Voglio portare la Littizzetto
a
fare un giro negli oratori



Caro Beppe,
domenica scorsa ho visto Luciana Littizzetto a «Che tempo che fa» (RaiTre). Come al solito, è rivolta al mondo della Chiesa (tranquilla, sorrido come tutti). Non sono né «eminenza», né «monsignore»: ma non ho potuto fare a meno di sentirmi coinvolto, visto che LL ha parlato di oratori in Italia. Come sai, Beppe, me ne occupo da quando sono prete: prima nella bassa bergamasca (Osio Sotto) e ora come responsabile dell'ufficio che coordina tutti gli oratori di Bergamo.
Mi ha fatto piacere la richiesta della Littizzetto di mettere in gioco esperienze più che parole. Ha ragione: sulle prime la Chiesa è più efficace che sulle seconde. E ovviamente mi ha fatto piacere il riferimento al mondo degli oratori, per i quali è stata invocata la riapertura e il rilancio.
Quello che non mi quadra è la rappresentazione di un mondo ormai chiuso e impolverato come un museo in disuso. La Lombardia, in particolare, può tranquillamente dichiarare i «lavori in corso» e i numeri sono impressionanti. L'estate raccoglie attraverso i centri estivi circa mezzo milione (!) di bambini e ragazzi; e 80 mila adolescenti-animatori. Solo la bergamasca ha aperti circa 300 oratori. E d'inverno, ti assicuro, non andiamo in letargo. Molte parrocchie italiane ci contattano per avere sostegno e materiali.
Possiamo fare ancora meglio, d'accordo. Ma l'educazione è un lavoro in perdita e mai finito. Mi piacerebbe portare la Littizzetto a fare un giro turistico. E farle scoprire che
i preti di campagna, che non hanno i galloni rossi, continuano ad abitare cortili dove tra un calcio al pallone e l'altro si diventa grandi. Senza vetrine scintillanti. Ma con un po' di umanità in più.
Un saluto cordiale.
don Michele Falabretti, falabretti@virgilio.it

 

Risponde Beppe Severgnini

Caro Michele, ci conosciamo da qualche anno, e ti ho visto fare cose formidabili, a Osio Sotto e non solo. Lo dico senza incertezze: sei un prete che fa cose; e vuol bene alla gente. Ce ne vorrebbero tanti, come te. Non voglio polemizzare, né metterti in imbarazzo. Ma credo che dalla Chiesa italiana, negli ultimi tempi, esca un'aria di frigorifero (verso chi dubita, chi è incerto, chi è diverso). Un po' di calore sarebbe utile anche per affrontare argomenti delicati come la famiglia, la coppia e la sessualità. Serve davvero un Family Day (sic) che finirà inevitabilmente in polemica?
Veniamo a Luciana Littizzetto. L'ho ascoltata anch'io, domenica. Credo volesse farvi un complimento, e dire che l'oratorio ha un ruolo sociale importante, in Italia: oggi tanti bambini e ragazzini non sanno dove andare, e finiscono per strada o nei centri commerciali (American style). Tutti gli oratori italiani sono riusciti a trasformarsi e a stare al passo coi tempi? Qualcuno c'è riuscito, grazie allo sport e/o a un don Michele intraprendente; altri hanno difficoltà, soprattutto nei piccoli paesi che si svuotano. Non voglio fare l'esperto, davanti a uno come te. Ma, come sai, conosco un po' l'argomento: come frequentatore (anni Sessanta), come papà (anni Novanta) e come scrittore e viaggiatore (un capitolo di un libro, un viaggio televisivo).
Bene: girerò a Luciana Littizzetto questo tuo messaggio. Devo farvi conoscere: tu alto due metri, lei uno scricciolo. Non voglio mancare all'incontro.

(Dal Corriere della sera)