IL LIBRO DEL PAPA SU GESU' DI NAZARETH

 

Passi dai commenti attorno alle parole del Papa

 

SCELTI UNICAMENTE PER MEDITARE

 

[Premessa]… «ho voluto fare il tentativo di presentare il Gesù dei Vangeli come il Gesù reale, come il «Gesù storico» in senso vero e proprio. lo sono convinto, e spero che se ne possa rendere conto anche il lettore, che questa figura è molto più logica e dal punto di vista storico anche più comprensibile delle ricostruzioni con le quali ci siamo dovuti confrontare negli ultimi decenni. lo ritengo che proprio questo Gesù - quello dei Vangeli - sia una figura storicamente sensata e convincente. Solo se era successo qualcosa di straordinario, se la figura e le parole di Gesù avevano superato radicalmente tutte le speranze e le aspettative dell'epoca, si spiega la sua crocifissione e si spiega la sua efficacia».
 

n° 1. Colgo in Ratzinger la volontà di penetrare il mistero della vita di Gesù di Nazareth. Per poterlo fare si stacca dalla preoccupazione sistematica e razionale di alcune teologie per percorrere la teologia che emerge dalla vita di Gesù e dell’umanità.

Gesù salva perché annuncia all’umanità la possibilità del superamento del limite. Un Gesù liberatore che con la sua presenza apre cammini di liberazione tanto attesi, tanto desiderati e tanto indisponibili all’umanità sola.
 


N° 2.
Il libro che scrive non è altro che un atto di amore per darci un’indicazione, una rotta precisa da seguire e con il libro, ci dice, la rotta è Gesù Cristo; la via è Lui. Gesù è la Via, la Verità e la Vita. Non ci sono altre salvezze, non ci sono altre speranze all’infuori di Lui. E questa è la prima cosa che il Papa ci deve ricordare e gliene siamo grati.
 


N° 3.
«La prova dell'esistenza di Dio che il tentatore propone nella prima tentazione consiste nel trasformare in pane le pietre del deserto. (…). Laddove Dio è considerato una grandezza secondaria, che si può temporaneamente o stabilmente mettere da parte in nome di cose più importanti, allora falliscono proprio queste presunte cose più importanti. Non lo dimostra soltanto l'esito negativo dell'esperienza marxista»
 


N° 4. Per Garrone, «una vicenda assolutamente marginale nella storia del suo tempo, tanto da non essere neppure rilevata dalle fonti dell'epoca ma tramandata da semplici uomini e donne, è diventato il fatto "nuovo"». Per Cacciari, «al centro del libro del Papa c'è il Vangelo dove Gesù è alètheia, verità». E «proprio qui sta lo scandalo», in «una persona che afferma di sé di essere la verità»… e nasce un concetto di verità che... si esplicita «in una fede come ricerca» mai perfetta, mai compiuta, dove «l'elemento della ricerca è immanente con l'incredulità».
Cristo come cifra di interpretazione della vita, dei destini di ogni persona umana e dei destini dell’umanità. E quindi, anche come amico di questa umanità in cammino, di questa umanità tormentata, di questa umanità – però – assetata di eterno e di cose che diano senso alla vita.
 


5. Egli, attraverso l' uomo, «divenne visibile Dio e a partire da Dio si potè vedere l'immagine dell'autentico uomo».

Benedetto XVI elenca le sette «parole-immagini» che Gesù si attribuisce nel Vangelo di Giovanni: «Io sono il pane della vita - la luce del mondo - la porta - il buon pastore - la risurrezione e la vita - la via, la verità e la vita - la vera vite», grandi immagini, le definisce, alle quali «è lecito aggiungere anche quella della sorgente d'acqua». «L'uomo, in fondo - sono le conclusioni del Papa -, ha bisogno di un'unica cosa che contiene tutto; ma deve prima imparare a riconoscere attraverso i suoi desideri e i suoi aneliti superficiali ciò di cui necessita davvero e ciò che vuole davvero. Ha bisogno di Dio».
 


N° 6. Il credente deve inserirsi nella stessa comunione del Figlio col Padre. Solo così l'uomo può «realizzarsi» pienamente, perché la sua natura più profonda è orientata verso la relazione con Dio. Ciò significa che un elemento fondamentale della sua vita è il parlare con Dio e 1'ascoltare Dio. Per questo Benedetto XVI dedica un capitolo intero alla preghiera

… il Pontefice non teme di denunciare un mondo che, escludendo Dio e aggrappandosi solo alle realtà visibili e materiali, rischia di auto-distruggersi nella ricerca egoistica di un benessere solo materiale diventando sordo per la vera chiamata dell' essere umano a divenire, nel Figlio, figlio di Dio e a raggiungere così la vera libertà nella «Terra promessa» del «Regno di Dio».
 


N° 7. [Ecco cosa è per il papa] il primo necessario: conoscere e ascoltare Gesù per entrare in un rapporto vivo e profondo con lui; capire che cosa Gesù ci ha voluto portare: la conoscenza di Dio.
 


N° 8.
«Questo è anche il punto di appoggio su cui si basa questo mio libro: considera Gesù a partire dalla sua comunione con il Padre. Questo è il vero centro della sua personalità. Senza questa comunione non si può capire niente e partendo da essa Egli si fa presente a noi anche oggi (…). Gesù non è indifferente di fronte alla fame degli uomini e ai loro bisogni, ma li colloca nel loro giusto contesto e dà loro il giusto ordine”.. Non si può governare la storia con mere strutture materiali, prescindendo da Dio. Se il cuore dell’uomo non è buono, allora nessun’altra cosa può diventare buona. E la bontà di cuore può venire solo da Colui che è Egli stesso la Bontà, il Bene».
 


N° 9. [Il papa critica certe false rappresentazioni di Gesù che non è] «né come un ribelle né come un liberale ma come l'interprete profetico della Torah che non abolisce ma porta a compimento».
«Sul mercato mediatico si mettono in vendita "scoperte" apparentemente nuove sul Gesù di Nazaret... la rappresentazione biblica ed ecclesiale della figura di Gesù sarebbe una truffa da preti, un imbroglio della Chiesa, la verità verrebbe soffocata da oscuri cospiratori localizzati con particolare preferenza in Vaticano». «Gesù ha portato Dio e con lui la verità sul nostro destino e la nostra provenienza; la fede, la speranza e l’amore. Solo la nostra durezza di cuore ci fa ritenere che ciò sia poco».