Dibattito

su amore di coppia e celibato

Abbiamo fatto bene a non lanciare un questionario vero e proprio, che è sempre riduttivo, utile soltanto per raccogliere dati statistici, ma che non arriva al cuore delle questioni. E’ bene – per quanto noi ci proponiamo - ascoltare le vive voci. Ma, seguendo lo stesso criterio (di ascoltarle: le persone interessate sanno bene che non facciamo mancare una risposta individuale), a nulla servirebbe riportare qui tute le mail, qualora si distinguessero di poco l’una dall’altra. E’ bene che ciascuna/o trovi una risposta alla sua richiesta e/o al suo punto di vista, vedendo affrontati gli interrogativi di fondo che, in quanto tali, coinvolgono un più vasto pubblico. Per questo motivo offriamo alla lettura solo alcune lettere (o stralci di esse), nelle quali si può riconoscere chi ha scritto cose simili. Sarà certamente più utile questa selezione, anziché l’affastellarsi di discorsi ripetitivi. L’importante è offrire una panoramica delle più svariate posizioni, cogliere aspetti dello stesso tema non sufficientemente chiari, smontare luoghi comuni, eccetera. Il tutto senza pretendere di avere l’ultima parola; e cioè chiedendo alle e agli interessati la replica, purché ragionata. E lasciando che lo stile resti personale ed appassionato; cosa, quest’ultima, che ci piace tanto. Infatti rispondiamo con lo stesso "calore".

  1. Mariella 1, 21/02/04
  2. Non capisco bene il problema, ma dico la mia. L’amore è amore e basta, e se ad uno o ad una basta l’amore di Dio, nulla in contrario. Non sono così materialista da pensare che non si può amare Dio senza essere spostai. Ho capito il problema?

    L’amore umano è una cosa così meravigliosa che se i preti non l’hanno provato, non so se lo possono immaginare, perciò quando si innamorano da preti meritano comprensione. Questo lo dico col buon senso, perché io non c’entro niente con queste storie, ma capisco le pene di certe donne che ci cascano. Scusatemi….

    Giulio prete, 22/02/04

    Sono un prete di un ordine religioso, che frequento il vostro sito, soprattutto perché sono ben individuati certi temi senza cadere nei luoghi comuni, come mostra anche questo dibattito. Che è, secondo me, una cosa molto seria. E mi dispiace che certe Personalità religiose non vi facciano capolino, come sarebbe cosa santa e giusta. Anche per ravvivare il dialogo, che altrimenti è dialogo tra sordi.

    Ebbene, rispondo brevemente, dopo aver letto bene gli articoli di ADISTA. Capisco che voi siate stanche di sentire i soliti discorsi e dimostrazioni circa il celibato obbligatorio e il diritto della donna al sacerdozio. Ma molte persone, se non si continua ad insistere sugli stessi argomenti, finirebbero col non riflettere più su questi argomenti. Cosa volete fare, tapparvi anche voi la bocca?

    Dunque parliamo dell’amore umano e di quello divino. Secondo me la dicotomia non esiste, ma se alcuni ed alcune di voi testimoniano che solo l’amore umano li ha fatto sentire vivi, si vede che per loro l’amore di Dio…. non funzionava. Almeno come senso assoluto della loro scelta. Ma io avanzo una domanda: non può darsi che talvolta l’amore umano sopraggiunge tardi e allora chi credeva nel celibato come dono massimo d’amore si ricrede? Ben venga questa crisi (= frattura): per scegliere un’altra volta. Si può riscegliere il celibato, se non si sacrifica l’amore umano, ma lo si sublima, cosa di cui non tutti sono capaci, si può scegliere l’amore umano, ahimè, con lacrime e sangue, e la Chiesa dovrebbe capire.

    Per il sacerdozio delle donne, non capisco come alcune lo rifiuterebbero. Che significa "il sacerdozio così com’è"? Le donne vogliono un altro sacerdozio? E quale?

    Vorrei una risposta.

     

  3. Mariella 2, 24/02/04
  4. Riportiamo la frase più significativa:

    Scrivo dal profondo sud, arrabbiata, come tante altre. E’ ora di smetterla a volerci tappare la bocca. Ce la mettete anche voi a bloccarci. E’ giusto che si parli dell’argomento fino a rompere le teste dei monsignori del Vaticano.

     

  5. Sergio 1 Rap., 24/02/04
  6. E’ possibile fare un’incursione in un sito di donne? Le voci maschili, vedo, sono poche, e solo di qualche prete sposato, raramente di qualche prete. Io invece sono un laico, che però ha fatto il seminario fino all’ultimo anno di liceo. Ho quarantun anni, insegno in un tecnico, non sono sposato né ne ho voglia (per delusioni, dopo anni di convivenza), frequento poco la Chiesa, ma m’interessano molto le tematiche religiose. Questo per presentarmi.

