Ausilia Riggi, FEDELTA’ ALLA TERRA – Confronto tra un laico messaggio mariano e la cultura odierna,
Armando editore, Roma 2005, pp.224 ,  € 20,00.

 

Recensione a cura di Domenico Todisco

 

L’autrice, Ausilia Riggi, si cimenta questa volta con un tema a prima vista estraneo ai suoi interessi di studiosa e alla sua vivace presenza nell’area dei cattolici che si ispirano al Concilio Vaticano II per un rinnovamento ecclesiale in grado di dialogare con la cultura del tempo e di aprire nuovi orizzonti di appartenenza ecclesiale. Come mai in questo libro la stessa entra nel mondo dei messaggi mariani, spesso considerati dall’intellettualità cristiana e laica sotto l’aspetto devozionalistico, proprio di chi vuole avvicinarsi al soprannaturale attraverso la sensibilità e la pietà religiosa? Non è il fascino delle visioni che la convince a ‘studiare’ il fenomeno-Angela1, ma la ricchezza del contenuto che lei trasmette, così carico di assonanze con la cultura odierna, che parecchie frasi e relativi concetti sembrano usciti dalla penna di autori di grosso calibro, tutt’altro che “devoti”.

C’è quasi la scommessa o la sfida dell’autrice circa la possibilità di una visione originale del cristianesimo e della chiesa, di una virata inedita al cammino storico dell’umanità attraverso l’ispirazione che Angela sviluppa nei suoi scritti e conferenze2, pur senza adeguati strumenti culturali, con la semplicità dei ‘piccoli’. Leggendola ed ascoltandola, l’autrice coglie i sussulti profetici, le ansie e le speranze del Vaticano II3, compendiati in una visione d’insieme che si fa appello al cambiamento di rotta per l’intera società umana, superando i vecchi schemi di una trascendenza spesso dimentica dei valori terreni, o, come vuole certa ascetica moralistica, nel disprezzo di essi.

Il messaggio che Angela trae dal messaggio mariano si innesta nel clima cattolico del tempo, in via di definizione del dogma dell’Assunta, e forse proprio quella bambina, tormentata da ‘inquisitori’ severi a causa degli appuntamenti mensili con Maria, ne metteva a fuoco, nella sua ingenuità, il vero significato: Maria è la nostra sorella nella fede, una di noi, con la carne umana, la quale ha in sé un destino di ‘pienezza’ già da oggi, nella terra. La glorificazione de l corpo di Maria a nulla servirebbe se non fosse data a tutti la stessa possibilità di incidere nella storia, anticipando il Regno di Dio sulla terra.

Ecco perché l’autrice si augura che il suo libro abbia “l’efficacia necessaria a dimostrare che la di lei [di Angela] ispirazione  è un segno dei tempi” (p. 29). “Sullo sfondo dell’esperienza di Angela, sia sensibile che interiore, c’è il futuro finale, affidato alla libera scelta di un’umanità umana a tutto tondo e perciò divina. E ciò in linea con quanto Maria le dice alla prima apparizione: ‘Sono venuta ad insegnarvi la via alla felicità sulla terra’. Il significato della frase è globale, e non basterà la vita di Angela a snodare e dipanare quel nucleo lungo il percorso dell’ispirazione, che l’accompagnerà per tutta la vita” (p. 8). E ancora: “La corretta chiave di lettura del messaggio è nella linea della teologia mistica, la quale percorre meno i sentieri della trattazione sistematica delle verità sull’uomo ed addita piuttosto la via fiduciosa ed intima (non intimistica) verso la profondità di noi stessi” (p. 10).

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Sono rimasto colpito da questa prospettiva: Maria è innanzitutto donna nella sua pienezza umana. Ella ha scelto di far emergere il divino nell’umano, ed è questo il vero scopo dell’incarnazione, alla quale tutti siamo chiamati: “osare il divino”, cioè scendere nelle profondità abissali dell’umano, dove c’è il marchio del Creatore. Ecco che allora anche i dogmi mariani assumono un significato ben diverso da quello di verità teorizzate in forma teologicamente corretta. Anche l’Immacolata Concezione indica la possibilità umana di attingere alla purezza originaria, smarrita, ma non perduta, e l’Assunta ci assicura che non c’è morte per chi scopre e vive il Regno di Dio nella terra.

