Corrispondenza con Milena

 

Luglio 2007

 

Carissima Ausilia,

spero che questo tempo di riposo estivo tu possa rigenerarti nel corpo e nello spirito. Perdonami se seguo passivamente il vostro impegno e non mi faccio sentire spesso. Con il cuore e la preghiera sono più che presente, credimi! Vorrei tanto.

La mia situazione affettiva è sempre lì senza sbocchi. Sono molto stanca, mi sento fragile, vulnerabile e sto perdendo la forza di difendermi. Più cerco di porre dei limiti, di dare una svolta a questo nostro sentimento più mi ritrovo ancora di più legata a quest`uomo, sacerdote, che continua pur dicendo di amarmi a vivere questa relazione con la fatidica frase: "Non posso, sono un sacerdote...; dobbiamo andare avanti così"; oppure con:"Il mio sacerdozio mi sta molto a cuore, non voglio creare scandali, non mi sento pronto...; sono confuso".

Io vorrei tanto aiutarlo, ma come? il mio amore per lui si rafforza, malgrado tutto, sempre di più e non so davvero più cosa devo fare.... Gli ho imposto di vivere il nostro rapporto amandoci come fratello e sorella...non è durato molto. Tra l`altro nel nostro servizio per la comunità c`e` tanto da fare con tante problematiche da risolvere e io come sempre mi metto all`ultimo posto, ma è giusto?

Grazie cara amica di riservare del tempo tuo per ascoltare questo mio piccolo ma sofferto sfogo. Tanti auguri di ogni bene e un caro saluto a tutti del sito.

Milena


 

Mia cara, ti ho fatto rispondere dai due collaboratori del sito sperando di ricevere anch’io lumi. Ma ti assicuro, sono poco ottimista circa la possibilità che tu riesca a LIBERARTI (poiché di questo si tratta). Dare corso ad un rapporto intimo e nascosto rassicura il prete, che ottiene quello che vuole senza affrontare il difficilissimo problema alla radice; mentre la donna, direi buona parte delle donne, cade nella rete e l’amore diventa una catena. E’ difficile per me commentare così la tua situazione, ma sono sospinta a farlo perché penso a quel che potrà succedere con l’avanzare dell’età e con l’affacciarsi delle malattie. Vivere pensando solo al presente è una scappatoia inappagante soprattutto per la donna, e su di lei pesa la grande responsabilità di scegliere. Quando non ce la fa, non pensa che la dura lotta del TAGLIO è meno costosa di quella che dovrà subire domani quando i nodi della solitudine esistenziale giungeranno al pettine.

Ti chiedo: sei messa a posto con la rimunerazione del tuo lavoro secondo le regole sindacali per la pensione? Non si può tentare un modo per trovare lavoro altrove? Dimmi quali possibilità hai per vivere in altro luogo in maniera auto-sufficiente. Ne parleremo ancora a voce, appena possibile. Qui nel sito pubblichiamo solo ciò che può aiutare altre a farsi coraggio a confidarsi con noi; ti chiedo di contribuire, così, alla crescita del sito, perché si faccia spazio di amicizia alla ricerca di soluzioni. Il più però lo continuiamo a tu per tu.

Ti assicuro che sono aperta ad accettarti come sei, anche qualora non te la sentissi di cercare vie di uscita come io vorrei per il tuo bene. Ti sono vicina con molto affetto, Ausilia



Ciao, Milena,

Posso solo dirti che siamo vicini a te e a lui. Io non capisco molto questo attaccamento al sacerdozio ministeriale attivo e l'amore per te. Per la legge sono incompatibili e quindi io penserei che se lui ti ama deve compiere una scelta. Per me è sbagliato che egli ti lascia ai margini, alla fine di tutto, dedicandoti solo qualche momento clandestino. Per molti preti la paura del gran salto fa novanta e trascinano relazioni come queste dimostrando poco rispetto per la donna che dicono di amare.
Penso altresì che la cosa non faccia bene neppure a te:ti ritroverai con un amore impossibile da vivere appieno e questo ti frustrerà a lungo andare. Altro non so dire. Un abbraccio,

Ernesto


 

Ciao, Milena, e BUONE VACANZE!

Forse un po’ di svago, un di tempo fuori del tuo ambiente, con altre compagnie,ti può essere utile a vedere meglio latua situazione e trovare il modo per affrontarla. Si tratta della classica relazione tra il prete ed una donna che ci ha creduto. Lui non riesce a portare il peso del celibato,trova una compagna disponibile a... portare la croce con lui, parlando di cose alte e sublimi, promettendo un possibile domani migliore,trascinandosi intanto nel compromesso più squallido perchè fa pagare agli altri le proprie indecisioni. E se un domani finisse tutto ? Lui ne esce salvato nella
sua missione, pulito nella reputazione generale, pronto a ripartire nella vita,lei invece con le ossa rotte,sfiduciata, bloccata nella ripartenza.

Allora o si affronta la questione fino in fondo,disposti a qualunque conseguenza, o si vive la cosa come una esperienza passeggera, tenendo sempre presente che prima o poi la propria vita riprenderà su altre strade. 'Tertium non datur', altra soluzione non c'è! Almeno così io penso. Ma per il momento goditi le vacanze,continua a chiacchierare
con noi che abbiamo bisogno tutti di una chiacchierata liberatoria con gli amici.

E tante belle cose, Giuseppe

 


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