Giuseppe Zanon
Entusiasta per alcune pubblicazioni
benevole nei riguardi dei preti sposati
L’articolo
EVENTI ECCLESIALI
Sabato pomeriggio, il vescovo di Brescia ordinerà
otto nuovi sacerdoti. La cattedrale affollatissima, la solennità, la
rappresentanza delle parrocchie, parenti commossi e amici festanti,
l'incrociarsi di saluti e auguri rivelano con chiarezza che ciò che accade non
riguarda soltanto i giovani direttamente interessati. Si sa bene ormai che una
scelta di vita del cristiano è sempre evento di Chiesa, anche quando le
dimensioni sono meno appariscenti. Lo sono non di meno un matrimonio, una
consacrazione religiosa maschile o femminile. Ciò che il credente vive è
espressione di Chiesa e realizza la Chiesa. E la Chiesa nel suo insieme si
riconosce e accredita la scelta.
Ma il pensiero corre avanti, a quando la vita di ciascuno si distende con le sue
vicende talvolta imprevedibili, con circostanze complesse e non di rado
drammatiche. Capita pertanto che nel susseguirsi dei giorni e delle storie, un
prete abbandoni il ministero, una coppia si separi,un religioso lasci
l'Istituto. Conta poco che agli effetti del diritto le situazioni siano diverse
e diversamente valutate. E' sempre una vita che subisce una frattura, il
disgregarsi di una scelta e il dissolversi di una promessa e di un impegno che
sempre comportano dolore e lacrime.
Allora non si può non domandarsi se l'evento del fallimento, della
disgregazione, della promessa infranta non possa e non debba interessare, anzi
coinvolgere la Chiesa in quanto tale e le singole comunità. Nel cristiano che
incontra la sconfitta (e si tratta sempre di una sconfitta), colpevole o non
colpevole che sia di questa, è ancora la Chiesa a vivere.
La Chiesa di Gesù vive in lui l'esperienza della perdita, del disorientamento,
del dolore, del dover rintracciare una strada persa.
Succede invece che l'evento che mette fine ad una condizione di vita e di una
vocazione nella sua forma concreta, sia lasciato alla persona che lo vive,
ritenuto privato e basta, un affare tra lei o lui ed eventualmente Dio e la
legge della Chiesa. Succede che quanto grande e pubblica era stata la festa nel
giorno degli osanna del matrimonio, dell'ordinazione, della professione
religiosa, tanto è silenziosa, individuale, privata la giornata della sconfitta.
Il prete che abbandona, la suora che esce, la coppia che si separa non solo
vengono lasciati a se stessi ,ma addirittura sono sommessamente indicati,
oggetto di considerazione senza benevolenza, spesso trattati da colpevoli. Si
dimentica che essi restano credenti e restano battezzati, che appartengono
irreversibilmente a Cristo, che sono in Lui per sempre comunque vada la vita e
che il Padre è sempre ostinato nello stesso disegno benevolo di portare tutti a
casa sua per farne persone compiute e felici. Sembra che la Chiesa stia dalla
parte dell’affermazione, della vocazione riuscita e diventi 'dirimpettaia' che
osserva e non di rado si lascia andare alla malignità, all'accusa e persino alla
vendetta come se i giusti si allontanassero dagli impuri. Le porte si chiudono,
gli amici si dileguano, il silenzio sfuggente accompagna gli occhi che si
distolgono.
Nel giorno della festa per i novelli sacerdoti, con l'augurio più fervido che la
loro vita sia una gioiosa corsa per il Vangelo, un caldo abbraccio della Parola,
un fervido servizio alla comunità lungo per tutta la vita, si può compiere un
passo nella consapevolezza ecclesiale con un pensiero, un gesto, una nuova
mentalità per tutti coloro che sperimentano la difficoltà: la loro storia è
storia di Chiesa; sono sempre e ancora fratelli e sorelle; hanno una nuova
strada da fare e tante difficoltà, ma non è mai solo affare loro e soprattutto
non sono peccatori imperdonabili. Non basta far finta di aver dimenticato ciò
che è accaduto perché ciò che è accaduto è parte di noi: la comunione ecclesiale
è invitata ad un nuovo vigore per essere conforto, appoggio, serena e semplice
famiglia che non smette di essere tale nella buona e nella cattiva sorte.
