Riflessione di Luca Zacchi sull'essere prete sposato
(febbraio 2007)
 

Mi interrogavo, mentre sono intento a progettare etichette adesive per l'azienda per cui lavoro, sull'etichetta prete sposato. Le etichette personali hanno il comune difetto di appiccicarti ad un clichè, eppure già anche solo noi, e non siamo così tanti, che facciamo parte di Vocatio siamo così diversi uno dall'altro....

Pensiamo a me. Prete: beh, dal punto di vista della teologia cattolica senz'altro lo sono, e lo sono per sempre. Ossia, se celebro un sacramento, di quelli che sono sacramento per la chiesa cattolica, lo faccio illecitamente, però il sacramento è valido. Sposato: anche quello indubbiamente lo sono, anche se solo civilmente, ed anche se sono separato consensualmente da tre anni, e convivente da altrettanti, con tanto di figlia a carico. E tra un po' mi sposerò anche in chiesa, non appena ci sarà possibile.

Se la Chiesa cattolica ammettesse i preti sposati all'esercizio del sacerdozio ministeriale... Beh, io non tornerei. Non tornerei perché non ho lasciato la chiesa cattolica per il primo innamoramento, che non era neanche il primo, che mi è capitato da quando ho ricevuto il sacramento dell'ordine. Ho lasciato la chiesa cattolica perché in profondo disaccordo sulla sua ecclesiologia e sul suo dogmatismo. L'ho lasciata, non a caso, consegnando al Card. Ruini una professione di fede basata su quella su cui emettono la loro promessa i pastori valdesi.

E sempre non a caso, in coerenza con la fede cristiana che professavo e con i contenuti di questa, ho iniziato a lavorare con la chiesa valdese e le chiese evangeliche. Come educatore dei bambini prima (monitore delle scuole domenicali) e come predicatore locale ora (per le chiese battiste, valdesi e metodiste, secondo il bisogno).

Non tornerei perché penso che c’è un solo sacerdozio ed è quello comune a tutti i battezzati. Da Gesù Cristo in avanti il sacerdozio speciale, ogni sacerdozio speciale, non ha più ragione alcuna di essere. Non avevano senso alcuno le dispute tra i dodici su chi fosse più grande, tantomeno hanno senso alcuno le dispute su chi sia la chiesa più chiesa, la chiesa più cattolica, la chiesa più vera.

Disputiamo piuttosto sull’amore, sulla fedeltà al Vangelo, sull’impegno missionario per la trasformazione del mondo, per la promozione della carità.