DICO...PACS...CORTEI...
IL FATTO.
E’ noto: è passata la legge
sulle coppie di fatto. Il 12 maggio prossimo
IL COMMENTO
A me, prete sposato, suona
strana questa prolungata insistenza della gerarchia ecclesiastica nel difendere
la famiglia tradizionale,contro i PACS, contro i DICO,
contro le lobbies destabilizzanti, contro i cattolici
non allineati.
Tutto per difendere la
famiglia vera, si dice, quella dove c'è l'amore.
Mi suona strana perchè io
per trovare nella Chiesa il calore della famiglia ho dovuto guardare molto più in su, a Dio, padre buono degli uomini tutti, a Cristo Gesù,
fratello maggiore e fratello in particolare di tutti i sacerdoti, mentre per
l'attuale gerarchia ecclesiastica io sono un ex, ex e basta, fuori e non se ne
parli più, in nessuna occasione, scordarsi che ero un figlio prediletto.
E poi tanta insistenza
sulla famiglia come dovrebbe essere la santa madre Chiesa: una famiglia vera
che non butta fuori i suoi figli neanche quando essi
non osservano le leggi di famiglia ( e il celibato è una regola di famiglia
come dice chiaramente il Concilio:'Certamente esso non è richiesto dalla natura
stessa del sacerdozio' ( PO,16).
Che non butta fuori i suoi
figli neanche quando essi han poca voglia di
studiare e di lavorare,pochissima voglia di uscire di
casa e formarsi una famiglia propria, e , perfino, neanche quando essi sono
colpiti dal flagello della droga.
Se è una vera famiglia...quelli sono i suoi figli e basta !
Con la mia associazione di
preti sposati, Vocatio, ho provato a bussare,
umilmente, se per il Giubileo del 2000
poteva esserci anche per me, anche per noi, quella
accoglienza di famiglia che era stata promessa per tutti.
Ma niente, neanche una
risposta di cortesia, solo la speranza per il prossimo giubileo !
Magari mi fossi messo in coda, anche
dopo le prostitute ricevute con don Benzi, magari
dopo quel guru di mia conoscenza che dirige, da despota di coscienze
giovanili, una specie di setta religiosa e che oggi ostenta con orgoglio la
foto che lo ritrae al ricevimento papale, magari insieme ai gay che sentendosi
esclusi dalla festa giubilare, il giubileo se lo sono inventato loro, spensierato
e gaio, nella Roma eterna, aperta a tutti gli uomini pacifici, a tutti i figli
di Dio.
Una ventata di famiglia ci
vorrebbe proprio per la santa madre Chiesa di oggi,proprio
come l'aveva annunciata il Concilio per tutto il popolo di Dio in
cammino, dai suoi capi ai semplici fedeli: '..
comprende ...i preti sposati' C.Albanese 2004 )
Bisognerebbe ricordare
tutto questo quando si parla di famiglia,quando si
vuol parlare di vera famiglia anche a proposito della santa madre Chiesa !
Giuseppe Zanon