Ancora sul libro di Carlo Vai
Prete sposato psicologo
Che racconta la sua storia verso la liberazione
Le più recenti ricerche sui
nostri tabù
Tabù & Totem, due vocaboli ormai entrati nel linguaggio comune
eppure così lontani anche nell' origine: il primo
proviene da un'arcaica lingua polinesiana, l'altro indica il feticcio onorato
nella notte dei tempi. Eppure vicinissime alla nostra vita quotidiana, queste
due parole,talmente vicine che fanno parte ( spesso a nostra insaputa ) della
nostra stessa vita psichica.
Scoprire quanto incidano tali realtà nella vita di ogni giorno, costituisce il nerbo della ricerca di Carlo Vaj, lo psicologo laurianese che già due anni fa ha riassunto i suoi studi nel volume Totem & il briccone.
Ora, anche la stampa divulgativa
apre al grande pubblico ciò che in passato attirava l'interesse dei soli
studiosi. Lo fa il libro L'ultimo tabù, di
Giacomo Galeazzi e Maria Corbi,
giornalisti de
-Ma che cosa è temuto nella vita di ogni giorno, così tanto che non se ne può neppure parlare? E' la domanda provocatoria che rivolgiamo allo psicoterapeuta, anche se crediamo di conoscere già la risposta: - Ma è chiaro, si tratta di Eros, il piacere, quello che è proibito al più alto grado! E, se ciò può sembrare sorprendente nell'era della cosiddetta libertà sessuale, si tratta di semplice apparenza: la nostra psiche non può fare a meno di tabù, a tal punto che, se non ci fossero, occorrerebbe inventarseli. - Ed è proprio ciò che accade - afferma Vaj - l'ultimo tabù è quello ammantato di sacro, è la vita affettiva ed erotica delle persone che vestono l'abito religioso, dei preti e delle monache, appunto.
Potrebbe sembrare che l'argomento, seppure appassionante, interessi una ristretta cerchia di persone ma, a ben guardare, Eros è sempre un tema d'interesse generale- precisa l'esperto - Pensiamo al gran parlare che si fa delle cosiddette 'unioni di fatto' Una realtà talmente banale da sembrare un luogo comune, eppure diventata sotto il dominio di totem e in certi ambiti quasi una parolaccia. Così sappiamo che i politici già si sono concessi, nella legislazione, ciò che negano ai cittadini e ne trattano come fosse un'ignominia. Viene in mente George Orwell ne 'La fattoria degli animali': ' Di certe cose non si può parlare, anche se non è espressamente proibito , come in epoca vittoriana non andava fatto di nominare i pantaloni davanti a una signora...'
Orbene tutto ciò è tabù. E non lo sarebbe se non ci fosse il suo compagno di merende inseparabile, Totem, appunto. Perché Totem è il produttore di tabù. Non ci sarebbero divieti , se non ci fosse chi li costruisce, il Totem dei Totem. Il discorso si fa avvincente e le domande si affollano: Come liberarsi di Totem e di tabù, perché è ovvio che questi due ospiti indesiderabili sono come due sanguisughe che succhiano felicità e rendono la vita insopportabile... A questa e ad altre domande risponde il libro L'Ultimo tabù che sarà in libreria il 22 febbraio prossimo.
Ma, già ne anticipa i contenuti un articolo di Terry Marocco sul numero di Panorama, in edicola il 16 febbraio. Non resta, quindi, che augurare buona lettura.