Riflessioni
(Perché non ne mandi anche tu al nostro sito?)
Per il
cristianesimo, l’amore è un dono. Questa è una religione che elogia l’amore e
condanna chi non ama. Per vivere quel sentimento gli
sfortunati Paolo e Francesca finiscono nel girone dei Lussuriosi,
trascinati senza posa da una bufera di vento. Ebbene,
sì, parliamo dell’Inferno di Dante. L’autore sicuramente più
apprezzato e non solo dall’ormai deceduto monsignore Porisiensi
che lo tradusse in danese. Ogni prof. di religione conosciuto, che fosse
prete, riguardo all’Inferno dantesco e alla sua Legge del Contrappasso
obbligava chiunque a credervi come realtà assoluta.
Oggi arriva
a noi la notizia che l’Inferno di Dante, grazie al produttore Robert Halmi diventa serial tv
negli USA. Chissà se la ricchezza di quegli spettacolari
effetti speciali potrà competere con i versi dell’autore che offrivano la
dannazione tangibile al lettore. E, come il
pellegrino, anche l’animo, in questo caso dello spettatore, sarà oppresso
dall’angoscia e dalla paura fino ad essere spinto a non peccare più?
Francoise Dolto dice: “I
bambini hanno bisogno di raccontare delle favole quando
qualcosa è troppo difficile da accettare”. Ma … molti
adulti si comportano come bambini e si raccontano favole, perché allora non
credere l’Inferno diviso in due parti: l’Eliso dove risiedono coloro che in
vita accettarono, dopo la morte, di vivere accanto al loro dio e alla sua
sposa; ed il Tartaro luogo di punizione per chi ha rifiutato l’amore di chi
l’ha prescelto, per chi ha tradito i suoi simili ed il proprio dio, per chi ha
umiliato il dono concessogli del “sapere”.
Insomma
cattolici terrorizzati smettetela di tremare, mettetevi il cuore in pace perché
l’Inferno è riservato solo agli adoratori di Satana, non è la pattumiera per i
rifiuti del paradiso!
(UN PO’ DI ROSA)
“Satana non
canta e allora cantate al ritmo che volete”. Questo è l’annuncio fatto alla
folla da padre Ranieri Cantalamessa, che ha così dato
la possibilità ad una ventina di religiosi e suore di “armarsi” di chitarre elettriche
eseguendo, tra l’altro, il “religious rap”, in altre parole un pezzo composto da
fra Maurizio De Sanctis, ex ballerino
classico, che ha avuto il “fegato” di danzare, dinanzi al papa e ad un pubblico
casto e pio, in calza maglia proprio come ai vecchi tempi.
Fra Giuseppe Rosati pare non aver mandato giù
l’autentica evocazione da parte del pubblico, casto e pio, per il De Sanctis e si è dato da fare, prima divertendo il pubblico
con una serie di numeri da pagliaccio e poi spogliandosi dell’abito da clawn per farsi ammirare nel suo saio francescano.
Volete
conoscere la risposta data da un pubblicitario incazzato
ad un francescano che si lamentava degli spot pubblicitari a sfondo erotico? “I
preti imparino a far l’amore e a far figli, poi
vengano a raccontarci come dobbiamo comportarci”. Contiamo sempre fino a tre
prima di dare una risposta. A Bergamo un frate ha strangolato una 25enne della
Costa D’Avorio in seguito ad un litigio nato dopo aver fatto l’amore. Il povero
benefattore pare che non abbia resistito alle ardenti avance della giovane
donna, indifferente all’imprecazione di questa vittima per caso: “sono un prete queste cose non le puoi fare con me”. Speriamo
che lo consoli sapere che il Vaticano si batte per tenere in vita la lingua di
Cicerone introducendo vocaboli nuovi come ad esempio: “sui
ipsius nudator”, in altre
parole, spogliarellista.
Ritorniamo
ancora alle lamentele sulla pubblicità. SE
L’Osservatore Romano chiese l’interruzione della pubblicità “di chiaro
contenuto sessuale” per reclamizzare i profilattici, un parroco ha ospitato
nella sua chiesa il “provocatore” Paolini,
professione “imbucato speciale” per distribuire ai fedeli, dopo la funzione
religiosa, profilattici.
Restando
sul tema della “trasgressione”. Don Zega sul tema
della masturbazione disse: “è un peccato, ma è
necessario per crescere”. E l’omosessualità dove la
mettiamo? “In sostanza l’omosessualità non è una cosa che di per sé fa
arrabbiare Dio. Ciò che davvero ottiene un effetto e solo l’esercizio”. (Joseph Ratzinger,
noto anche come il prefetto di ferro).
