Il Papa a Colonia
a) Presentiamo una cronaca non di parte. Ma molto è stato detto con ben poca benevolenza. Una semplice osservazione di fronte alle critiche sulla papolatria diffusa tra i giovani: chi e che cosa sostituirà fenomeni collettivi innocui, in cui confluisce un bisogno ancestrale di aggregazione e di polarizzazione delle attese umane nella ricerca di senso? Ad ogni strappo che operiamo nel costume, in ogni modo di essere e relazionarci, dovremmo preoccuparci di non lasciare il deserto: soprattutto se ci stanno a cuore giovani. L’ateo di Nietzsche, dopo aver proclamato la morte di Dio, si figurò la scena allegorica di un popolo adorante un asino.
COLONIA - Bagno di folla per Benedetto XVI nella spianata di Marienfeld illuminata da migliaia di candele e fiaccole. Il giro panoramico di Papa Ratzinger a bordo della papamobile è durato un quarto d’ora: un lungo «viaggio» attraverso i giovani, che lo hanno accolto con entusiasmo, tra ripetuti applausi, acclamazioni, cori e tante, tantissime foto. Non solo flash per il pontefice. Il volto e il saluto del Papa sono stati immortalati anche dai numerosi cellulari dotati di mms. Le centinaia di migliaia di papaboys accorsi nell’immensa distesa di Marienfeld hanno potuto così inviare la foto del Papa direttamente al telefonino di un amico, anche a chi è stato costretto a rimanere in Italia. Anche alcuni vescovi si sono lasciati contagiare dalla moda di fotografare il Papa con i telefonini. Il Pontefice stava percorrendo a piedi l'ultimo tratto del percorso, prima di salire sul palco della Gmg, e si sono viste chiaramente nella diretta tv le braccia di alcuni vescovi alzate per inquadrare il nuovo Papa con gli obiettivi dei cellulari di ultima generazione.
LA CAMPANA DI WOJTYLA - All'inizio della veglia con i giovani per la XX Gmg Benedetto XVI ha benedetto una grande campana che porta il nome di Giovanni Paolo II. Dalla marea dei ragazzi si è alzato forte di grido «Giovanni Paolo, Giovanni Paolo», che sempre accompagnava gli appuntamenti con Karol Wojtyla.
LA CROCE RESTAURATA - Otto ragazzi in rappresentanza dei giovani di tutto il mondo hanno consegnato a Benedetto XVI la croce della Gmg, un pezzo di legno alto poco più di tre metri che in vent’anni, ha percorso chilometri e chilometri in giro per l’intero pianeta. Giovedì, la croce si era spezzata perché una folata di vento l’aveva fatta cadere. In tempo record è stata riparata e ha continuato il suo viaggio.
IL DISCORSO - Agli 800mila giovani riuniti nella spianata di Marienfeld per la veglia il Papa ha detto che il potere di Dio è quello inerme dell'amore e non quello rumoroso e prepotente di questo mondo. Ratzinger ha rievocato di fronte ai ragazzi la storia dei Re Magi venuti per adorare un Re che scoprono essere il bambino nato in una povera mangiatoia. Nel suo lungo discorso, Benedetto XVI è tornato a parlare dei peccati all'interno della Chiesa. La Chiesa può essere criticata, ha detto, «essa è una rete con dei pesci buoni e dei pesci cattivi, un campo con il grano e la zizzania». Ma, ha aggiunto, essa, con la sua storia, rappresenta l'autentica famiglia di Dio che permette di seguire la strada che porta a Dio. E «in fondo è consolante il fatto che esista la zizzania nella Chiesa. Così, con tutti i nostri difetti possiamo tuttavia sperare di trovarci ancora nella sequela di Gesù, che ha chiamato proprio i peccatori». Infine l'esortazione a non costruirsi un Dio privato, che «non esiste, esiste invece la tradizione della Chiesa pur con tutti gli errori che essa può aver commesso nel suo cammino». 20 agosto 2005
vaticani"
b) In una risposta a tante critiche impietose (che non è il caso di riportare, tanto sono scontate), una risposta trovata nella mailing-list di “noisiamochiesa” ci pare, nella sua immediatezza, ricca di buon senso ed equilibrata. Eccola:
Rispondo al messaggio "Deliri vaticani". Scusate, io frequento abitualmente una parrocchia, precisamente S.Siro in Genova Centro, posso dire che il quadro che fate non corrisponde al vero? Poi, può darsi che la mia sia una parrocchia sui generis, non so... Capisco che l'esigenza di prendere posizione renda necessaria anche qualche generalizzazione o qualche esagerazione. Però se si generalizza o si esagera troppo si preclude il dialogo. Come quello che parla perché gli piace sentire il suono della propria voce, non per dire qualcosa all'altro.
