don Milani non è
un santino da incorniciare

 

 

Salire insieme a Barbiana il 20 maggio 2007 ha assunto quest'anno un significato speciale. Sono trascorsi infatti quaranta anni da quando l'esperienza e la vita di Don Lorenzo Milani toccavano il culmine. Da qui partì in quel lontano maggio del 1967 il messaggio della «Lettera ad una professoressa», che seppe intercettare l'ansia di cambiamento che muoveva le coscienze di educatori e studenti, colpire con la forza essenziale del suo linguaggio e attivare processi che avrebbero segnato una generazione di uomini e donne appassionati di scuola e impegnati a costruire nuovi orizzonti per il futuro.

La  «Lettera» diventò il manifesto del rifiuto della selezione che mortificava i più deboli e dell'impegno per la trasmissione dei saperi critici attraverso i quali formare 'cittadini sovrani' e affermare principi di equità e solidarietà. Molto è cambiato da allora, nella scuola come nella società

Barbiana continua però ad esercitare un attrazione che sembra intensificarsi nel tempo. Marciare insieme a Barbiana ha assunto in questi ultimi anni il  valore di un appuntamento non rituale per interrogarsi sulle prospettive educative in un mondo che cambia, cercare risposte ai sempre nuovi dubbi ed  incertezze, mandare messaggi forti e impegnativi.

Salire insieme a Barbiana significa riconoscere il valore dell'esperienza storica che da qui ha saputo irradiarsi, toccare nel profondo le coscienze e divenire un riferimento simbolico per tutti coloro che hanno a cuore la scuola di tutti e di ciascuno. Incamminarsi verso Barbiana può così essere l'occasione di mettersi in moto per segnare la necessità di impegnare prima di tutto noi stessi nella ricerca di uno spazio e di un tempo per riflettere sulla propria direzione di marcia verso una sorgente dove rigenerare la nostra forza e il nostro impegno.

C'è ancora da fare molta strada per costruire una scuola ed una comunità educante capaci di coniugare lo sviluppo delle conoscenze con quello delle coscienze, affermare insieme i principi di solidarietà e libertà, pluralismo ed equità, far coesistere ansia di pace e lotta contro le ingiustizie, dare la parola e imparare da chi è abituato a tacere.

Verso Barbiana, dunque, per rinnovare la fiducia e la speranza in una società che guarda al suo futuro e ai suoi figli e impegna per questo le sue migliori risorse.

 

 

"Ratzinger riabiliti Don Milani"
Appello degli ex allievi di Barbiana

Una Fondazione cura la salvaguardia della vecchia sede della scuola

dal nostro inviato ORAZIO LA ROCCA

 

<B>"Ratzinger riabiliti Don Milani"<br>Appello degli ex allievi di Barbiana</B>
In una foto di Oliviero Toscani

BARBIANA - Un appello al Papa affinché cancelli la condanna del 1958 contro "Esperienze pastorali", il testo-base della missione sacerdotale di don Lorenzo Milani, priore di Barbiana (Firenze), scomparso il 26 giugno 1967, a 44 anni, dopo una lunga malattia. Lo lanciano, per il quarantesimo anniversario della morte del priore, I suoi ex allievi aderenti alla Fondazione "Don Lorenzo Milani".

E per la ricorrenza pubblicano anche una sua lettera inedita scritta nel 1957 a uno dei suoi studenti. Quel giovane era Alberto, un ragazzo che ancora "non era riuscito ad apprendere l'arte della parola" anche a causa della sua povertà, e per questo don Milani gli confessa tutto il suo "dispiacere". E' un testo breve, molto intimo e problematico, nel quale il sacerdote scrive, tra l'altro: "Alberto, rispondi, sono 4 anni che ti frugo negli occhi, che guardo le tue labbra per vedere se si muovono, se buttano fuori qualche cosa della tua anima tormentata...". E si rammarica perché quel ragazzo ancora non ha avuto la "fortuna, la grazia, il privilegio" di "padroneggiare la parola".

A 40 anni dalla morte, torna, dunque, alla ribalta don Milani. Prete scomodo per antonomasia, punito dall'allora Sant'Uffizio per le sue idee pastorali, inventore della scuola per gli ultimi, anticipatore, per alcuni versi, del '68, il priore sarà commemorato il 26 giugno prossimo a Barbiana dal cardinale di Firenze Ennio Antonelli. Quasi un risarcimento post-mortem, perché il porporato - oltre a celebrare una Messa - parteciperà a un convegno dedicato ai libri di don Milani, tra I quali - molto atteso - "Esperienze pastorali", il testo che l'ex Sant'Uffizio giudicò "inopportuno", facendolo ritirare dal commercio.

"Dopo 40 anni, quella condanna suona come un evidente controsenso, va cancellata", lamenta Michele Gesualdi, uno dei primi 6 allievi di Barbiana, sindacalista Cisl, per 2 legislature presidente della Provincia di Firenze, ed ora presidente della Fondazione "Don Lorenzo Milani". "Sarebbe bello - confessa - che dal Vaticano, magari dal Papa o dal prefetto della Congregazione per la dottrina della Fede, venisse una parola definitiva per cancellare quella ingiustizia, anche perché è risaputo che don Milani non ha mai detto niente, nemmeno una sola parola, in contrasto con gli insegnamenti ecclesiali.

Il priore era un sacerdote attaccatissimo alla Chiesa e alla sua missione primaria, cioè il riscatto dei poveri attraverso l'insegnamento, la cultura, la parola viva". Nel 1992 la Cisl, ricorda Gesualdi, "lanciò un analogo appello, firmato anche dall'allora segretario Franco Marini, ora presidente del Senato. Ma il Vaticano disse che il problema era superato perché l'ex Sant'Uffizio non c'era più. E invece è ora che la Chiesa dica una parola di chiarezza su quella condanna per un atto di giustizia verso il priore".

La Fondazione presieduta da Gesualdi è nata nel 2004 per rilanciare l'insegnamento del priore e salvare la scuola da un inevitabile degrado. Oggi la struttura - 2 aule austere, un laboratorio con le strutture didattiche usate dal priore e I suoi allievi - "è meta costante di visite da parte di scolaresche e studiosi che intendono conoscere e approfondire il percorso didattico", racconta Giancarlo Carotti, ex allievo del priore al quale la Fondazione ha affidato il compito di accogliere e guidare I visitatori.

"Ma non sarà mai un museo", giura Gesualdi, che intende esportare "il modello Barbiana in quelle aree, periferie metropolitane, paesi poveri, dove oggi c'è tanto bisogno degli insegnamenti di don Milani". La prima meta sarà l'Albania, dove il 12 e il 13 giugno si terrà un convegno dedicato al priore in vista dell'apertura di una scuola per ragazzi poveri.

(8 giugno 2007),  www.repubblica.it

 


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