Se a
Berlino nascono i club dei preti gay perché la chiesa cattolica li discrimina,
a Londra, oltre settanta pastori anglicani e un numero imprecisato di sacerdoti
cattolici sono iscritti a “mare fede”, in altre parole: “un
organizzazione che non crede nella verità letterale della Bibbia o
nell’esistenza di Dio”. Pensare che
Certo che
la donna fa dare proprio i numeri all’uomo. Il cardinale Biffi afferma che la chiesa non solo non ha peccato ma non può proprio
peccare, “vi pare che Cristo possa sposare una donna brutta?” Rincarando la
dose: “State attenti a parlare male della chiesa, perché Gesù
è mediterraneo è geloso”.
(PER L’APPUNTO)
Secondo uno
studio dell’università di Duke l’iperteso dovrebbe
recarsi spesso e volentieri in chiesa, perché la casa del Signore abbassa la
pressione. Ci si deve recare l’iperteso e non il tossicodipendente come invece
è accaduto nella chiesa di Sant’Agostino a Ventimiglia dove un 35enne imbottito di psicofarmaci è
entrato sparando all’impazzata.
Restando
sul tema delle pazzie, come definire quel monsignor Tettamanzi
che nel dicembre 1996 annunciò ai fedeli: “No al compleanno, per Natale niente
doni”. Secondo costui si dovrebbe conservare i soldini per offerte di carità …
tipo … sborsare un cachet da 500 milioni, come fu per Dylan, in occasione del gran concerto a Bologna. Si lascia
che a Genova i barboni litighino per la carità, per un posto al semaforo dove
il traffico è più grosso di speranza; per far sì che a Napoli siano poi
invitati a Palazzo Reale per assistere ad uno spettacolo su di loro.
Credo che
si possa affermare con serenità che gli uomini della religione del bene hanno
come caratteristica di esagerare alla grande. Pensate a quell’esodo che non fu poi così “biblico” perché gli ebrei
che seguirono Mosè verso Israele non furono due
milioni, bensì 20000. Si sa quanto siano
distratti gli uomini di chiesa. Hanno fatto interpretare “Immagine” di Lennon a Morandi dinanzi al papa,
senza neppure censurare le strofe che inneggiavano ad un mondo senza inferni e
senza religioni. Tale distrazione e forse dovuta al fatto che pensano un po’
troppo al gioco?
Pare che
nel 1994 “Monopoli del Messia” abbia conseguito un notevole successo tra i
rabbini di Tel Aviv: “Un gioco ideato per preparare piacevolmente gli animi
all’avvento del redentore”. Rabbini con una certa
preoccupazione per il vestiario neonatale, facendo
realizzare il primo pannolino dalla linguetta senza adesivo da poter
così essere usato senza infrangere il riposo sabbatico. Nulla a che vedere con
il Sabba delle Streghe. Dove le partecipanti (bellissime donne), durante la
cerimonia, vestono solo giarrettiere di pelle di serpente.
Su questo
vestiario o “svestiario” non ho ancora letto nessun
appunto su giornali o quotidiani da parte degli uomini di chiesa. In compenso
ho appreso su: “Lo stupidario ecclesiastico” edito da Bompiani che per un vescovo
spagnolo è peccato indossare abiti di seta, da sostituire possibilmente con
vestiti – che occultino i movimenti voluttuosi del corpo – “. Chissà se a
questo vescovo spagnolo è arrivata la notizia che Santa Rita è salita sui cubi? A Zocca i gestori molto fantasiosi di una
discoteca in occasione del giorno dell’Immacolata
hanno usato come sponsor pubblicitario
(14 SETTEMBRE 1997)
1996 che anno
funesto! Isterie qua e là tra le menti labili in occasione del 6 giugno che,
veniva a formare il
Non c’è
stata razzia da parte di Costui, d’anime non battezzate, né catastrofi che inducessero a pensare all’imminente fine del mondo né
vittime tra i cattolici: anzi, pare proprio che lo scompiglio materiale sia
stato vissuto dai suoi adoratori. Inutile ricordare gli episodi che hanno visto
gli adepti del Male in manette.
