La "vendetta"
dell’Abbé Pierre
di Vincenzo Marras
Ci sono uomini e donne che sanno parlare al cuore di tutti, superando
barriere, accompagnandosi in particolare a quanti arrancano nella vita.
Radicale sì, mai intransigente. Una virtù preziosa e rara, oggi. L’Abbé Pierre
era di questi. Quando ci raggiunge la notizia della sua morte, tutte le pagine
di Jesus sono chiuse. Così, ora,
questa pagina ha una vita da raccontare, un volto da ricordare, una scelta da
abbracciare. Aveva 94 anni, l’Abbé. Diceva di aver scelto la sua vita per
vendetta, e precisava: “Bisogna vendicare l’uomo e vendicare Dio con la sola
forza dell’amore”. Una vita spesa fino all’ultimo istante a servizio degli
ultimi: clochard, stracciaioli, diseredati, senza casa. Oggi, che non è più tra
noi, ci si chiede quale fosse il segreto di questo "povero di Dio".
Henri Antoine Groués, detto Abbé Pierre, nasce il 5 agosto
L’Abbé Pierre è un sacramento di Dio. Lo si è detto a ragione di Madre Teresa di Calcutta, di dom Helder Câmara, di don Tonino Bello, di don Luigi Di Liegro. Anche nell’Abbé Dio si è fatto padre, amico, fratello. Una trasparenza e una forza di bontà così immediata e incisiva che semplicemente affascina. L’Abbé Pierre ha fondato le sue scelte e le sue azioni sul Vangelo, con lo stile del Santo di Assisi, su una spiritualità che concedeva poco o nulla al "colore" e al folclore. Una delle frasi che ripeteva con convinzione era questa: “Essere credenti non basta, occorre essere credibili. Questa credibilità l’Abbé Pierre ce l’ha mostrata con l’essere in prima fila ogniqualvolta ha visto calpestati i diritti dei più deboli e tradita la legge dell’amore. Era la sua vendetta.
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La confessione
di una sua debolezza dimostra l’onestà nel riconoscersi peccatore. E le sue
opere cantano la verità sulla sua vita