Alcune mail scambiate in occasione

della trasmissione televisiva LE INVASIONI BARBARICHE
 


(foto: prete cattolico orientale con famiglia al seguito)

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Mi confermo nell’idea che l’opinione pubblica non può essere incoraggiata allo sradicamento dei tabù tramite trasmissioni televisive, le quali ripiegano più volentieri verso l’opinione più collaudata.
Certamente la Bignardi fa bene il suo mestiere, appunto a modo suo. Noi, invece, abbiamo bisogno di altro: la chiesa che la stessa conosce è quella dei santi canonizzati grazie alla loro eccezionalità e ad un presunto bisogno umano di sacro…
Le donne, poi, quante cose avrebbero da dire!!!
Lo so, esse si tirano indietro per le “comparse”. Hanno ragione!!! Dove troveremo chi ci dia per davvero la parola? Si sarebbe potuto fare riferimento al sito “Donne-contro-il-silenzio” o alle loro produzioni impegnate…
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La ossequio, Ausilia Riggi
 


Carissima,
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La trasmissione televisiva relativa al nostro problema è stata veramente molto deludente , regnava un clima di assoluta disinformazione, l'atteggiamento canzonatorio e strabico del nostro era davvero inopportuno, è apparso tutto così banale e superficiale, privo di alcuna attenzione alla serietà del problema; solo l'intervento della pastora ha fatto luce, ma è stata ben poca cosa per gli ascoltatori che certamente avranno commentato che la sua visione era "altra", vista l'appartenenza ad altra chiesa. E’ stata una occasione mancata e speriamo non negativa.
Ti abbraccio con l'affetto di sempre Anna
 


Carissimi,
ho visto la puntata di venerdì scorso 17 marzo su LA7 "Le invasioni barbariche" con Paolo Falcone.
Devo dirvi che ho apprezzato molto ciò che esprimeva Paolo, la sua sincerità, la sua schiettezza ed anche la sua nobile ironia, e la pastora luterana che ha espresso i suoi concetti in modo chiaro e responsabile. Ciò che mi ha infastidito è stato il motivo per cui quest'argomento è stato preso con tanta leggerezza, soprattutto attraverso gli interventi della non credente, e dell'altra, un po' bigotta, della quale non ricordo il nome, e che ho visto in varie trasmissioni TV (forse è una bigotta raccomandata) che hanno rovinato ciò che l'incontro voleva comunicare alla gente. E' così, la situazione della Chiesa, dei preti che lasciano il sacerdozio, non verrà mai preso in seria considerazione.

Questo non dobbiamo permetterlo, e spero che Paolo Falcone ed altri preti come lui, possano
partecipare ad altre trasmissioni (più serie) in cui si possa parlare seriamente del problema, ed avere poi dei contatti seri con altre persone influenti per poter smuovere tutto il vecchio che c'è nella
Chiesa Cattolica.

Ringrazio e saluto cordialmente. Liliana L.


Ciao,
venerdi sera ho seguito la trasmissione "Le invasioni barbariche" su La7.
Era presente in studio un ex-sacerdote che, "svestitosi" degli abiti sacri, aveva una normale vita matrimoniale. Fino a qui, nulla di strano, tuttavia sono state mandate in onda immagini del matrimonio di questa persona.
Con mia meraviglia ho scoperto che questi si è regolarmente sposato in Chiesa, con tanto di sacerdote, fede nuziali, promesse, firme...
Probabilmente sono ignorante in materia di sacramenti (ed è grave! perché sono catechista e seguo un gruppo di cresimandi!), ma non riesco a cogliere differenze nei sacramenti del matrimonio e dell'ordine sacro.
Mi chiedo perché sia impedito a chi ha un matrimonio fallito alle spalle sia negata una seconda possibilità, mentre a chi lascia Cristo sia concessa tutta questa libertà.
Grazie, Antonio.

Risposta:

E’ veramente grave che tu non sappia certe cose, ma pazienza e… ascolta.

La frase più “brutta” è quella che tu non immagini lo sia: “a chi lascia Cristo”. Come si può confondere la scelta del matrimonio, fatta successivamente a quella del presbiterio (e con le carte in regola, grazie alla dispensa) con il “lasciare Cristo”? Tu metti nello stesso piano la fede in Cristo con la scelta presbiterale (che, per di più, confondi con quella celibataria). Sei meravigliato che Ordine Sacro e Matrimonio siano compatibili, dimenticando che gli apostoli erano sposati e che nella chiesa di occidente il presbiterio non è coniugato. Metti sullo stesso piano divorzio e matrimonio del prete: non è esatto, perché il prete che si sposa non rinnega il sacramento dell’Ordine. Scegliere la via del Ministero presbiterale è tutt’altra cosa, nella sostanza, che essere celibe. Gesù ha mandato per il mondo gli apostoli e i discepoli (particolare che dimentichiamo) con l’incarico: “Andate ed evangelizzate”; del sesso e della scelta celibataria non c’è niente a tale proposito. A Lui sta a cuore la diffusione del Vangelo in tutto il mondo.

Da quanto ti dico, puoi capire come queste trasmissioni aiutano a confondere le idee a chi già le ha confuse di suo. Riflettici e dimmi se hai capito. A. R