Tengo a citare tre articoli del maggio 1996 apparsi su
Con la
venuta del 1997, la situazione è peggiorata. C’è da ricordare che questo è
l’anno dei Vampiri, perché l’opera letteraria “Dracula”
di Stoker compie 100 anni. Tutti sanno che il Vampiro
è un servo di Satana. Se con l’anno nuovo la risposta
islamica a Barbie, che, molto simpaticamente è la
nascita in Iran di Sara, la bambola con il chador, in
Italia, precisamente a Roma, nasce
Sì,
smemorati! Si apprende da un’opera dell’edizione Ar:
“le tradizioni popolari francesi riportino essere
stati molti i vescovi cristiani che avrebbero stipulato i patti satanici”.
Secondo una nota leggenda San Martino è sceso a patto con Satana pur di aver un
ponte sotto i piedi, offrendogli in cambio un cane, in altre parole, il miglior
amico dell’uomo che non smette mai di ricordarci la sua innata umanità canina.
Nel gennaio 1997 un cane è stato adottato da un paese dopo aver vagato per un
anno alla vana ricerca di ritrovare la sua padrona morta suicida nel novembre
1995.
A ricordare
la cruenta cattiveria su cose e persone nel nome di Dio ci pensa l’iconografia
religiosa ufficiale. Nel giugno 1997 si apprende la feroce guerra dei cristiani
contro i musulmani. Costoro, i Dayak: “mozzavano le teste delle vittime, ne mangiavano i cuori e ne
bevevano il sangue”. Sono forse fans
del conte Vlad detto “l’impalatore”,
divenuto ispiratore di “Dracula”?
Nathaniel Hawthorne in uno dei
suoi racconti scrive: “Il Demonio, nella sua prima
forma, è meno orribile di quanto infuria nel petto dell’uomo”. Studiosi
sostengono che i casi di possessione diabolica siano molto rari. Il Diavolo non
sarebbe altro che il capro espiatorio delle varie forme di malattie mentali non
accettate dall’ignoranza bigotta.
Non sputino
sempre addosso al Diavolo, esorcisti e demonologi
perché Satana rappresenta il pane quotidiano per la loro professione chiamata
spesso in causa ogni qualvolta un fesso si nasconde
dietro Costui per delinquere. “L’uomo è lo specchio dell’uomo”.
Così dice un detto arabo. Si punisca e si offenda l’uomo e non un DIO!
(29 AGOSTO 1998)
La prima
cattiveria che Dio ha fatto all’uomo è dargli da scontare la colpa per il gesto
compiuto dalla madre di tutti gli esseri umani. Stiamo parlando del famigerato
“peccato originale” che, tramite il versamento d’acqua benedetta lo laverebbe
via per sempre.
Secondo la
religione “del bene” ci sarebbe un luogo dove sono accolte le anime di coloro che sono morti senza aver ricevuto il battesimo, in
altre parole, il Limbo. Pensate a quelle madri mutilate di un tale affetto è imprigionate in un dolore senza fine nell’apprendere che
il loro piccino non merita di accedere alla cosiddetta “felicità eterna” di
quel luogo ben descritto da colui che, pare, secondo l’ipotesi dello studioso italo-americano Antonio Mangieri
avesse una figlia illegittima, una certa Gentucca
citata nel Purgatorio.
Sarebbe
interessante conoscere chi è stato il primo o la prima ad aver affermato che: “i figli non devono pagare le colpe dei loro genitori”. Non
mi stupirebbe se fossero stati proprio loro Adamo ed
Eva dopo esser venuti in possesso del “sapere” grazie alla succosissima mela!
Un certo
Nievo dice: “non ribellarti a chi ti comanda, soffri
la sua durezza non per timore, ma per compassione, a ciò che non accresca il
suo peccato”. Per il cristiano, il peccato è una decisione interiore: “il rifiuto cosciente e volontario di seguire Gesù”. “Il peccato non è che una
parola” così citava Hawthorne in uno dei suoi
racconti. Come poteva sapere, a quell’epoca, il
povero Caino di non aver peccato (prima di compiere l’omicidio) di “permalosia”. Offesosi perché Dio senza alcun motivo
comprensibile, aveva rifiutato la sua offerta (di frutti della terra),
accettando però quella del fratello (i primogeniti dei suoi greggi).
Che motivo poteva avere Dio, se non quello di puro sadismo! Come ci
rammenta il Vangelo dove Gesù si rivolge al padre
pieno d’angoscia più volte: “Padre mio, se è
possibile, allontana da me questo calice di dolore! Però
non si faccia come voglio io ma come vuoi tu”. Quest’ultima
affermazione non dà l’idea di un tiranno? Come quest’altra:
“Voi siete miei amici se fate quello che io vi comando”. Questo non è un
ordine? Un Dio buono non dovrebbe, al contrario, consigliare o suggerire? No! Perché consigliare o suggerire mette in moto il cervello del
credente.
