Piero, un uomo, un prete tra mamma naturale e madre-chiesa,
DONNA IDEALE e sorella
Chi non conosce la sensibilità e il candore dell'animo
di Piero (professore universitario, il cui carattere combattivo sa ben
coniugarsi alla naturalezza e genuinità dei sentimenti), difficilmente potrà
percorrere mentalmente, attraverso il passo qui riportato (da
Lui, fin troppo consapevole della ferita che lo
strappo della sua uscita dal ministero le stava per provocare, la vede presa
d’assalto, in un "agguato" teso da uno zelante prete contro la sua fragilità, per giocarsi l'ultima carta. Perché solo lei,
ormai, può tener testa al figlio; la sua arrendevolezza la renderebbe
connivente.
Una lunga confessione, facilmente estorta, dà il senso
di quanto la colpa del figlio pesi
su di lei; né il sacramento può lavarla, perché la di lui inflessibilità la
rende impotente, e perciò non le resta altro da fare che piangere tutte le sue
lacrime per quel poco di vita che le resta.
Il cono d'ombra del male che si allunga sul dolore
inghiotte e confonde i più contrastanti moti d'animo. Un male avvertito come tradimento e dissacrazione ha in se stesso la sua pena. Se poi l'amore se lo addossa e lo fa suo, il suo
peso si aggrava, poiché il male si dovrebbe respingerlo. Questa mamma invece
continua ad amare, forse di più, il figlio marchiato dalla colpa; anzi si carica di quella parte di dolore che
-ne è sicura- è dolore-di-figlio; e poi ci sono altre
porzioni di dolore che trovano i due ora accomunati (senza reciproco conforto),
ora divisi (con maggiore sconforto). Il tutto avvolto da un'inesplicabile forza
oscura, che incombe come un destino...Solo quando le lacrime sparse insieme si
fanno breccia in quella morsa infinita
che si avvita su se stessa, c'è posto per un ritrovato senso di vicendevole
intesa, che la vince sulla incomunicabilità angosciosa.
E tutto ciò per l'impossibilità di vedere al di là di quella spessa muraglia che
la cultura, la società e la roccaforte
ecclesiale hanno eretto per contenere nell'alveo istituzionale la libertà
individuale, anche quando essa non è nociva ad alcuno e tenta solo di far
prevalere esigenze umane contro la rigidità delle norme, che certamente non
hanno un'origine divina...Dio non c'entra davvero nelle mostruosità
incongruenze menzogne che sostengono l'apparato difensivo del potere,
devastando le coscienze.
Ascoltiamo nelle parole di Piero la sua rabbia, unica
rivalsa e unica ragion d'essere per resistere nella lotta contro la mandria degli uomini ufficialmente ligi
alla "purezza del diritto canonico".
Lei,
monsignore, aveva certamente intuito ed era stata preventivamente avvertita
dell'indiscrezione che avrebbe commesso forzando la porta di casa mia. Né tanto
meno poteva farlo pensando alla sua missione, perché i preti a casa mia
arrivano a decine, e non pochi di questi hanno anche amministrato i sacramenti
a mia madre. La pastorale del dominio, del direttorio monarchico, della
gestione personale e gelosa... dovrebbe essere finita una volta per sempre. La
religione, soprattutto il cristianesimo,
non è un "impero", è una "libertà". Chi non pensa in questo
modo sa bene di venire in casa mia a sfidarmi, e allora non compie né una buona
azione né un atto di carità. Che poi la malattia di mia madre venga strumentalizzata
a questo scopo, costituisce un'aggressione morale d'indicibile malizia. Se si
voleva dimostrare a porte aperte questo tipo di sfida, sono costretto a
replicare, altrettanto apertamente, che ci sono mille buoni preti disposti a
venire in casa mia per le necessità spirituali di mia madre, senza che arrivino
i vendemmiatori del tempio! Ci furono mesi e anni di oscura sofferenza in cui,
nelle notti insonni, si mischiarono le lacrime mie e di mia madre: non uno di
questi mercanti venne a consolarci! In agguato, attendevano che i cani aizzati
riportassero all'ovile la pecorella, non importa se trucidata: tanto, i
gerarchi si salvano sempre dal sangue e dalla calunnia che progettano in
segreto
No, signori
miei, devo dirvi alla luce del sole che non avete il diritto di entrare in casa
mia per riaprire un così grande dolore! Lei, monsignore, ieri sera ha
ricostruito per ore e ore il pianto di mia madre, certo non senza una mia acuta
sofferenza! Se è di questo che vi compiacete... allora non posso ritenerlo né
umano né cristiano! Ho tutto il diritto di chiedervi che non giochiate alcuna
carta sullo sconfinato amore che porto alla mia mamma! Se lei, monsignore, come
parroco, desidera avere tranquillità di coscienza, tenga pure per certo che
oggi un sacerdote amico porterà la comunione a mia madre, e certo l'avrebbe
anche confessata con serenità, se non lo fosse già stata ieri sera con
indiscrezione.
Spero che non
mi tolga il sorriso e il saluto dell'amicizia, perché mi ha costretto a
scriverle queste righe. S.Angelo Lodigiano,
21.11.1970.Piero Barbini
A questa sconvolgente testimonianza posso aggiungere
un particolare, nel quale si compendia la ripercussione che ha avuto una simile
prova, frutto di una mentalità maleducata, che
Nessuna donna è
entrata nella vita del figlio che ha ferito mortalmente, per mano dei
"vendemmiatori del tempio", la madre dentro di sé. Al suo fantasma è
sempre sovrapposto quello dell'altra madre non-biologica, che gli ha comunicato
la vita di fede, alla quale continua ad essere ancorato con forza. Ma, ahimè, quanto l'ha fatto e la fa soffrire per via dei
potenti che la tengono in ostaggio!
Queste due madri in una, non sono però presenza
distruttiva nella sua esistenza: perché egli sa
serbare intatto il seme di vita ricevuto, nonostante le terribili
incrostazioni che lo nascondono. Anzi, a partire da quel filiale legame, ricava
la forza per lottare e per liberarsi: forza tanto aggressiva quanto
appassionata.
Per una terza donna non c'è proprio posto. Una donna
fatta di carne di sensi di intelligenza di individualità creativa potrebbe
un'altra volta essere presa d'assalto. Meglio che resti nei suoi sogni, fatta
di luce.
Piero sa amare, sorridere, vivere insieme agli altri.
La solitudine che, come accenna nello stesso libro, è rimasto il cimelio più
prezioso che la vita da prete gli ha lasciato, rende robusta la sua
personalità; fa di lui un uomo completo
e partecipativo. La mancanza di una donna, più che non essere avvertita perchè,
confessa, l'ha sempre cercata, gli permette di fare della dimensione utopica motivo d'essere della sua
vita.
Ma, un momento! Non è la sorella, intelligente
comprensiva affettuosissima, che di fatto supplisce la moglie?
Soluzione, in realtà, che la dice lunga su come
nell'ex-prete possano ancora avere una loro funzionalità i parametri
clericali...
Dal libro “Da donna a donne” di A.R.