8 marzo. Una "festa" inventata
di Vittorio Messori |
C’erano
una volta delle operaie tutte lavoro, fede socialista e sindacato; e c’era un
padrone cattivo. Un giorno, le lavoratrici si misero in sciopero e si
asserragliarono nella fabbrica. Qualcuno (il padrone stesso, a quanto si dice)
appiccò il fuoco e 129 donne trovarono atroce morte. Era l’8
marzo
Storia molto commovente, letta tante volte in libri e in giornali, fatta
argomento di comizi, di opuscoli di propaganda, di
parole d’ordine per le sfilate e le manifestazioni: prima del femminismo e poi
di tutti. Si, storia commovente. Con un solo difetto; che è
falsa. Eh già, nessun epico sciopero femminile, nessun incendio si sono verificati un 8 marzo del
Piuttosto imbarazzante scoprire di recente (e da parte di insospettabili
quanto deluse femministe) che il mitico 8 marzo si basa su un falso che, a
quanto pare, fu elaborato dalla stampa comunista ai tempi della guerra fredda,
inventando persino il numero preciso di donne morte: 129... Ma è anche
straordinario constatare quanto sia plagiabile proprio quella cultura che più
si dice "critica", che guarda con compatimento (per esempio) chi
prenda ancora sul serio quelle "antiche leggende orientali" che
sarebbero il Natale,
E, dunque, a qualcuno che facesse dell’ironia sulle vostre, di feste e pratiche
religiose (messa, processioni, pellegrinaggi), provate a ricordargli quanti 8
marzo ha preso sul serio, senza mai curarsi di andare
a controllare che ci fosse dietro.
[Da "Pensare la storia", San
Paolo, Milano 1992]