imprigionato in un handicap.

E allora viene da aggrapparsi all'Inno alla gioia di Beethoven o alle piccole gioie quotidiane che nessuno ci può portare via e farci sentire cittadini nell'oceano della felicità.

 

E dopo la vita, c'è Dio, padre di tutti gli essere senza distinzione, dai più piccoli ai più grandi, dai più rumorosi ai più silenziosi. Ma se ne siamo convinti, anche le parole maldestre di ogni giorno, ci possono solo sfiorare, non ci possono colpire a fondo!

 

E se poi ci aggiungiamo Cristo fratello che ci ama, che ha patito prima di noi, tanto che gli han detto perfino di essere ‘scappato’ con la Maddalena,  infischiandosene di noi ! ( Codice da Vinci)….

 

E poi ci sono gli amici del sito, più o meno puntuali, ma sempre lì pronti a soffrire e a gioire con tutti i lettori.

                                                                                           

                                                                                                 Un saluto affettuoso a tutte due

                                                                                                       Giuseppe Zanon