Con chi dialogare?
Una breve notizia tanto indicativa. Abbiamo chiesto un link per il nostro sito tra i siti cattolici. Ci pareva cosa conveniente, dato che la nostra tematica verte sul rapporto donne-sacro nella Chiesa Cattolica (anche se osiamo ascoltare e far parlare persone che vivono una situazione difficile nella stessa). E' nostra intenzione far presenti situazioni di disagio, è vero, ma vogliamo anche che questo non diventi rancore; che sia anzi motivo di riflessione per chi nella Chiesa "dorme con sette cuscini" (come diceva una persona che occupa un posto di "potestas"). Ad esempio i problemi delle suore che escono dall'Istituto potrebbero diventare motivo di fermento e di risveglio per "chi resta". Noi di "donne così" VOGLIAMO COSTRUIRE, NON DISTRUGGERE.
Ebbene, ecco la risposta, gentile nell'indorare la pillola del diniego:
Purtroppo (se non mi sono sbagliato) ho visto che i contenuti
non rientrano nella natura ecclesiale della Lista
Ed ecco la nostra risposta alla risposta:
Certo che non risponde [alla natura ecclesiale della Lista]! Perché le persone che parlano e di cui si parla appartengono alla fascia di chi trasgredisce e perciò sono EMARGINATE. Questo essere ricacciate nell'anonimato, risponde all'atteggiamento clericale:" o stai dentro o stai fuori".
E se invece si avesse la pazienza di ascoltare anche chi ha da gridare l'oppressione? O l'oppressione "a motivo del sacro" ha il nome dell'esclusione? Sarebbe cosa buona che la Chiesa non si trincerasse nella cittadella, non avesse PAURA del diverso, eccetera.
Creda, chi scrive vorrebbe che un soffio di spiritualità permettesse di rompere certe barriere e aprisse i cuori alla speranza. Ma NELLA VERITA'. Non basta ignorare che esistano certe realtà. Con rispetto delle vostre idee, abbiamo esposto le nostre.
Il dialogo continua, poi si conclude per… asfissia:
[C'è da premettere che il dialogo è riportato a stralci e che rendiamo pubblico un dialogo via e.mail personalizzate, soltanto perché la materia non è personale, ma riguarda una questione pubblica: il divieto di entrare a far parte dei siti cattolici! Ma si dovrebbe cambiar chiesa, solo perché chi parla ha da denunziare delle verità dentro la propria? E dovremmo anche stare con la bocca chiusa? Almeno, a chi è escluso sia lecito dire perché è escluso; un po' di "parresia" (il coraggio della verità!) ci vuole, se non ci consideriamo "suddite" nella Chiesa:
Interlocutore ufficiale: Chi si affaccia sulla tua Home Page non riceve una testimonianza di comunione fraterna e un esempio di stile ecclesiale. Peggio se si addentra a leggere i contenuti.
La risposta (di Ausilia) Come pretendere a priori una testimonianza eccetera, da persone offese nella loro dignità di persone, e talvolta irrimediabilmente, proprio a causa del rapporto con un prete? (E i tipi di sofferenza sono tanti). Non è meglio sbloccare le coscienze e riesaminare questioni di fondo, senza l'esame delle quali si può solo fingere una comunione ecclesiale? O il NON-DIRE è legge di onorabilità? Noi vorremmo il dialogo leale e sincero.
Int. Uff.: Semplifico al massimo: come puoi dire di ricercare il dialogo con la Chiesa mettendoti in contrasto e polemica con la gerarchia, le sue decisioni e le sue dottrine? Mi ha sempre colpito la figura di S.Francesco d'Assisi, che ha aiutato la Chiesa a riformarsi, ma sempre dal di dentro e senza polemica.
La risposta: Preferisco scegliermi a modello Caterina da Siena, dottore della Chiesa….
Int uff.: Confesso che mi sono sentito urtato dal tuo modo di parlarmi nei termini così forti che hai usato, anche se comprendo la sofferenza e la trepidazione che li hanno generati… Vorrei trasmetterti un sentimento di simpatia e di fraternità…
La risposta: Fatti e non parole. E a fatti siamo escluse dall'inclusione nei siti cattolici; siamo buttate fuori. Con simpatia e fraternità?
Int. Uff.: [Non risponde sull'argomento. Poi fa capire che il dialogo non lo sostiene più per mancanza di tempo]: Ricevo da 100 a 120 e.mail e non posso rispondere a tutti… Vedo che hai un caratterino…
La risposta: Ha ragione. Continuare il dialogo è inutile perché non ce ne sono gli elementi; infatti si sorvola sugli argomenti cruciali. Lei continui a fare il Maestro, io, col mio caratterino, a stare-accanto a chi soffre. La esonero dalla fatica di rispondermi.
Ci sono altre/i che vogliono rispondere?