    Rispondo sinteticamente. L’amore umano, quando è vero, è una cosa bellissima, e peccato che pochi lo vivano come i due che scrivono in Adista. Ma quando è così forte, non c’è da discutere: nessuno può im-porsi o sovrap-porsi. Ma che c’entra l’amore di Dio? Questo è roba di pochissimi specialisti della santità. La maggioranza può dare ragione ai due, se è questo che volete precisare: solo l’amore umano ci fa scoprire la bellezza della vita, e guai a lasciarselo sfuggire nel felice caso che esso sia vero, profondo e duraturo.

    Il sacerdozio alle donne? Un pieno diritto, senza tante storie.

    Non vedo altri problemi, almeno che non vi chiariate di più. Sergio Ram.

     

  7. Sergio 2, 27/02/04
  8. Lo stesso Sergio risponde alle nostre precisazioni:

    … Grazie tante. Non sono d’accordo circa l’applicabilità del criterio della "santità" a moltissimi "ben informati, capaci di cogliere la quintessenza del Vangelo". D’accordo invece con la frase: "Lo spirito realizza la sua pienezza anche attraverso il sesso, ma non esclusivamente tramite il sesso". C’è da notare anzi, aggiungo, che l’enfasi del sesso è l’esatto uguale e contrario della repressione sessuale. Ciò precisato, l’amore è un'altra cosa, e certo lo pensate anche voi. Ma non c’è il pericolo di una spiritualità disincarnata e astratta? A me, per esempio, e mi confido essendo in incognita, manca l’amore, non l’uso del sesso; e mi manca molto. Ma l’amore di Dio non riesce a rimpiazzarmi. Sarei uno dei tantissimi che non capisce il Vangelo? Spero che non mi consideriate complicato; vi raccomando, rispondetemi. Sergio Ram.

     

  9. Luisella, 26/02/04, una ex-suora cinquantenne
  10. … [Precede una lunga lettera). Circa il dibattito da voi aperto, dico brevemente che sono d’accordo in parte con voi, ma che è difficile e pressoché impossibile vivere senza l’amore umano. E i sacerdoti sono quasi tutti poveri di amore, anche quando ne ostentano tanto… Si può salvare il mondo ed essere aridi spiritualmente. Parlo per cognizione di causa.

     

  11. Perplessa, 26/02/04
  12. Mai vi direi il mio nome, la mia identità. Contro il silenzio sì, ma con prudenza. Sono una mamma che ha una figlia travagliata e fortemente disturbata dall’amore per un prete. Una figlia ormai trentatreenne! Condannata a restare zitella, come si diceva un tempo. Non so se il suo rapporto con il prete sconfini nell’uso del sesso (…), ma certo mi dispiacerebbe perché lui non la sposerà mai. Ma che c’entra l’amore di Dio col celibato? Sarò rozza nel mio modo di pensare, ma il celibato è solo uno stato di vita. Ad amare Dio serve la moralità di vita, il senso del dovere, l’altruismo, tanti valori umani, valori di cui difettano spesso, molto spesso, i signori preti ipocriti e… Aspetto una risposta privata circa… Per il resto potete pubblicare.

     

  13. Nora, 14/ 02/04
  14. Sono una ventenne prossima alla laurea in giurisprudenza (…). Non sono innamorata di un prete, o almeno non lo sono stata fino ad ora. Lui, un bellissimo "fusto", è entrato nella mia vita di prepotenza, facendomi staccare dal mio fidanzato. E’ un prete intelligente e simpatico, mi piace, anche se finora non ho sentito nulla per lui. Ciò che mi sta facendo cambiare idea circa il senso di indifferenza nei riguardi dell’amore che mi ha dichiarato (con insistenza e sofferenza), è il fatto che lo vedo decisissimo a piantare il suo sacerdozio per sposarmi, e me ne dà le prove [non ci attardiamo a riportarle]. Mi chiedo ciò che vi chiedete voi nel dibattito che avete lanciato: perché un giovane così promettente dovrebbe soffocare l’amore che per la prima volta si affaccia, e con forza, nella sua vita? Il suo raccapriccio di "lasciare" è forte, ma è più forte l’amore. Perché i suoi Superiori lo fanno sentire un traditore dell’amore di Dio? Non si può amare Dio e il prossimo da sposati? Non raccontino storie. La spiritualità celibataria sarà una gran bella cosa, ma non è masticabile da tutti. Detto questo, non disprezzerei chi ama il celibato, che giudico difficile, ma non impossibile, purché libero. E non è libero chi, come questo prete, si ritrova ad un bivio della sua vita. Dio non può essere crudele a farlo innamorare da prete; l’amore sarà pure una malattia, ma arriva e talvolta come un fulmine a ciel sereno… Detto ciò, io non so che pesci prendere. Rispondetemi!!!

