L a   r i p r e s a   d i   c o n t a t t i

 

 

  

 

d i  E r n e s t o  M i r a g o l i

 

Il nostro sito è un buon punto d'ascolto non solo per noi che lo "viviamo" ogni giorno, ma per le decine e decine di persone che ci visitano.
In esso si trovano esperienze con cui confrontarsi e spazi di dialogo cibernetico che sono momenti di riflessione e d'arricchimento.
Alla ripresa delle attività, dopo la pausa estiva, ci sembra giusto affrontare un tema che ci è pertinente e che nel giugno scorso ha tenuto un po' banco sulle pagine dei giornali.
Il fatto: Mons. Emmanuel Milingo è ricomparso sventolando una nuova bandiera: la chiesa si deve occupare dei preti sposati.
Da guaritore ha detto:"La più grande guarigione per la chiesa cattolica, sarebbe guarirsi dal celibato obbligatorio".
Da vescovo sposato con il rito di Moon (che sembrava avesse rinnegato), ha detto:" Non si può sprecare la ricchezza dei preti sposati".
Rieccolo, mons Milingo!
Riecco "l'enfant terrible" che non può fare a meno di essere protagonista!
Riecco il Giamburrasca della chiesa cattolica che, dopo un momento di silenzio, ricompare negli States per lanciare una nuova crociata.
La nuova predica del vescovo guaritore, potrebbe suonare come musica per le nostre orecchie!
Fin dall'inizio di questo sito (e da vent'anni a questa parte!) diciamo le stesse cose che Milingo ha fatto risuonare attraverso l'eco dei mass media di cui è abile manovratore, facendo leva sia sulla propria veste episcopale, sia sul "caso Milingo" che periodicamente torna alla ribalta per motivi diversi.
Ma la musica di Milingo ci piace poco. Ci potremmo sintonizzare su qualche accordo, non sull'intero spartito.
Non ci piace la polemica e non ci piacciono le grandi manifestazioni di massa che in genere fanno confusione. Abbiamo paura della piazza: è ingovernabile.
Non ci piace che Mons.Milingo rispolveri la religione di Moon (con il rito della quale si è sposato con Maria) facendo quasi capire che a questa religione non dispiacerebbero i preti cattolici sposati.
Non ci piace che Mons.Milingo scelga una tribuna diversa da quella di un pulpito per richiamare valori per i quali cerchiamo di dialogare con i Pastori da anni: la non consustanzialità del celibato al sacerdozio ministeriale, l'attenzione da riservare a preti che lasciano il ministero e suore che lasciano il convento, la convocazione di un tavolo paritetico con il quale dialogare serenamente in vista di un nuovo modo di essere chiesa e di concepire il servizio ministeriale.
Soprattutto non ci piace che Mons.Milingo non "sfrutti" il suo essere vescovo per aiutarci a dialogare senza clamori con i vescovi, le conferenze episcopali, le congregazioni del clero, dei vescovi e della dottrina della fede.
Personalmente seguiamo preti e donne in crisi, suore ed uomini in crisi...li ascoltiamo, dialoghiamo con loro via mail, li incontriamo, cerchiamo d'aiutarli a capire e poi - se è il caso - a rifarsi una vita. E lo facciamo in silenzio. Noi che siamo COntro il SIlenzio (donne co-si).
Ci piacerebbe che il vescovo Emmanuel Milingo ci ascoltasse, ci dicesse che cosa può fare per noi e con noi e che cosa noi possiamo fare per lui e con lui per questa chiesa cattolica nella quale noi crediamo, lui crede (o ha creduto) e della quale lui è e rimane vescovo.