Raccogliendo preti da ogni parte,
dai Focolarini ai Legionari di Cristo ai militanti dell'Opus Dei e simili, le
diocesi riescono a tappare i buchi e coprono il vuoto con l'esaltazione della
"vittoria" al referendum.
Nella mia parrocchia di "esaltazione per la vittoria" non se n'è fatta. Nulla da
parte del prete. C'e' stato qualche commento tra la gente, alla fine della
Messa. Niente di più L'impressione generale è che questo non sia stato sentito
come problema più importante di altri: la condizione degradata del nostro
quartiere, i poveri, gli stranieri..
La chiesa gerarchica, di fatto,
riesce ancora a manipolare grandi masse, sia con il suo linguaggio populista,
sia soprattutto mantenendo solide alleanze ideologiche ed economiche con molti
poteri oppressivi.
Le grandi masse non le vedo. Forse le fanno raccogliendo due persone per ogni
città da tutto il mondo, e si riempie una piazza. La nostra chiesa si riempie
solo a Natale e a Pasqua. E non penso che la gente che viene solo a Natale e
Pasqua faccia la Chiesa. Siamo in un'era post-cristiana e in generale chi lavora
alla base (es. le catechiste) se ne rende bene conto. Poi ci sono i mass-media
che non capiscono o non vogliono capire niente. E, si' questo e' vero, le alte
sfere (dai vescovi in su) gli danno corda.
Beatificare a tempi di primato papa Wojtyla è un'operazione di immagine e di mercato. L'idolatria ha tanti negozi, tanto mercato in tutto il mondo. Le parrocchie e un po' tutte le istituzioni cattoliche ufficiali si sono ancor più marcatamente trasformate in luoghi di propaganda, in agenzie di pubblicità, in vere e proprie botteghe. Nei santuari gli idoletti mariani wojtyliani vengono esposti e venduti insieme e tutto fa denaro, turismo, attrazione.
Nella mia parrocchia "idoletti mariani e wojtyliani" non ne ho mai visti vendere. Anzi, di Maria non si parla molto e di Wojtyla si parla molto poco. E sempre come uomo con i suoi pregi e i suoi limiti, non come "idolo". Per andare sul concreto, di immaginette di papa Wojtyla non ne ho viste appese in giro, almeno non mi ricordo. Ciò significa che, se c'è qualche manifesto con la foto di Wojtyla, non è più in evidenza di altre cose ordinarie tipo avvisi ecc. Ovviamente chi ha la "sana abitudine di pensare" non dimentica che il generoso uomo Karol Wojtyla è stato un grande attore, un papa disastroso, un dittatore all'interno della chiesa, un fermo oppositore dei diritti più elementari delle persone. Quasi ventisette anni di martellanti condanne per teologi, preti, separati, divorziati, donne, gay, lesbiche…
Ora, parlare così non mi sembra che renda giustizia a un uomo che ha cercato di servire la Chiesa nel modo che in coscienza sua riteneva giusto, con tutti i suoi limiti di uomo. Bisogna riconoscergli che non è stato comodamente seduto a Roma ma è andato a visitare le propaggini più lontane della Chiesa. Che ha preso, almeno a parole, posizioni coraggiose contro i potenti a favore della pace. Ma anche: l'eccesso mediatico, la non sensibilità per certe istanze, la non rispondenza alla realtà di certe belle dichiarazioni... Va criticato sì, ma non bisogna farne un mostro. Non va ne' idolatrato ma neanche demonizzato. Se poi bisogna farlo santo... Prima di tutto secondo me la Chiesa non "fa" santo nessuno. Se uno è santo, è santo. La Chiesa riconosce ufficialmente che uno è santo. Se non lo riconosce, è santo lo stesso. Ci sono miliardi di santi non riconosciuti, persone normali, che non hanno fatto rumore, ma che sono stati una testimonianza e un esempio per i loro vicini. Quando la Chiesa dichiara santo uno, vuol dire che lo indica come esempio. Dovrebbe dire CHE COSA DI LUI è da prendere come esempio. Non tutto. Certamente in Karol Wojtyla ci sono cose da prendere come esempio e altre cose da NON prendere come esempio. Un reale difetto nell'atteggiamento della Chiesa riguardo ai santi è che sembra che TUTTA la loro vita sia da prendere come esempio.
Santo è anche il ladrone che Gesù stesso dichiara "santo", mentre sta morendo, ma certamente "fare il ladrone" non è un esempio da seguire!
PS. Scusate, non e' la prima volta che intervengo contraddicendo qualcuno. A volte a stare in questa lista mi sembra di essere fuori posto. Ci sto, nonostante su varie cose non sia d'accordo, perché mi interessano le opinioni diverse dalle mie. Se ritenete che me ne debba andare, o almeno debba astenermi dall'intervenire, ditemelo. Pace e bene a tutti