Guida alla lettura delle rubriche

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NOTA: Quegli articoli che sono attinti a varie fonti, non vogliono distogliere l’attenzione dalle nostre tematiche. Al contrario hanno una specifica funzione: inserire le stesse in un quadro complessivo di cultura della nostra formazione spirituale sempre in divenire, di senso vivo della chiesa che vogliamo rinnovata secondo lo spirito del Vaticano II, di incarnazione nelle realtà terrene.

a) “Vi parliamo così”: La newsletter e questa guida puntualizzano il nostro modo di porci nella problematica che affrontiamo. Può piacere o non, ma la chiarezza dell’auto-definirsi serve ad evitare di dire soltanto quel che piace a qualcuno e meno a qualche altro. Diceva Voltaire: guai al lettore di un solo libro! Il nostro è “un libro così”, e non cosà, come ogni libro.. Ecco perché l’accoglienza prestata molto volentieri alla rubrica-a-sé, “Auto-aiuto”, è segno della nostra voglia di venire incontro ad iniziative, tanto più di donne; ma nell’indipendenza dal nostro orizzonte, come chiarito nella newsletter. Sapete perché, ad esempio, la presente rubrica ad uno sguardo superficiale potrebbe sembrare impostata sul dolciastro? Vorremmo dar posto alle cose semplici nel quotidiano, in cui si intesse l’amore: ma quante sfumature ha questo nobile sentimento…

b) “Piste percorribili”: questo nuovo titolo è come una sfida a percorrere piste che alcune persone hanno sperimentato e/o sperimentano tutt’oggi come possibili. Non c’è solo male attorno a noi…. Vi rivolgiamo un particolare sollecito a leggere l’articolo di Padre Simoni che commenta Thellung, parlando del dissenso nella Chiesa: un argomento che ci tocca in maniera viscerale, ma che richiede tanto equilibrio e desiderio di non ripiegare su convinzioni solitarie, e di cercare piuttosto collegamenti e sguardo sereno su esperienze diverse dalle nostre.

c) “Dialogo e confronti”: continua il sempre più interessante dialogo tra Ausilia e Giancarla Codrignani, autrice, quest’ultima, del libro indicato. La corrispondenza è variegata anche nelle tematiche: si spazia su un terreno dai confini aperti. Intanto vogliamo precisare ancora una volta che c’è la  possibilità, accanto a quella dell’anonimato, della privatezza epistolare che pratichiamo da sempre. Ma una domanda: come incoraggiare a scrivere se non si dà un assaggio (davvero solo un assaggio!) dei vissuti di coloro che finalmente rompono il silenzio, sapendo di poter trovare un modo per aprirsi?

d) “Discepolato impegnato”: L’unica lettera che riportiamo è stata scritta a mano. Un modo, questo, preferito da coloro che sono in Istituto e per il quale vogliamo essere comprensive. Gli articoli vogliono filtrare la voglia di far chiarezza sull’essenzialità di una scelta di amore al seguito di Cristo, in ogni situazione. Riteniamo cosa giusta che agli esempi luminosi si accompagnino altre sottolineature e altre notizie.

e) “Noi e il femminismo”: come al solito vi offriamo testi informativi e formativi che riguardano il peso delle donne nella storia di ieri, di oggi, di domani. Uno sguardo particolare è rivolto a temi etici e religiosi.

f) “Segnalazioni e Recensioni”: vi consigliamo produzioni che riguardano la nostra vita nella chiesa e nel mondo. Siamo sempre disponibili a ricevere suggerimenti, meglio ancora vostre recensioni e segnalazioni.

g) “Periscopio: notizie e pareri”: Abbiamo trasferito la rubrica specifica sui diritti della persona in questa, perché non vogliamo mettere in una nicchia coloro che sono violentati moralmente (e non solo) nella loro dignità e libertà; cioè non li santifichiamo (l’equivalente contrario del disprezzo), ma li presentiamo nella loro normalità di essere umani meritevoli del MASSIMO rispetto. Assembliamo notizie e pareri su argomenti eterogenei, sempre con la voglia di non chiuderci nella nostra particolarità e di aver una visione d’insieme dei problemi mondiali, che ridimensioni i nostri.

h) “Celibi per obbligo” e i) “Fatti di chiesa” sono due rubriche che entrano nel vivo degli argomenti ecclesiali.  Mauro Borghesi ed Ernesto Miragoli, persone competenti in merito, spaziano nell’orizzonte dei fatti, delle idee e degli scritti dell’oggi, esprimendo in maniera colloquiale pareri ponderati.


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