
Un ex-pastore Episcopaliano
ricorre ad un espediente per continuare il ministero
dopo essersi convertito
di Brad A. Greenberg
Quando BILL LOWE
fece la sua prima predica come prete cattolico, era l'unico, in tutta
l'Archidiocesi di Los Angeles, ad avere come uditori, nei banchi della chiesa,
moglie, figli e nipoti. A 68 anni, è il primo prete sposato nella storia della
più grande diocesi cattolica.
"Ormai il popolo è preparato per accogliere il clero sposato", dice Lowe, in pensione dal 2001 dopo 29 anni come pastore Episcopaliano e, adesso, convertito al Cattolicesimo.
Egli non rappresenta più una
metamorfosi del secolo scorso, quando si esigeva che i preti rimanessero
celibi, perché ha beneficiato di una disposizione segreta emanata da Papa
Giovanni Paolo II nel 1980. La stessa che ha permesso a circa 80 uomini
sposati, tutti ex pastori Episcopaliani, di
continuare a utilizzare il loro dono per il ministero
pastorale dopo la conversione al Cattolicesimo. Anche gli ex pastori Luterani
hanno goduto di questo permesso sia pur con una
approvazione differente.
"Noi consideriamo il suo far parte della Chiesa Cattolica come un
dono", dice il vescovo Thomas Curry,
alla guida di Santa Barbara. "Egli
ha molta esperienza. Ha celebrato per tanta gente e per lungo tempo ed ora
porta la sua esperienza nella Chiesa Cattolica".
Cresciuto in una famiglia di
Battisti a Pasadena, Lowe, a 15 anni decide di farsi
prete.
"Non ha importanza quanto furono difficili i giorni passati in
parrocchia, perché ho sempre sentito dentro di me, che stavo facendo quello che
avrei sempre dovuto fare". Nel Massachusset è conosciuto come una "persona
sepolta" per la sua capacità di confortare le persone in lutto.
Ripensando il celibato.
Come vice parroco di Blessed Junipero Serra a Camarillo, Lowe
è ancora in grado di mettere a frutto i suoi carismi per confortare e
predicare. Ma alcuni preti e parrocchiani sperano che porti nella Chiesa
cattolica qualcosa di più della sua esperienza: la sua ordinazione dovrebbe
aiutare ad innescare la discussione sul celibato opzionale come
era nei primi 1000 anni della storia della Chiesa. "Questa mossa non è solamente storica, ma
profetica" scrive Mons. Padraic
Loftus, pastore della Chiesa Cattolica di St Mel a Woodland
Hills. "Dal
momento che abbiamo un prete sposato in mezzo a noi, ci deve indurre a
riflettere e riconsiderare, in un momento in cui i preti sono sempre meno,
perché questo privilegio concesso a lui non possa essere concesso in maniera
sempre più ampia".
Secondo il Centro di Ricerca applicata
all'apostolato dell'Università di Georgtown, dal
1985, per varie ragioni non solo per il celibato, il numero dei preti americani
è precipitato da 57.317 a 41.794. Una soluzione proposta,
ma respinta dal Vaticano, è di lasciar perdere l'obbligatorietà del
celibato. Dopo la morte di Giovanni Paolo II, un’inchiesta della CNN/USA Today/Gallup evidenzia che il 63 % dei Cattolici ritiene che i preti dovrebbero
essere in grado di sposarsi.
Dove Dio
ci vuole
Il cammino di Lowe
incomincia nel 2001, quando va in pensione, lascia le 100 famiglie della
parrocchia di Messiah a Newton (Mass.) e con la
moglie Linda incomincia a celebrare Messa in diverse chiese cattoliche.
L'esperienza liturgica gli è familiare, ma nota che i banchi della chiesa
sono stracolmi di Cattolici, qualcosa che egli non aveva sperimentato
nella piccola chiesa Episcopaliana. "Dico a Linda: è successo proprio
qui". Ed essa risponde che è ora di fare un cambiamento ufficiale: "Non penso a
una conversione, perché noi stiamo crescendo nel nostro cammino".
Linda, 66 anni, nata a Glendale è stata educata come
Presbiteriana. "Noi oggi sentiamo
profondamente di essere là dove Dio vuole che siamo".
A quell’epoca
Lowe pensava alla pensione come a qualcosa di noioso.
Così nel 2002 prende l’appuntamento con il card. Bernard Law di Boston per
chiedergli un incarico pastorale. Tre giorni prima il Boston Globe fa scoppiare lo scandalo dell'abuso sessuale del
clero. Questo rallenta la procedura e Lowe
decide di tornare in California e prendersi cura dei genitori di Linda.
