
Salire insieme a Barbiana il
20 maggio
La «Lettera» diventò il manifesto del rifiuto della
selezione che mortificava i più deboli e
dell'impegno per la trasmissione dei saperi critici attraverso i quali formare
'cittadini sovrani' e affermare principi di equità e solidarietà. Molto è
cambiato da allora, nella scuola come nella società
Barbiana continua però ad esercitare un attrazione che
sembra intensificarsi nel tempo. Marciare insieme a Barbiana ha assunto in questi
ultimi anni il valore di un appuntamento non rituale per interrogarsi
sulle prospettive educative in un mondo che cambia, cercare risposte ai
sempre nuovi dubbi ed incertezze, mandare messaggi forti e impegnativi.
Salire insieme a Barbiana significa riconoscere il
valore dell'esperienza storica che da qui ha saputo irradiarsi, toccare nel
profondo le coscienze e divenire un riferimento simbolico per tutti coloro che
hanno a cuore la scuola di tutti e di ciascuno. Incamminarsi verso Barbiana può
così essere l'occasione di mettersi in moto per segnare la necessità di
impegnare prima di tutto noi stessi nella ricerca di uno spazio e di un tempo
per riflettere sulla propria direzione di marcia verso una sorgente dove
rigenerare la nostra forza e il nostro impegno.
C'è ancora da fare molta strada per costruire una scuola
ed una comunità educante capaci di coniugare lo sviluppo delle conoscenze con
quello delle coscienze, affermare insieme i principi di solidarietà e
libertà, pluralismo ed equità, far coesistere ansia di pace e lotta contro le
ingiustizie, dare la parola e imparare da chi è abituato a tacere.
Verso Barbiana, dunque, per rinnovare la fiducia e la speranza in una società che guarda al suo futuro e ai suoi figli e impegna per questo le sue migliori risorse.
"Ratzinger riabiliti Don
Milani"
Appello degli ex allievi di Barbiana
Una Fondazione cura la salvaguardia della vecchia sede
della scuola
dal nostro inviato ORAZIO

In una foto di Oliviero Toscani
BARBIANA - Un appello al Papa affinché cancelli la
condanna del 1958 contro "Esperienze pastorali", il testo-base della
missione sacerdotale di don Lorenzo Milani, priore di Barbiana (Firenze),
scomparso il 26 giugno
E per la ricorrenza pubblicano anche una
sua lettera inedita scritta nel
A 40 anni dalla morte, torna, dunque, alla ribalta don Milani. Prete
scomodo per antonomasia, punito dall'allora Sant'Uffizio per le sue idee
pastorali, inventore della scuola per gli ultimi, anticipatore, per alcuni
versi, del '68, il priore sarà commemorato il 26 giugno prossimo a Barbiana dal
cardinale di Firenze Ennio Antonelli. Quasi un risarcimento post-mortem, perché
il porporato - oltre a celebrare una Messa - parteciperà a un convegno dedicato
ai libri di don Milani, tra I quali - molto atteso - "Esperienze
pastorali", il testo che l'ex Sant'Uffizio giudicò "inopportuno",
facendolo ritirare dal commercio.
"Dopo 40 anni, quella condanna
suona come un evidente controsenso, va cancellata", lamenta Michele
Gesualdi, uno dei primi 6 allievi di Barbiana, sindacalista Cisl, per 2
legislature presidente della Provincia di Firenze, ed ora presidente della
Fondazione "Don Lorenzo Milani". "Sarebbe bello - confessa - che
dal Vaticano, magari dal Papa o dal prefetto della Congregazione per la
dottrina della Fede, venisse una parola definitiva per cancellare quella ingiustizia,
anche perché è risaputo che don Milani non ha mai detto niente, nemmeno una
sola parola, in contrasto con gli insegnamenti ecclesiali.
Il priore era un sacerdote
attaccatissimo alla Chiesa e alla sua missione primaria, cioè il riscatto dei
poveri attraverso l'insegnamento, la cultura, la parola viva". Nel 1992
"Ma non sarà mai un museo",
giura Gesualdi, che intende esportare "il modello Barbiana in quelle aree,
periferie metropolitane, paesi poveri, dove oggi c'è tanto bisogno degli
insegnamenti di don Milani". La prima meta sarà l'Albania, dove il 12 e il
13 giugno si terrà un convegno dedicato al priore in vista dell'apertura di una
scuola per ragazzi poveri.
(8
giugno 2007),
www.repubblica.it