
Questo libro vuole essere una riflessione a più voci sul rapporto
tra l’istituzione statale e le confessioni di fede, in particolare quelle
protestanti, in un periodo in cui, pur affermate con forza, la libertà
religiosa e la laicità sono nei fatti radicalmente
messe in dubbio.
Emergono così
con chiarezza le articolate posizioni delle minoranze evangeliche italiane –
sempre più emarginate dal mondo politico e dell’informazione, assorbiti
dall’egemonia del cattolicesimo e da una diffidente curiosità per l’Islam – su
temi quali i progetti di legge sulla libertà religiosa.
Un percorso in cui, ad esempio, la tutela di tale libertà si intreccia con la proposta dell’insegnamento
aconfessionale della religione.
·
L’egemonia del
cattolicesimo e la diffidente curiosità per l’Islam.
·
Le discriminazioni
religiose e i sistemi di tutela.
·
I
progetti di legge sulla libertà religiosa e per l’insegnamento aconfessionale
della religione.
Gianni Long,
docente di diritto alla
LUISS di Roma, è stato presidente della Federazione delle Chiese Evangeliche in
Italia.
Dopo il volume
del 2006, dedicato al tema della laicità, la collana della Federazione delle Chiese
evangeliche in Italia, d’intesa come di consueto con l’Unione delle Chiese
cristiane avventiste del 7° giorno, ritorna sui temi del rapporto tra Stato e
confessioni religiose. Si tratta del resto di argomenti
naturali per una pubblicazione che è nata in occasione della settimana della
libertà.
Varie
motivazioni hanno portato a questa scelta. La prima appare evidente anche ad
una scorsa superficiale dell’indice. Nella prima parte del volumetto
sono contenuti infatti (in rigoroso ordine
alfabetico…) scritti dei presidenti – o dei responsabili per la libertà
religiosa – di tutti i raggruppamenti evangelici italiani. Crediamo che sia la
prima volta nella storia recente che ciò accade in un libro, concretizzando il
lavoro comune che da anni viene condotto nella
Commissione delle Chiese evangeliche per la libertà religiosa. In questi ultimi
anni si è registrato un forte riavvicinamento tra le diverse formazioni
evangeliche sui temi della libertà religiosa e dei rapporti con lo Stato. Forse
è stata anche una reazione alla progressiva emarginazione delle nostre realtà
da parte del mondo politico e dell’informazione.