Voglio portare
a
Caro Beppe,
domenica scorsa ho visto Luciana Littizzetto a «Che tempo che fa» (RaiTre). Come al solito, è rivolta al mondo della Chiesa (tranquilla,
sorrido come tutti). Non sono né «eminenza», né «monsignore»: ma non ho potuto
fare a meno di sentirmi coinvolto, visto che LL ha parlato di
oratori in Italia. Come sai, Beppe, me ne occupo
da quando sono prete: prima nella bassa bergamasca (Osio Sotto) e ora come responsabile dell'ufficio che
coordina tutti gli oratori di Bergamo.
Mi ha fatto piacere la richiesta della Littizzetto di
mettere in gioco esperienze più che parole. Ha ragione: sulle prime
Possiamo fare ancora meglio, d'accordo. Ma
l'educazione è un lavoro in perdita e mai finito. Mi piacerebbe portare
Un saluto cordiale.
don Michele Falabretti,
falabretti@virgilio.it
Risponde
Beppe Severgnini
Caro Michele, ci conosciamo da qualche
anno, e ti ho visto fare cose formidabili, a Osio Sotto e non solo. Lo dico senza incertezze: sei un
prete che fa cose; e vuol bene alla gente. Ce ne vorrebbero tanti, come te. Non
voglio polemizzare, né metterti in imbarazzo. Ma credo
che dalla Chiesa italiana, negli ultimi tempi, esca un'aria di frigorifero
(verso chi dubita, chi è incerto, chi è diverso). Un po' di calore sarebbe
utile anche per affrontare argomenti delicati come la famiglia, la coppia e la
sessualità. Serve davvero un Family Day (sic) che
finirà inevitabilmente in polemica?
Veniamo a Luciana Littizzetto. L'ho ascoltata
anch'io, domenica. Credo volesse farvi un complimento,
e dire che l'oratorio ha un ruolo sociale importante, in Italia: oggi tanti
bambini e ragazzini non sanno dove andare, e finiscono per strada o nei centri
commerciali (American style). Tutti gli oratori italiani sono riusciti a
trasformarsi e a stare al passo coi tempi? Qualcuno
c'è riuscito, grazie allo sport e/o a un don Michele
intraprendente; altri hanno difficoltà, soprattutto nei piccoli paesi che si
svuotano. Non voglio fare l'esperto, davanti a uno
come te. Ma, come sai, conosco un po' l'argomento:
come frequentatore (anni Sessanta), come papà (anni Novanta) e come scrittore e
viaggiatore (un capitolo di un libro, un viaggio televisivo).
Bene: girerò a Luciana Littizzetto questo tuo messaggio.
Devo farvi conoscere: tu alto due metri, lei uno
scricciolo. Non voglio mancare all'incontro.
(Dal Corriere della sera)