News dibattito 

Ottobre 2005

Carissime sorelle,

abbiamo ricevuto un bel pò di lettere: affettuose, partecipi, ricche di sentimento.

Quel che è mancato – ma si tratta di “cominciare” – è la concentrazione sull’argomento proposto.

Vogliamo fare di questa corrispondenza una raccolta, non di confidenze, bensì di testimonianze e di riflessioni personali, che costituiscano una messa a punto concreta del tema, da sintetizzare così: IL DISCEPOLATO IMPEGNATO.

Non è poca cosa un dibattito personalizzato. Vale più di tanti documenti “studiati”. Il nostro intento non consiste nel fare scendere di qualche scalino la vita religiosa, quanto nel restituirle il compito proprio dei primi discepoli di Cristo, e del cristianesimo in generale: “Andate ed evangelizzate”. Il fare di questo programma il tutto dell’affidamento ad un Istituto religioso, si traduce in gesti esistenziali che significano ben altro di quanto comunemente si intende (compreso l’eroismo missionario).

L’atteggiamento apologetico che scatta immediato non appena ci si muova senza il patrocinio delle figure e dei dettati istituzionali, denuncia il persistere dell’idea che essere religiosi consista in uno stato di vita guidato da Regole, anziché in uno stato di vita, il quale può offrire condizioni buone per essere liberi/e da contingenze materiali (come il doversi guadagnare da vivere) e per potersi “donare”.

Perché non considerare la categoria soltanto nel suo aspetto funzionale, terra-terra?

Lo sappiamo bene, care sorelle: ci aspettiamo di sentirci dire che tutto è stato ormai detto e realizzato. E in verità i documenti e i libri sulla vita religiosa sono innumerevoli. L’umiltà trasuda da ogni espressione e da ogni scritto su di essa. Ma perché non aver fiducia nel contributo semplice ed incarnato delle singole persone?

Vorremo suscitare una larga partecipazione al dibattito che non escluda le persone laiche, e soprattutto quelle con un presente o con un passato di vita religiosa.

Il fine che ci proponiamo è, non solo di restituire alla vera dimensione evangelica la vita religiosa, ma di suscitare in TUTTE le persone che ascoltano Cristo un maggiore senso di responsabilità. Perciò chiediamo che molte di voi si associno a questa ricerca.

Con speranza e tanto amore,

per “Donne-contro-il-Silenzio”, Ausilia Riggi