Inseguendo un sogno
Vanno ad abitare a Camarillo e si aggregano alla
Chiesa Junipero Serra. Lowe
insegue il suo sogno che prevede la lettura di 50 libri di teologia, un esame
psicologico e un esame orale. "Era come prendere il dottorato". Il 1° dicembre fa parte
della chiesa come laico incaricato di assistere socio-psicologicamente le
persone in lutto. Il mese scorso mons. Curry lo ordina diacono. Il 6 Maggio,
dopo 5 anni, viene ordinato dal cardinale Roger Mahony: "Finalmente è arrivato il mio
giorno!", dice. "Ed è come tornare a fare ciò che mi piace fare: celebrare un
funerale, visitare un bambino all’ospedale, scrivere una predica".
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Nota del traduttore p. Nadir
Giuseppe Perin
L’esperienza
del Sig. Lowe e di sua
moglie Linda aiuta il nostro Popolo di Dio a crescere ed accettare con gioia,
un domani, che il ministero presbiterale possa essere esercitato anche in modo
diverso, cioè in un contesto in cui il carisma del celibato,
dono gratuito dello Spirito Santo, dato solo ad alcuni e non a tutti, sia una
modalità di vita assunta liberamente davanti a Dio, come chiamata ad una
vocazione particolare, e non sia più imposta per legge canonica come condizione
sine qua non per poter "essere ordinati
preti ed esercitare il servizio ministeriale" nel popolo di Dio. Tuttavia questa esperienza del sig. Lowe
non è l'unica perché i pastori della chiesa anglicana (Inghilterra) e episcopaliana (America) che si "convertono al
cattolicesimo", se lo richiedono, possono fare lo stesso percorso di Lowe ed essere ordinati preti cattolici, pur essendo
sposati ed assegnati a compiti particolari all'interno delle varie comunità
ecclesiali. Allego la documentazione necessaria, tratta
dal mio libro "Uomini senza collare"- Sacerdoti senza ministero.
Disposizioni in relazione all' EX CLERO EPISCOPALIANO
UXORATO
ACCOLTO
TRA IL CLERO CATTOLICO [1]
"Nel
giugno del 1980
Nell'accogliere
tra il clero cattolico, il clero episcopaliano
uxorato,
Il 2 giugno del 1995,
Lo statuto è stato scritto dalla Conferenza episcopale
dell'Inghilterra e Galles alla luce delle direttive della Congregazione per
Un mese dopo l'approvazione della Santa Sede, le
disposizioni in esso contenute diventarono leggi
particolari della Chiesa Cattolica d'Inghilterra e restavano in forza per un
periodo di quattro anni, a partire dalla loro data di approvazione.
C'è una procedura da seguire. Dopo che il candidato
(pastore anglicano: celibe o sposato) è stato accolto nella piena comunione
della Chiesa cattolica, se vuole continuare l'esercizio del ministero
pastorale, deve presentare una domanda al vescovo diocesano per l'ammissione
agli ordini. Il vescovo diocesano presenta questa domanda alla Commissione
istituita a tale scopo, allegando alla domanda la necessaria documentazione
prescritta dallo statuto. Nello stesso tempo egli provvede a
dare il suo parere sulla idoneità del candidato; il suo parere sulla
opportunità della ammissione del candidato agli ordini e dell' incardinazione nella sua diocesi; i suoi suggerimenti circa
il programma di studi e di preparazione che il candidato dovrà seguire prima di
ricevere gli ordini; indicare i compiti pastorali che il candidato dovrà
svolgere dopo la sua ordinazione.
Nel prendere la sua decisione
Il Vescovo, per valutare
l'opportunità dell'ammissione e dell'incardinazione
del candidato, terrà conto delle circostanze particolari della diocesi, come i
bisogni pastorali, la storia e i contesti sociali; il
numero di casi simili che già sono stati ammessi nella diocesi. Il candidato,
inoltre, alla luce dei precedenti studi accademici e delle esperienze pastorali,
dovrà intraprendere quegli studi che gli permetteranno di acquisire competenza
nel campo della teologia dogmatica, dell'ecclesiologia, della teologia morale, del diritto canonico, e della pratica dei
sacramenti. Normalmente il periodo di preparazione durerà due anni, dopo essere
entrato a far parte della piena comunione con
In generale, i sacerdoti sposati non vengono
assegnati alla " normale cura delle anime", ma a servizi
amministrativi, sociali o educativi, quando l'Ordinario del luogo giudica
questi compiti compatibili. Per circostanze particolari, ed a prudente giudizio
dell'Ordinario, per venire incontro alle necessità pastorali e spirituali del
popolo, il prete sposato potrà essere autorizzato a
dare la sua assistenza spirituale ed espletare il suo ministero sacerdotale. Ma, in nessun caso il prete sposato avrà la responsabilità
diretta di parroco in una parrocchia. Possono cioè
fare di tutto fuorché i parroci. Quindi,
cappellani negli ospedali, nelle carceri, vicari cooperatori in parrocchie.
