È
stata dedicata alle "donne a servizio del Vangelo" la catechesi
svolta da Benedetto XVI durante l'udienza di mercoledì 14 febbraio. L'incontro
con i fedeli si è svolto in due momenti distinti. Dapprima, nella Basilica
Vaticana, il Papa ha salutato i Vescovi e i pellegrini delle Diocesi delle
Marche. Quindi, nell'Aula Paolo VI - dove erano raccolti gli altri gruppi di
fedeli - il Santo Padre ha pronunciato la catechesi della quale diamo qui di
seguito i punti nodali:
"Oggi siamo arrivati al termine del nostro percorso tra i testimoni del cristianesimo nascente che gli scritti neo-testamentari menzionano. E usiamo l'ultima tappa di questo primo percorso per dedicare la nostra attenzione alle molte figure femminili che hanno svolto un effettivo e prezioso ruolo nella diffusione del Vangelo";
"Gesù certamente, lo sappiamo, scelse tra i suoi discepoli dodici uomini come Padri del nuovo Israele... Questo fatto è evidente, ma, oltre ai Dodici, colonne della Chiesa, padri del nuovo Popolo di Dio, sono scelte nel numero dei discepoli anche molte donne";
"
"Ci sono poi varie donne, che a diverso titolo gravitarono attorno alla figura di Gesù con funzioni di responsabilità. Ne sono esempio eloquente le donne che seguivano Gesù per assisterlo";
"I Vangeli ci informano che le
donne, a differenza dei Dodici, non abbandonarono Gesù nell'ora della Passione.
Tra di esse spicca in particolare
"Anche nell'ambito della Chiesa primitiva la presenza femminile è tutt'altro che secondaria... Dobbiamo a san Paolo una più ampia documentazione sulla dignità e sul ruolo ecclesiale della donna. Egli parte dal principio fondamentale, secondo cui per i battezzati non solo "non c'è più né giudeo né greco, né schiavo, né libero", ma anche "né maschio, né femmina". Il motivo è che "tutti siamo uno solo in Cristo Gesù", cioè tutti accomunati nella stessa dignità di fondo, benché ciascuno con funzioni specifiche";
"L'Apostolo ammette come cosa normale che nella comunità cristiana la donna possa "profetare", cioè pronunciarsi apertamente sotto l'influsso dello Spirito, purché ciò sia per l'edificazione della comunità e fatto in modo dignitoso";
"In buona sostanza, la storia del
cristianesimo avrebbe avuto uno sviluppo ben diverso se non ci fosse stato il
generoso apporto di molte donne. Per questo, come ebbe a scrivere il mio
venerato e caro Predecessore Giovanni Paolo II nella Lettera apostolica Mulieris dignitatem, "
"Come si vede, l'elogio riguarda
le donne nel corso della storia della Chiesa ed è espresso a nome dell'intera
comunità ecclesiale. Anche noi ci uniamo a questo apprezzamento ringraziando il
Signore, perché egli conduce la sua Chiesa, generazione dopo generazione,
avvalendosi indistintamente di uomini e donne, che sanno mettere a frutto la
loro fede e il loro battesimo per il bene dell'intero Corpo ecclesiale, a
maggior gloria di Dio".
(©L'Osservatore Romano - 15 Febbraio 2007)