La laicità di cui è impregnata l’ispirazione di Angela è un fatto tutto nuovo e moderno. Lei infatti mette al centro l’uomo con tutte le sue potenzialità, sviluppando le quali si può dare senso e direzione alla storia, attraverso la comunità umana rappacificata.

Questa prospettiva non è vaga, né l’Amore che ne è il motore è etereo ed impersonale: “Per Dio amare è creare e creare è amare; ciò che è proprio di Dio è comunicato all’uomo; non è l’aldilà ad indicare la via per elevarsi a Dio, né Egli vuole essere raggiunto in un aldilà lontano, perché vuol fare dimora in Terra tra gli uomini, ai quali si è sostanzialmente associato” (p.201). Da qui la grande responsabilità per noi. L’uomo può diventare con-creatore con Dio. Completare la creazione non è opera velleitaria, ma risposta al desiderio di Dio. Se il cuore è colmo di amore, l’uomo e la donna possono trovare un’efficace soluzione perfino a difficoltà esistenziali insormontabili. Non è, una questione di sforzo di volontà, bensì di orientamento.

“Sono venuta per insegnarvi la via della felicità sulla terra’’,  furono le prime parole di Maria ad Angela, come già detto sopra; tale frase appare inconsueta, perché siamo stati indotti da un’ascetica mortificante a trascendere le nostre facoltà, anziché spronati a svilupparle, realizzando la felicità come pienezza di essere.

“Il fine della storia dell’umanità è la comunità totale, con tutti: con Dio, con gli altri uomini.  In noi, con gli altri, sulla terra, ha inizio e compimento la nostra storia’’ (p 179).

 



1 Angela Volpini, ancora bambina, ebbe visioni della Madonna dal 1947 al 1956, in una località del Comune di Staffora Casanova (PV).

 

2 Scritti di Angela Volpini :

Resurrezione di Dio, Casanova Staffora, Coop CELIT 1984

La Madonna accanto a noi, Reverdito editore 1990

Capire Maria, Marna editore 2003;

Persona e comunità. Itinerario pedagogico soggetto-individuo-persona-comunità fondata sulla legittimazione delle esigenze, Centro culturale Nova Cana, edizioni Varzì Guardamagna  2005.

L’autrice dell’opera che recensiamo affronta con particolare sensibilità e forza interpretativa la magmatica ricchezza del pensiero ispirato di Angela, incanalandola in venti capitoli, i cui titoli costituiscono già indicazione della vasta e profonda estensione della tematica trattata: Il tempo, Esigenze, Comunicazione, Linguaggio, Ragione, Cultura, Coscienza, Scelta, Libertà, Autocreazione, Persona,Depotenziamento divino, Creatività, Senso della vita, Fede, Progetto, Storia, Nuova creazione, Compimento, Futuro. Come si può notare, siamo lontanissimi dagli schemi ascetici di un cristianesimo assillato da colpevolizzazioni e pessimismo.

Si può accedere ai siti www.angelavolpini.it e www.novacana.it.

 

3 Angela fu presente nel periodo conciliare, collaborando “a tergo” alacremente, assieme a ben noti teologi e ad alte personalità, nella messa a punto tematica dei documenti che si andavano discutendo. Negli anni ’50 e ’60 ha utilizzato il suo carisma  all’interno di un gruppo di noti intellettuali laici francesi, fra cui Jean Guitton e Jean Paul Sartre e nella cerchia di persone impegnate attorno alla rivista “Esprit”; ha realizzato progetti per lo sviluppo e la promozione di aree territoriali in diversi paesi del mondo: Italia, America latina, Spagna ed Africa; negli anni’80 ha partecipato alla ricerca sulla “complessità”, promossa da Edgar Morin insieme ad un gruppo di pensatori ed intellettuali (fra cui Ervin La’zlo’ e  Ilya Prigogyne).