Silenzio e conversazione

 


Dio va oltre le parole. Dio, certo, è il mistero che va oltre le parole, avvolto nel
silenzio. Ma quel silenzio non implica che noi non abbiamo bisogno delle parole. Come ha detto Schwöbel, è un silenzio tra le nostre parole. Le nostre parole creano uno spazio per il silenzio che parla.

Conversazione è una parola bellissima. Il suo significato originario era "vivere insieme", - Christoph Schwöbel, teologo tedesco, ha detto proprio che "Dio è conversazione".

 

Un giorno Michelangelo, passeggiando in un giardino di Firenze, vide, in un angolo, un blocco di marmo che sporgeva da sottoterra, mezzo ricoperto di erba e di fango. Si fermò di scatto, come se avesse visto qualcuno, e rivolto agli amici che erano con lui esclamò: “In quel blocco di marmo c’è racchiuso un angelo; debbo tirarlo fuori”. E, armatosi di scalpello, cominciò a sbozzare quel blocco finché non emerse la figura di un bell’angelo.
Anche Dio ci guarda e ci vede così: come dei blocchi di pietra ancora informi e dice tra sé: “Lì dentro c’è nascosta una creatura nuova e bella che aspetta di venire alla luce; di più, c’è nascosta l’immagine del mio stesso Figlio Gesù Cristo (noi siamo destinati a diventare “conformi all’immagine del Figlio suo”); voglio tirarla fuori!”. E allora che fa? Prende lo scalpello che è la croce e comincia a lavorarci; prende le forbici del potatore e comincia a potare. Non dobbiamo pensare a chissà quali croci terribili. Ordinariamente egli non aggiunge nulla a quello che la vita, da sola, presenta di sofferenza, fatica, tribolazioni