Valeria Boldini, Editoriale de 'La voce del popolo', n° 23, 9 Giugno 2006
Ancora segno dei tempi !
Vi avevo segnalato le inaspettate aperture contenute nell'editoriale del settimanale bresciano 'La Voce del Popolo', numero 23 ( articolo sotto riportato ). Con piacere ora aggiungo che la redattrice Valeria Boldini ha pubblicato sul numero 25 del 23/6/06, pagina 39, alla rubrica 'In dialogo' la mia risposta, col titolo 'Scelta da capire e da rispettare'.
Non me l'aspettavo; avrei usato un tono più sostenuto e meno personale.
Vi riscrivo l'articolo, nella convinzione che le idee camminano, che basta portarle avanti ogni giorno, senza cannonate ma con costanza e riflessione.
* * *
Gentilissima direttrice,
complimenti per il suo articolo di fondo 'Eventi ecclesiali' del numero 23 del 9 Giugno 2006 de 'La Voce del Popolo': ce ne voleva del coraggio,oltre ad idee forti e maturate!
Quando si era sbilanciata qualche mese fa dicendo che i cattolici per andare a votare non avevano bisogno tanto di indicazioni dall'alto,quanto di una coscienza adulta e formata, avevo pensato tra me: 'Questa direttrice dura poco...', sapendo a cosa sarebbe andata incontro.
Invece dura. Complimenti ancora, e il pezzo citato le fa onore !
Incontro al messaggio di Cristo non ci si va tanto con l'istituzione, quanto con la persona. Si è cristiani non perché si è in tanti e forti, quanto perché si è convinti di un messaggio particolare affidatoci.
Vengo a me:quanto lei diceva nell'articolo citato, io l'ho pagato sulla mia pelle,essendo un prete sposato,ex carmelitano ( del Castello ),uscito dall'Ordine nel '70.
Bisogna dirlo: per come sono uscito, con una sacrosanta pedata… senza soldi, senza titoli, senza lavoro, senza tutto…, avrei potuto finire sotto i ponti,come purtroppo è successo ad altri.
Con l'unica intenzione da parte della Santa Madre Chiesa (meglio degli uomini della sua gerarchia), che sparissimo, che non contassimo,che tacessimo, che non esistessimo più se non come ex...
Le sue parole sono forti: festeggiamo questi sacerdoti, ma ricordiamoci che sono persone umane e sono figli di Dio e tali rimarranno sempre anche se la loro strada sarà diversa da quella intrapresa oggi!
Questo suo messaggio,io mi impegno a trasmetterlo a tutti i preti che lasciano in ogni parte del mondo, facendo parte del movimento dei preti sposati 'Vocatio', con il loro sito
www.vocatio.it, e la loro rivista 'Sulla strada',con il sito parallelo www.donne-cosi.org
Sono nella redazione di tutti e due i siti e la tranquillità e la serenità nel trattare l'argomento, mi hanno permesso l'anno scorso di far presente al nostro vescovo mons. Sanguineti in visita pastorale a Leno che in questo paese della Bassa ci sono sette preti sposati e che anche questa è una realtà ecclesiale. Aperto e gentile, mi ha ricevuto per un cordiale incontro,costruttivo penso.
Termino, facendole notare il pezzo di Nadir Giuseppe Perin, prete sposato dell'Abruzzo, inviato alla rivista JESUS, aperta e sensibile a questi problemi.
Le faccio tanti e tanti auguri per il suo importante lavoro !
Giuseppe Zanon