Vittorio Messori lancia al grande pubblico l’“Ipotesi su Maria”
Intervista con il famoso scrittore
cattolico italiano dopo l’uscita del suo nuovo libro
Torna in libreria con un nuovo volume
dedicato completamente alla Vergine e dal titolo “Ipotesi su Maria” (Edizioni Ares, pp. 544; 18 Euro), uno degli
scrittori più venduti e tradotti al mondo, Vittorio Messori
(www.vittoriomessori.it).
In cinquanta capitoli, il giornalista che già nel 1976 aveva
pubblicato “Ipotesi su Gesu”, raccoglie
–aggiornandoli e completandoli – fatti, indizi, enigmi, apparizioni, miracoli,
tutti incentrati sulla Madre di Cristo e già precedentemente trattati dal 1995
al 2000 sulle pagine del mensile “Jesus” – delle Paoline – all’interno della rubrica “Taccuino mariano”.
Con una ventina di titoli all’attivo, Messori è
l’unico scrittore ad aver intervistato due Papi. Il primo è stato l’allora
Prefetto della Congregazione per
Per l’occasione, Vittorio Messori ha voluto
condividere in questa intervista a ZENIT le esperienze
da lui raccolte nel suo nuovo libro, nel quale approfondisce l’ “abisso di
mistero” rappresentato dalla Vergine Maria.
Chi è Maria? Come spiegare il mistero di
una donna che viene scelta dal Creatore per dare corpo
e sangue a Gesù?
Messori: Maria non è che
un’oscura donna di un villaggio oscuro (nessun testo precristiano parla di
Nazareth, tanto che qualcuno ha tentato di dimostrare che non esisteva un luogo
con quel nome). Maria, per la sapienza del mondo è un nulla. Per la prospettiva
della fede è un abisso di mistero: è persona umana come noi e al contempo è
strumento indispensabile per l’evento di gran lunga maggiore,
l’incarnazione di Dio stesso. In Cielo, stando alla prospettiva cattolica, ci
sono oggi due corpi come i nostri, glorificati per l’eternità: quello di Gesù e
quello di sua Madre. Anticipano, essi soli, quanto anche noi saremo.
Perchè questo libro? Quali sono gli
obiettivi ed il senso della sua ricerca?
Messori: Quando, nel 1976, pubblicai il mio primo
libro, “Ipotesi su Gesù”, molti lettori mi chiesero di mettermi al lavoro per
delle “Ipotesi su Maria”. La cosa, allora, mi parve strana, inaccettabile. Il
fatto è che Gesù lo si incontra sulle strade,
Due, comunque, le sfide che ho cercato di affrontare
in queste più che 500 pagine: innanzitutto, mostrare che si può essere convinti
devoti mariani senza cadere in una certa retorica, in una certa melassa di un
certo devozionalismo. Mostrare,
poi, che il far posto alla Madonna non è l’hobby di credenti sentimentali o
ignoranti ma un’esigenza irrinunciabile per ogni credente. Tutto ciò che
Innumerevoli gli argomenti
e le storie narrate dal libro. Particolarmente interessante il capitolo intitolato
“L’Europa e la donna dell’Apocalisse”, in cui racconta si
la genesi della bandiera d'Europa, tratta dal bozzetto di un giovane
disegnatore alsaziano, tale Arsène Heitz, che si
ispirò alla “Donna vestita di sole” dell’Apocalisse. Potrebbe raccontarcela in
breve?
Messori: Ma sì, per una sorta di ironia
divina, quella Europa che non ha voluto riconoscere le sue radici cristiane, ha
adottato (e senza accorgersene!) una bandiera su cui campeggiano, in campo
azzurro mariano, le dodici stelle che nell’Apocalisse incoronano
Di fronte alle ondate di
secolarizzazione, degli ultimi tre decenni, la devozione mariana ha conservato
moltissime comunità cattoliche, le quali recitando il rosario hanno mantenuto
fede e tradizione. Eppure, anche in alcuni ambiti
cattolici, si guarda con sufficienza alla devozione mariana, considerata
antimoderna e troppo tradizionale. Qual è il suo parere in proposito?
Messori: In queste ‘Ipotesi su Maria’ mi occupo molto
di apparizioni, pur limitandomi a quelle riconosciute
dalla Chiesa. Nelle apparizioni,
Frequento quando posso da pellegrino, oltre che da
studioso, i santuari mariani europei: vi incontro le folle che non frequentano
più la loro parrocchia ma sono attratte da quei luoghi dove la presenza materna
si è manifestata. In Occidente, l’incremento dei pellegrinaggi è stato il solo
indice con il segno ‘più’ in una Chiesa dove tutto diminuiva, dalla frequenza,
ai sacramenti, alle vocazioni.
La devozione mariana è oggi forse la maggiore risorsa pastorale: e non so che
pensare di certi Clerical Intellectuals
che rifiutano o addirittura spregiano questa straordinaria possibilità. Ma, per fortuna, l’uomo medio non legge i teologi “adulti” e
“critici” ma è ancora e sempre affascinato se gli fa balenare la possibilità
che, in un santuario, una Madre misericordiosa lo attende.
Storicamente l'espansione dei cristiani viene spiegata anche grazie ad una alta concezione della
donna rispetto al disprezzo del mondo pagano. Quanto della concezione cristiana
sulla donna è spiegabile con la figura di Maria? E che
cosa potrebbe dire oggi Maria al movimento per l'emancipazione delle donne?
Messori: Vent’anni fa, dopo alcuni giorni di
colloquio con il Prefetto dell’ex Sant’Uffizio,
Cardinal Joseph Ratzinger,
pubblicavo “Rapporto sulla fede”. Il futuro Benedetto XVI mi diceva che alla
crisi della donna, spesso così dolorosa per essa, i
cristiani dovevano opporre un antidoto: Maria, appunto. Nella stessa persona
convivono in lei le due grandi vocazioni femminili: la verginità e la
maternità. Se ben inteso, il culto mariano non solo non è un ostacolo
ma è un aiuto prezioso perché le donne ritrovino una strada che
valorizzi davvero il mistero della femminilità.
ROMA, venerdì, 25 novembre 2005 (ZENIT.org).-