L'officina della
perfezione
Modelli popolari e
modelli ufficiali nella santità moderna
di Gabriella Zarri
Docente di Storia moderna - Università di Firenze
"Arrivò
in Ferrara una suora sancta viva che si dicea che ogni giorno era
comunicata per l''angelo et che di quella comunione
tanto si viveva" (Ignoto
cronista ferrarese, 7 giugno 1500).
"...
Inperò che molti si parteno
da casa sua et lassano le
proprie faccende per andare a vedere o udire uno
qualche huomo o donna; da poi che l'hanno visto o
udito non pigliano altro che admiratione et stanno stupefatti come possa stare tanto tempo in oratione et extasi,
o come possa stare tanto tempo senza mangiare o in tanta povertà. Che vale a
voi avere avuto tal bono esempio et
non seguitarlo?" (Battista Caironi da Crema, Specchio interiore, in Milano, dal
Calvo, 1540, ma
"Molte
sorte di genti così seculari et
gran Maestri, come religiosi et molti litterati et così gran prelati,
quando sentono la fama di alcuna persona vanno da quella, alcuni per pura
curiosità, per vedere e intendere che cosa dice tal persona; alcuni altri vanno
per dimandare qualche cosa non necessaria... Et altri così dimandano che cosa serà di tal mio figliolo o figliola, nepote,
parente o amico, et dimandano
se si mariterà o se sarà religioso, overo se harà bona o mala fortuna; alcuni
altri se sarà guerra o pace, se venirà carestia overo diluvio" (Ibidem, f.86).
Le testimonianze dei primi due decenni del Cinquecento qui riportate sono
indicative di una concezione estensiva di santità che si applica anche ai
viventi. Si tratta di persone dotate di particolari doni o comportamenti per cui vengono connotate come sante, in connessione con un
modello di santità consolidato fin dall'età medievale. Digiuno,
penitenza, estasi e profezia costituiscono gli elementi di un modello
"popolare" di santità che a questa data riscuote ancora un
riconoscimento ufficiale.
A
questo punto occorre premettere che il termine popolare non indica una
connotazione sociologica di classe e che il riconoscimento ufficiale di santità
è già caratterizzato dalla riserva papale della canonizzazione
e da una procedura processuale che lascia però ancora largo spazio alle
devozioni locali la cui fioritura e diffusione avviene sotto il blando
controllo dei vescovi o dei superiori degli ordini religiosi.
All'inizio
del Cinquecento due modelli di santità riscuotono il
maggior consenso popolare: quello mistico-profetico e quello eremitico-penitenziale, che configurano anche un differente
rapporto femminile/maschile nei confronti della santità.
Digiuno, stigmatizzazione e
profezia caratterizzano il
modello di santità femminile su cui gli storici hanno dato diverse
interpretazioni. Pratiche ascetico-penitenziali
e predicazione apocalittica connotano viceversa il "santo" popolare.
Connesso al concetto stesso di modello di santità e alla pratica della canonizzazione è la proposta dell''imitazione del santo. D'altra parte il consenso sociale riservato a persone in fama di santità stimola anche una forma "ipocrita" d'imitazione. Nasce così il "falso" santo.
La
riforma protestante e il processo di disciplinamento
sociale che caratterizza la prima età moderna hanno un
ruolo decisivo nell'epurazione del miracoloso e del magico e nella ridefinizione dei modelli di santità. All'importanza del
miracolo nel riconoscimento ufficiale della santità subentra quella delle virtù
eroiche. Il modello mistico-profetico, prevalentemente femminile, viene scoraggiato a vantaggio di una concezione della
santità che privilegia i comportamenti. Il persistente modello popolare
profetico viene controllato soprattutto negli strati
marginali della popolazione femminile: le devote non protette da un rapporto
istituzionale con un ordine religioso vengono accusate di "falsa"
santità e inquisite per simulazione. L'istituzione della Congregazione dei Riti
(1588) e le beatificazioni e canonizzazioni dei santi della controriforma delineano il nuovo modello ufficiale di santità.
Esempi di santità simulata e di santità ufficiale
potranno essere assunti come indicativi del profondo processo di trasformazione
che attraversa la "officina della perfezione" tra la fine del
Cinquecento e la metà del Seicento.
Riferimenti
Bibliografici
- Finzione
e santità tra medioevo ed età moderna, a cura di Gabriella Zarri, Torino, Rosenberg & Sellier, 1991; * - Modelli di santità e modelli di
comportamento, a cura di Giulia Barone, Marina Caffiero e Francesco Scorza
Barcellona, Torino, Rosenberg & Sellier, 1994; * - Donne e fede. Santità e vita religiosa in Italia, a cura di Lucetta Scaraffia e Gabriella Zarri, Roma-Bari, Laterza, 1994; * -
Donna, potere e profezia, a cura di Adriana
Valerio, Napoli, D''Auria Editore, 1995; * - Sallmann Jean-Michel, Naples et ses saints à l''age baroque (1540-1750),
Paris, PUF, 1994.
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Ciclo: Le
vie dei santi