Agosto 2006
Dalla lettera di una donna
Il
silenzio di alcuni preti sposati

Ho letto con molta attenzione quanto producete, anche se mi chiedo: perché mai noi abbiamo bisogno di parlarne e il prete no? Perché, per quanto faccia silenzio, arriva per una donna il momento di guardare in faccia le cose e parlarne? In realtà credo che il silenzio imposto è aggravato dal fatto che i preti "lavano i panni sporchi in famiglia", non perché abbiano, diversamente dalle donne, paura di far del male a chi è vicino, ma perché è comunque comodo rifare la scelta senza disturbarsi con troppi problemi, senza indagare davvero affondo, senza capire che un pezzo di strada con quella donna lo hanno fatto.
Questo per dire che al silenzio delle donne fa da contraltare un silenzio ben più devastante da parte maschile, e che non trovo così facile da capire. Certamente ci possono essere delle maturazioni in corso... ma credo che siano davvero pochi gli uomini-preti che hanno riconfermato la loro scelta con onesta libertà personale e soprattutto in coscienza. Se una scelta viene fatta, perché non può essere discussa insieme anche nel dolore? Quanta immaturità vedo, da entrambe le parti! B. G.
Aggiungiamo le riflessioni di un’altra donna, Paola
E' una constatazione di fatto: i preti che si sposano parlano poco delle loro difficoltà in rapporto al passato. I loro discorsi, non più strettamente teologici e nemmeno esistenziali, si volgono alla sfera politico-sociale, ad altro, quasi avessero fretta di tirarsi fuori dal privato… A volte pare che essi sopportino poco la condivisione paritetica. Sono abituati a predicare dal pulpito la condivisione, standosene al di sopra. E’ difficile il passaggio da Maestro a coniuge…
Lo so, non è sempre così: ci sono degli ottimi mariti e degli ottimi padri di derivazione presbiterale. Ma cosa vuol dire ‘ottimo’? Se vuol dire ‘il migliore’, allora egli è stato considerato sempre tale.
Noi vorremmo invece qualcosa di diverso. Che lui arranchi un po’ con le difficoltà della convivenza in famiglia! Sarebbe un buon tirocinio fare il salto di qualità dal fastigio alle piccole cose del quotidiano, dalla superiorità alla reciprocità. Tirocinio che potrebbe essere la carta vincente del rinnovamento ecclesiale, anche per via di preti che hanno finito di… comandare e sono pronti ad offrire, da coniugati, un nuovo modello di servizio presbiterale.
C'è da trarre conseguenze da questi cenni. Invitiamo i lettori di sesso maschile ad aiutarci a capire. Meglio riflettere insieme uomini e donne. C'è qualche coppia che lo fa?