Estate 2006
Nadìr
Giuseppe Perìn: "Uomini senza
collare"
La corrispondenza continuerà durante l’estate ininterrottamente
In primo piano
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Recensioni e Segnalazioni |
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Siamo nel mese in cui molti programmano la propria vacanza
e – nonostante la crisi economica – sembra che molti italiani
riducano i giorni di vacanza, ma non vi rinuncino. Guida alla lettura delle rubriche nel sito rinnovato NOTA: Nella homepage sono scritte con caratteri in rosso nostre produzioni inedite ma abbiamo messo lo zampino in tutti gli articoli Leggi i numeri precedenti in archivio a)“Vi parliamo così” e cioè secondo lo spirito che ci anima, indicando lo sfondo nel quale ci muoviamo. Anche questa volta un intervento sul silenzio ci è giunto anonimo. Come vedete, abbiamo bisogno di parlare di silenzio perché il nostro essere-contro l’ipocrisia e la fuga dalla responsabilità si traduce in un essere-per la verità e la chiarezza interiore ed esteriore. b) “Lezioni di vita” presenta pensieri e figure che hanno da insegnarci qualcosa, come GiovanniXXIII, e Etti Hillesum, la meravigliosa ragazza ebrea che dal caos sentimentale giunge, nella prova estrema, a farsi dono agli altri; e poi ancora contenuti che ci spingono a delineare sempre più e meglio la nostra linea, di aiuto reciproco, di impegno a trionfare della prova per costruire la novità evangelica in noi e attorno a noi. c) “In dialogo”: Una corrispondenza di vario tipo, perché vogliamo accogliere le sollecitazioni di persone che in certo qual modo si collegano alla nostra esperienza; non tutto si può “firmare”, ma a tutto, possibilmente, è bene dare spazio. Un prete sposato aggiunge la sua ad altre lettere che ogni tanto ci fanno giungere persone che si rivolgono al papa: che avvenga il miracolo, ed una colomba gliela consegni? Siamo liete di corrispondere con “Marea”. Sempre pregnanti le lettere di ragazze che ci aprono il loro cuore. d)“La questione celibataria” riporta documenti lunghi - uno lunghissimo - su ciò che il Magistero non finisce di produrre in difesa del celibato presbiterale. Ad esaminarli non manca qualche contributo di grosso spessore del nostro G. Perìn Nadìr. Un gioiello è il dialogo – brevissimo – nel quale un celibe DOC riesce ad essere convincente: parla di celibato vissuto in prima persona, senza vanterie, in tutta umiltà…. Un celibato simile auguriamo a “quelli che restano”; e un matrimonio santo auspichiamo a “quelli che non possono restare” perché il loro carisma, altrettanto “nobile” quanto il celibato. e) “Dibattito Arcobaleno”: una breve news puntualizza il senso della nostra ricerca sul DISCEPOLATO IMPEGNATO. Un’interessante corrispondenza ci mostra quanto sia illuminante il tema riguardante la vita religiosa, se trattato “ad extra”. Chiediamo dialogo dialogo dialogo. Intanto offriamo alla lettura documenti molto validi, su cui meditare. f) “Recensioni e segnalazioni” privilegia le produzioni che possano essere di aiuto a guardare la realtà con occhio attento, soprattutto per aspetti in cui ci riconosciamo. “Il codice da Vinci”, essendo di grande attualità, ve lo presentiamo in tutte le salse. Le ultime due recensioni sono “nostre”. g) “Noi e il femminismo” è una rubrica che presenta lati sempre vari sull’argomento che ci riguarda da vicino: collegarci con la ricerca femminile è un nostro dovere. Cimentarsi con letture impegnate è segno di serietà. h) “Diritti umani e Chiesa”: Ci è sembrato opportuno accostare l’argomento sui diritti umani, quasi sempre associato a quello dei “trasgressori classici” per la condizione di “diversi”, all’atteggiamento circospetto della Chiesa, dato che talvolta il guardare troppo in avanti è “a rischio”... La prima lettera-testimonianza gronda verità e sofferenza indicibile: un grazie ad Anna che non ha avuto remore a permetterci di renderla pubblica. L’argomento dei PACS in rapporto con i diritti della famiglia, oggi molto discusso, riporta qualche nostra opinione, perché vogliamo sottolineare dove è il “rischio”, di cui sopra.
“Donne-contro-il-silenzio” riapre con la solita attenzione alla realtà della Chiesa-dal-basso al femminile, caratterizzata da trascorse, vive esperienze di rapporto con l’Istituzione, spesso segnate da traumatiche fratture, motivo di sofferenza. La schiera delle, come degli ex, è spesso tabuizzata dagli stessi soggetti, che forse ne hanno motivo per accantonare ricordi molesti del passato. Ed è a motivo delle remore di costoro che evitiamo di usare questa fastidiosa (per loro) paroletta “ex”. · Ci pare molto importante aiutarli a dirottare i propri talenti in modo nuovo e creativo nel discepolato impegnato o nella comune vita laica. · Ci pare essenziale promuovere iniziative di aiuto materiale, premessa indispensabile di riscatto umano (vedi interessanti precisazioni alla voce “Aiuti” (Rete di solidarietà) · Si affacciano insistentemente nel sito altre figure di confine (tra dentro e fuori dell’istituzione): eterni indecisi o disorientati, o peggio caduti nel compromesso. Ci interessiamo di loro perché la piena comprensione di situazioni di disagio può provenire soprattutto da chi è passato dalla prova del fuoco. · Agire a partire da uno specifico settore sociale, soprattutto se emarginato, per noi significa aver di mira la crescita globale della società umana: una cellula sana è in grado di sanare le malate.
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Un grazie vivissimo,
dunque, a chi si rende partecipe del nostro progetto. Tutte e
tutti sono le e i benvenuti: chi ha bisogno di aiuto e chi
vuol darlo.
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Le lettere che riceviamo –
ne abbiamo fatto l’abitudine – provengono prevalentemente da
donne lacerate da amori impossibili o clandestini a motivo del
celibato ecclesiale. E spesso ci tocca di dover fare da
cirenei; ma lo facciamo con vero amore. Non mancano lettere
meravigliose, soprattutto di donne LIBERATE o di preti sposati
onesti, i quali, dopo aver fatto il passaggio allo stato
laicale imposto dal canone celibatario, sopportano angherie
davvero impietose, che “gridano vendetta al cospetto di Dio”.
Vendetta che non invochiamo. L’unica via che ci pare degna per
chi vuole il riconoscimento della propria dignità, è quella
della chiarezza. E’ giusto dire la verità. Farla conoscere.
Sostituirla a tabù collettivi omologanti e bloccanti. · Immettere il seme della crescita nelle istituzioni come la Chiesa comporta un cambiamento che pervada – prima ancora di esplodere all’esterno – le coscienze, la mentalità, il costume. E’ in questa direzione che noi ci muoviamo. · N. B. Questo sito, si sa, è contro il silenzio. Contro tutti i silenzi ipocriti. Sappiamo che può essere difficile fidarsi noi. La rete è un mondo meraviglioso, ma può essere una trappola. Invitiamo comunque tutti coloro che soffrono in silenzio a causa di leggi ecclesiastiche anodine a comunicare con noi. Possono scegliere la forma dell'anonimato o chiederci di osservare il più rigoroso riserbo. Se vi fidate... noi siamo con voi. Perché anche noi abbiamo passato momenti come i vostri e tormenti uguali ai vostri.
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