Perché
Gentile direttore, anni d'insegnamento della religione
cattolica, e la frequentazione di ambienti religiosi,
nonché la corrispondenza epistolare con suore e sacerdoti, mi hanno reso
ben chiaro ormai che i religiosi e le religiose che non condividono, su
diversi temi
importanti, il pensiero della gerarchia ecclesiastica, sono
sempre più numerosi. Purtroppo non parlano apertamente e
pubblicamente, per diversi comprensibili motivi: ritengono di dover
sempre obbedire al Papa; temono di creare confusione nella Chiesa e di
allontanare in tal modo i fedeli; temono punizioni da parte del Vaticano.
E così, fanno buon viso a cattivo gioco. Ma durerà a lungo? Oppure pian
piano
Renato
Pierri, Il Manifesto 24 marzo 2007