Leggere o
sentire che E’ ovunque, che ci osserva, che ci spia, che vede anche ciò che è
nascosto … Non lo designa come una grande ossessione!
Il suo continuo mettere alla prova la nostra fede, come fece addirittura con
proprio figlio mandandolo nel deserto, per essere tentato dal Diavolo.
Satana non
rappresenta (spesso e volentieri) uno scudo dietro il quale si nasconde Dio
ogni volta che nelle sue battaglie paranoiche non sa più “che pesci prendere”?
E’ forse questo un motivo che indotto il Diavolo ad appoggiarsi (per sempre)
ghignante ad un rospo da una balaustra della cattedrale di Notre Dame, a
Parigi?
(PUNTI DI DOMANDA)
Di patti
tra il Diavolo e l’uomo se ne trova di “leggeri” in racconti e in leggende.
Il Diavolo costruisce un ponte, in una sola notte, sia nel racconto
di James Joyce: “Il gatto e
il Diavolo” per il sindaco di Beaugency; sia nella
leggenda raccolta in: “Sreghe e magia” di Roberto Gremmo, per San Martino. Entrambi
i due protagonisti della vicenda, accettano sia la costruzione sia la richiesta
del Diavolo, (che la prima persona che attraverserà il ponte le appartenga) ma al contrario di Satana, non sono di parola e
lo beffano, facendo transitare sull’opera, il primo un gatto e il secondo un
cane. Questo genere di patti “leggeri” sono sempre conclusi con il Diavolo
beffato che se ne va. Le
opere costruite sono ancora lì, non sono scomparse.
Se fuori delle righe il comportamento del Diavolo sta indicare che se
l’uomo trova il coraggio con l’inganno per ottenere ciò che desidera dal dio
del Male, figurarsi con quanta facilità otterrà qualsiasi cosa da chi è
diverso, solo o inferiore per natura.
Non sono
forse state sacrificate delle vite? Non sono stati concessi a Satana coloro che
oggi definiamo i “migliori amici” dell’uomo?
Se fuori dalle righe, quei ponti che simboleggiano la
comunicazione e l’unione tra gli uomini, non sono altro che doni attraverso i
quali pensare che, forse, dovremmo temere meno quei demoni descritti da vari
autori come esseri malvagi che odiano il corpo umano e amano turpitudine e
sporcizia, incontrati solo nelle loro opere; e temere di più gli
“insospettabili” che abitualmente ci apprestiamo a chiamare, amico, padre … con
cui comunichiamo e ci uniamo tutti i giorni.
(RIFLESSIONE DEL 16 SETTEMBRE 1997)
August Graf von Platen dice: “Osserva, ascolta, taci. Giudica poco, domanda
molto”. Mi domando come oggi io possa accettare che una valanga di novità o
verità abbia travolto e stravolto il mio tormentato e sofferto passato religioso
che mi ha segnato nell’ (ormai perduta) Anima!
Secondo Goethe: “E’ la contraddizione che ci rende produttivi”. Di
cosa? Di rivelazioni suicide e omicide?
Quando non molto tempo fa lo studente prendeva coraggio asserendo di
discendere dalla scimmia, arrivava, pronta e spietata, la bacchettata per aver
osato peccare in pubblico di “blasfemia”! Pochi minuti a disposizione per
accettare di redimersi e poi al via con penitenze e umiliazioni dinanzi a “chi
di dovere” per ottenere quel perdono che avrebbe scaraventato nel profondo
oblio il coraggio folle e peccatore.
Leggendo,
in data 27 ottobre 1997, l’articolo di E. Scalfari, un brivido mi ha attraversato la schiena. Come …
l’insistente toc-toc della scienza era stato fatto
accomodare? Le sue prove sempre più tangibili delle instancabili ricerche,
adesso, erano divenute pulci alle orecchie del ministro della chiesa?
Per il bene
ma, soprattutto per il rispetto che devo al mio
tormentato e sofferto passato religioso, non accetterò mai di discendere dalla
scimmia. Credo nell’Eden e nella simbologia che ve n’è
racchiusa. Voglio che (coloro e costoro) ricordino questo detto
giapponese: “Molti timonieri fanno arenare la nave”.
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