dialogo  con  matilde

Agosto 2006

Ciao Ausilia!

Volevo scriverti già da tempo sull'argomento del celibato per i sacerdoti, perché questo tema viene sempre affrontato nei nostri incontri dal mio padre spirituale (un sacerdote alle soglie dei 90 anni, ma con una freschezza mentale di 20...).Lui sostiene che la chiesa non potrà ignorare ancora per molto l'emorragia di sacerdoti che lasciano e il deserto dei seminari e, che quindi, dovrà per forza scegliere l'unica cosa giusta: permettere una scelta di celibato o meno ai sacerdoti e, soprattutto, integrare nelle parrocchie quelli che hanno scelto in passato di lasciare.Perché privarsi di energie così preziose? Ex sacerdoti che hanno professato per anni tutto il loro bagaglio culturale, la loro preparazione spirituale e la loro esperienza, buttata via.... Non ha senso uno spreco così grande!Egli è fiero di affermare che nelle sue amicizie sono rimasti tutti i sacerdoti che, nel suo cammino di prete lungo 64 anni (si ritiene fortunato dal non essere stato scosso da "venti contrari"), hanno lasciato la chiesa per una donna.Ed è per questo che asserisce con piena convinzione che il 90% di questi ha conservato una grande fede e, di conseguenza, una grande sofferenza, in quanto nel loro cuore non hanno mai smesso di sentirsi sacerdoti!Ci tenevo particolarmente a farti avere questa testimonianza e spero di averti fatto cosa gradita.

Ciao, Matilde

 

Cara Matilde

Interessante la posizione di questo prete novantenne, che si dichiara fortunato che non ha dovuto remare a “venti contrari”, e quindi sente di essersela scansata da una prova tanto dolorosa… ; e intanto mantiene buoni rapporti con i preti che ormai hanno famiglia, ha stima per loro e capisce quanto sia cosa dura sentirsi prete nel cuore e non poter esercitare il ministero.

Ti esprimo qualche giudizio su quanto esponi.

E’ vero, sarebbe auspicabile che la chiesa non “sprecasse”  i preti sposati, che li utilizzasse come risorsa; ma mi pare limitativo attenersi ad un criterio di utilità. Inoltre mi pare miopia non andare di un palmo più in là dalla messa in questione dell’obbligo dei preti di non sposarsi. C’è da aver paura che un domani, con l’abolizione del celibato obbligatorio, la chiesa abbia più preti, ma dello stesso stampo di quelli imborghesiti, che oggi non mancano. Ogni novità dovrebbe essere una resurrezione, una inversione di rotta. Una nuova legge del celibato dovrebbe segnare un evento di rinnovamento ecclesiale, alla luce del concetto di SERVIZIO… 

Breve nota: è scorretta teologicamente la frase “hanno lasciato la chiesa per una donna”: la chiesa non si lascia se non per apostasia; parola che significa “ripudio pubblico e solenne della propria religione”. E’ esatto dire: “hanno chiesto di essere esonerati dall’obbligo celibatario”; infatti la chiesa, dietro tale domanda, concede la dispensa, e chi la ottiene è in regola, tanto da poter accostarsi al sacramento dell’Eucaristia.

Un caro abbraccio, Ausilia