La prassi della Chiesa nel migliore de casi: rispettare le singole scelte, ma...

non mettere in discussione il celibato

 

Andrea ( asama000@yahoo.it)

Il tema affrontato dal vostro sito mi sembra molto importante per la vita della chiesa. Si collega naturalmente con quello del potere (che stabilisce quali sono i discorsi ammessi e come si devono svolgere). Nella mia diocesi degli ultimi 7 preti ordinati in 15 anni 4 hanno abbandonato il ministero. In occasione dell'abbandono più clamoroso che comparve sul giornale il vescovo precisò (non sono esattamente le parole testuali):" rispettiamo la scelta di D.M. ma distinguiamo il suo problema personale dal mettere in discussione il celibato, per cui serve solo una approfondita catechesi." Ovvero di questo tema non si parla liberamente ma solo per accogliere la verità del catechismo.

 (Friday 14 Jan 2005)

Grazie, Andrea, per questo argomento.
I vescovi, e altri, aventi autorità in merito, preferiscono parlare di “problema personale”, per timore che con la generalizzazione delle cause dell’abbandono dl celibato, se ne misconosca il valore obiettivo..
Ma come non capire che alla stima per il celibato si perviende se si ha uguale stima per il matrimonio? Non si tratta di relativizzare la scelta, ma di spostare la stima da incongrue motivazioni di “eccellenza” del completo abbandono di naturali tendenze per amore singolare a Dio e alla chiesa (altre dimostrazioni sono alla conoscenza di tutte), ad altre che chiariscano una volta per tutte l’essenziale della scelta. Che è il dono di Dio. Ogni dono è segno inconfondibile di amore speciale, adeguato alle esigenze e tendenze della persona, dal momento che proviene da Lui..
Scegliere è più che altro individuare quale è il vero bene della persona. A volte ci si riesce immediatamente, tal altra attraverso un lungo e non lineare cammino.
Proprio per questo, intromettersi tra la coscienza del singolo e il dono di Dio, è una storpiatura della mediazione ecclesiale..
La legge canonica dovrebbe adeguarsi, più che al caso per caso, a rispecchiare la volontà di Dio su ciascuno degli esseri umani.
Lo stesso celibato opzionale, che ci pare giusto chiedere, non risolve cause di fondo, come il deprezzamento del sesso, connesso ad un’esaltazione eccessiva della verginità e del celibato. Il Dio dei cristiani non vuole olocausti sessuali come il dio dei pagani; vuole un cuore puro, cioè liberato da ciò che impedisce di amarLo infinitamente. Ma chi negherebbe allo sposato di amare infinitamente Dio? La donna?