Ricordo di un prete sposato
In certe
persone è percepibile un carisma che le sovrasta: nel senso che quanto operano
appare chiaramente la risposta a qualcosa più grande di loro.
Ebbene: questo abbiamo sempre visto in Paolo Camellini,
scomparso sulla terra il 7 Aprile 2001, ma presente nella continuazione della
sua opera, nata dal seme da lui lanciato. Lo consideriamo il più fedele testimone di un ideale del quale mai dubitò, perché
animato dalla certezza di cui lo inondava lo spirito, che il domani gli darà
ragione.
Molto coerente
con i principi fondamentali della fede e ligio alla Chiesa, era convinto che
non ci fossero elementi biblici e teologici che potessero avvallare il celibato
obbligatorio dei preti; che anzi, dalla realizzazione di un sacerdozio uxorato accanto a quello celibatario,
Era convinto
che lo spirito dei tempi matura in questa direzione. Perciò non cessò
mai di chiedere con umiltà e tenacia che
Noi due ci
siamo sempre chiesti come mai il nostro amabile Paolo non desistesse mai nel
suo chiedere e chiedere, nonostante la sordità assoluta alle sue umili ma ferme
dimostrazioni. La risposta che ci siamo data è questa:
l'unità di intenti che faceva della coppia Carla-Paolo un esempio vivente,
anzi un'anticipazione di quella che sarà la realtà di domani.
Ed è proprio questa la profezia.
La profezia della donna accanto al
prete senza equivoci e senza ambiguità.
Qualsiasi cosa
ne dicano gli sprezzanti, mancati, interlocutori.
Ausilia e
Giacomo