Tempi e modi dell'ordinazione.
Tutti i candidati dovranno ricevere l'ordinazione
sacerdotale, in conformità all'insegnamento e alla pratica costante della
Chiesa cattolica. Tutti i candidati sono dispensati dal ricevere i ministeri del
lettorato e accolitato; dopo un'appropriata preparazione, tutti i candidati
dovranno ricevere l'ordinazione al diaconato e poi al presbiterato, seguendo le
leggi comuni della Chiesa riguardanti il tempo che deve trascorrere tra
un'ordinazione e l'altra, a norma del Diritto Canonico. Per l'ordinazione si
deve seguire il rito liturgico del Pontificale Romano, con l'inclusione - prima
dell'esame del candidato nel rito di ordinazione del
diaconato - della preghiera di ringraziamento per il ministero esercitato nella
Chiesa Anglicana. Quando l'esame della petizione è stata conclusa,
Le formule liturgiche in quei
casi i cui verrà conferita l'ordinazione sacerdotale
"sub condicione" dovranno essere decise in
accordo con
Il referente della Santa Sede.
I casi decisi dalla Commissione, devono essere presentati,
dal suo Presidente, al Santo Padre, attraverso
Osservazioni:
Molte mogli di questi pastori, seguendo il marito nella
sua decisione di farsi prete cattolico, si sono fatte
cattoliche a loro volta, ma non tutte. Ai figli del pastore che si fa cattolico
e chiede di continuare a svolgere l'attività pastorale, non si chiede di farsi
cattolici. I più piccoli, per lo più vanno alle scuole cattoliche. I più grandi
sono lasciati totalmente liberi e non è detto che si facciano cattolici.
Possono restare anglicani. L'età di questi pastori preti-cattolici va dai 30 ai
70 anni, e la maggioranza ha 45-50 anni. Non viene posta la clausola di non avere rapporti sessuali con
la propria moglie, come sembra, invece, sia avvenuto altrove.
Per il sostentamento: se il candidato ha di che
potersi mantenere assieme alla famiglia, bene! Altrimenti il Vescovo che riceve
il candidato, cercherà una collocazione che gli
consenta di percepire uno stipendio, come ad esempio, fare il cappellano nelle
carceri o negli ospedali o l'insegnante.
Tali disposizioni verso i pastori
anglicani sposati che vogliono entrare in piena comunione con
Quali ?
q
Che fare se un uomo sposato della Chiesa
cattolica desiderasse farsi sacerdote ?
q
o se un diacono sposato desiderasse
ricevere l'ordinazione sacerdotale?
q
quale atteggiamento dovrebbe avere
q
E se un sacerdote ordinato della Chiesa cattolica, ma che ha lasciato il
ministero sacerdotale ed ora è sposato chiedesse la possibilità di essere
riammesso nell'esercizio del ministero pastorale ?
La conferenza episcopale dell'Inghilterra e del Galles a
queste domande ha risposto, dicendo che la situazione del pastore anglicano che
si converte alla Chiesa cattolica, desiderando di continuare nel suo ministero
pastorale, è diversa da quelle sopra esposte perché egli, prima di tutto ha
l'obbligo di rispettare il suo stato matrimoniale nel quale si trova e
mantenere le promesse di fedeltà fatte alla sua sposa, prima di diventare prete
cattolico.
p.
Nadir Giuseppe Perin ( e-mail . nadirgiuseppe@alice.it)
[1] Sacred
Congregation For the Doctrine of the faith, June 1980, on behalf of some clergy
and laity belonging to the episcopal (anglican) church for full communion with the catholic
church, 1 april 1981: OR weekly ed. in english, 6 april 1981, p.2 - Versione italiana: OR 1 aprile 1981, p.2
2 Cfr.
Briefing, 20 july 1995, p.
8-
3 Cfr.
Letter to Cardinal Hume of 22 December 1994, DF
142/93.