Una lettera accorata
Carta canta!
Per amor di cronaca vorrei semplicemente
rivendicare la paternità dell’iniziativa di scendere in Piazza S. Pietro per
far sentire la propria voce circa i preti sposati! Milingo viene dopo!
Molto molto dopo!!! Io
queste cose le dicevo anni e anni fa con terribile sofferenza!!!
Basterebbe
chiedere al Signor S. di “P. S. L.” che
sono stata io a lanciare la proposta, proposta che ha trovato di parer
differente i responsabili del Sito “Donne Così”! Oggi hanno tutte le ragioni di
questo mondo quelli di Donne Così!!!
Soltanto che io non sono nessuno
(sembrerebbe!) davanti a Milingo, che dispone di molti (troppi) mezzi!
A volte però i piccoli Davide vincono i Golia! Tempo al tempo!!!
Nutro da ultimo una perplessità: allora era
papa Karol Wojtila ( papa
da spettacolo!) ed un gruppo minutissimo (S. presente) è sceso in Piazza S.Pietro. Come è
andata a finire? Domandatelo a lui! Due gatti e tre gatte!!!!
Se ne fregano i preti sposati di scendere
in piazza! Quello che giustamente volevano l'hanno
ottenuto a prezzo di sofferenze inimmaginabili; ed ora caro Milingo
pretendi di essere ascoltato quando tutto quanto hai
fatto e fai non è che uno scoop televisivo?!!! Tu non hai provato e mai
proverai quanto noi abbiamo sofferto. Tu eri uno di loro, di quelli che mai ci
hanno ascoltati! Mai!!! Poi
un giorno ti sei svegliato, ed allora hai fatto credere di interessarti di
noi!!!!Noi ora siamo ben più lontani di te!!!
Noi ora cerchiamo le motivazioni teologiche
alla nostra rivolta. Oggi è papa Ratzinger (papa
denominato il teologo); la tua iniziativa Milingo,
sortirà un effetto del tutto irrilevante!!!Irrisorio e
ridicolo!!! Ratzinger
se ne riderà di Milingo e
di tutti coloro che lo sostengono. E la nostra causa verrà
nuovamente umiliata!!!
I tempi e le persone sono sbagliati!!!!
Chi vivrà vedrà!!!
Loredana Cortinovis,
Moglie di un “ex” prete, Milano
Ecco come le avevamo scritto
due anni fa:
Diritto
ad urlare o diritto ad usare metodi
razionali?
A noi la scelta
Giordano Bruno, quando fu messo a bruciare vivo, si mise ad urlare, imprecando. Gli misero subito la mordacchia e così anche quel grido non potè rompere l’aria né disperdesi nei cieli di questa povera terra e di là, forse, per tutto l’universo.
Il diritto a dire il proprio dolore non si può negare a nessuno. Privarne il condannato è negargli l’umanità. Invece i potenti possono, indisturbati, avvilire l’umiliato. Come chi riduce il fenomeno di trasgressione di una legge (umana) ad un passaggio – abominevole ironia - “dall’altare alla stanza da letto di una donna”. Come se questa fosse citabile unicamente per il fatto che si offre a “fare l’amore”.
Davvero ci scusiamo con Loredana per non aver commentato sufficientemente quest’arrogante apologia dei puri, separati dagli impuri. Anche i preti sposati “buoni” sarebbero dalla parte del Potere! Agli altri, ai ribelli che vogliono dire la propria verità, mettiamo la mordacchia. Questa è ferocia.
(Quanto ad andare a manifestare pubblicamente, noi non siamo del parere, senza
condannare chi lo fa. Il motivo è semplice: verremmo a
confermare che siamo solo buoni ad urlare; mentre noi vogliamo adottare una
strategia a corso lungo ma incisivo: con le armi dello studio, delle
dimostrazioni razionali, della lenta corrosione dei loro argomenti, eccetera.
Sai tu, Loredana, chi è il violento? Chi usa la forza, non
potendo usare la testa. A. R.