Milingo e la sua proposta

 

RAI
Messa in Onda : 11 Aprile 2007 - RAITRE

 

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Emmanuel Milingo, esorcista, guaritore, arcivescovo di Lusaka nello Zambia,  scomunicato per essersi apertamente schierato contro il celibato dei sacerdoti previsto dal diritto canonico. Un personaggio controverso dei nostri giorni, che ha fatto molto parlare di sé per aver sposato a 71 anni la coreana Maria Sung di 43 anni, distaccandosi dalla Chiesa di Roma alla quale si è poi riavvicinato prima di un ulteriore e forse definitivo distacco avvenuto lo scorso anno, quando ha ordinato vescovi quattro sacerdoti statunitensi sposati, ovviamente senza il consenso del Papa. Una figura ricca di ambiguita’ sulle quali cerca di fare un po’ di chiarezza Corrado Augias nella sesta puntata di Enigma, il settimanale di Raitre in onda mercoledi' 11 aprile alle 23.35, che punta lo sguardo anche sui rapporti tra la Curia e la Chiesa africana e su cosa potrebbe nascondersi dietro le apparenti stravaganze dell’ex vescovo di Lusaka . Ospiti in studio: Andrea Tornielli, vaticanista del Giornale e Massimo Introvigne, sociologo, fondatore e direttore del Centro Studi sulle nuove religioni.

 

Una nostra considerazione

 

Il punto saliente della trasmissione è stato quello in cui si è fatto il punto della questione sul carattere scismatico della presa di posizione di Milingo e sulla possibilità di un suo successo nel futuro tramite “l’esercito” di preti sposati. La maggior parte dei quali invece, è stato detto, si dissocia, dato il carattere conservatore della sua proposta; essi guardano al futuro di un ministero più incarnato e più critico nei riguardi della dottrina della chiesa.

“Donne contro il silenzio” non contano sulla protesta contro la ferma volontà della chiesa di mantenere il celibato obbligatorio, ma sull’apertura di un dialogo con la gerarchia che porti alla ri-considerazione complessiva del ministero presbiterale. Ci tengono a puntualizzare che è interesse della stessa chiesa dare rilievo al carisma del matrimonio, il quale è ALTRO rispetto a quello celibatario, ma mai inferiore ad esso. In tal senso un ministero uxorato, animato da impegno apostolico, rappresenterebbe tutt’altro che un segno di cedimento; metterebbe in risalto che la donna può essere di sostegno morale e spirituale al prete ANCHE (non solamente!) attraverso la condivisione sponsale.

Il matrimonio cristiano deve testimoniare che la trascendenza si può incarnare in ogni aspetto della realtà umana, santificandola. Non per nulla i discepoli, di fronte a Gesù che proponeva il rispetto del rigore morale intrinseco al matrimonio, se ne uscirono con la frase: “Allora è meglio non sposarsi”. Altro che il matrimonio come “remedium” per una sessualità irrefrenabile!