     

  15. Giorgio, 20/02/04
  16. Rispondo lapidariamente. E’ terribile ciò che fate voi, conduttrici di questo sito. Con tattica figurate da persone brave che esaltano il celibato, ridimensionate l’amore umano, ma portate sempre l’acqua al vostro mulino: far capire alla gente che il celibato è una scelta che resta opzionale anche quando lo si è scelto. Non vi accorgete delle vostre contraddizioni? Quando si è scelto, e si è scelto in modo definitivo, scegliere ancora è non dare valore alla scelta sessa. Certo che l’amore di Dio non è in contrasto con l’amore umano, ma quest’ultimo si può esprimere in mille modi; non si può identificarlo con una scelta che la persona si è negata. C’è tanto bisogno di amore in questo povero mondo! Chi si nega la soddisfazione di una propria famiglia, ha tutti i numeri per sentire l’umanità come la sua famiglia. Non tergiversate con le vostre astute risposte. Un prete che ama Dio e il prossimo.

     

  17. Joelle, 29/02/04
  18. Circa la prima domanda: Non si può generalizzare… non credo sia una cosa esclusiva. Indubbiamente è connaturato nell'essere umano il rapportarsi agli altri essendo esso un "animale" sociale. Non la riterrei condizione "unica" per dare il senso alla vita, proprio perché la diversità delle persone porta a scelte personali. Vero è che scelte di solitudine richiedono una forte propensione per questo tipo di vita "innaturale", vuoi per carisma, vuoi per ragioni psicologiche, fatto sta che esiste chi liberamente si orienta verso questa condizione di vita, e non parlo di religiosi, ma di laici! Circa la seconda domanda: Personalmente ritengo l'amore di coppia l'espressione dell'amore trinitario. Essendo l'amore per sua natura oblativo deve necessariamente essere " scambio" che si espleta nella sua forma più bella e unica della relazione d'amore tra due persone. Questo è comunque un discorso che tocca tutti. Un seme posto in noi dal Creatore che ci ha donato Se Stesso, che è Amore! L'unica cosa che rende la vita degna di essere vissuta e che è fonte di speranza, di fede e di energia. Sfiorando l'argomento in relazione al sacerdozio, il celibato obbligatorio un'imposizione contro natura. Come dicevo prima, ci sono dei laici che scelgono liberamente il celibato. Ma imporlo (con tutto ciò che esso comporta) è criminale!… Legarlo dunque alla vocazione, come una palla al piede è un elemento che dovrà essere rivisto da uomini di buona volontà. L'Amore è un universo di possibiltà. Amare Dio è gli altri è fondamentale. Se non si sa amare esclusivamente ed in modo scambievole non si sa forse nanche amare Dio come si deve! "Amerai il Signore tuo Dio, Amerai il prossimo tuo come te stesso!" E non si puo' amare "tutti" come "te stesso", se non in modo speciale (tua moglie, tuo marito, la tua famiglia...) e attraverso loro amare gli altri! Scriveva Don Lorenzo Milani, riguarda i suoi ragazzi di Barbiana. "Non me ne voglia il Signore, ma amo questi ragazzi più di Lui..."...Non credo che Dio se la sia presa, anzi! Il modo migliore di amarLo è attraverso gli altri, come Lui stesso ci ha insegnato.

  19. Tre ragazze "di Chiesa", ma non bigotte, 20/02/04
  20. Siamo tre ragazze innamorate di un prete (parroco), che non ci sognamo di essere corrisposte (…); questo però ci permette di capire i problemi del celibato dei preti. A noi non interessa sapere se ci sono preti celibi per davvero, né se è possibile amare Dio senza l'amore umano… Ma abbiamo sotto gli occhi lo stato adolescenziale dei preti, che si dimostrano immaturi affettivamente; attirano e scappano, poi tornano alla carica, e non solo con una; forse si sentono più liberi con più donne. Noi fortunatamente ce ne siamo liberate. La Chiesa dovrebbe preoccuparsi di questo problema

     

  21. Don Mazzi, intervistato, esprime questi concetti

Io ho delle ragazze in comunità che mi amano più di un padre, più di un marito. Se io non fossi a posto, forte... E si corrono gli stessi rischi con alcuni ragazzi, maschi. Una volta i preti erano protetti dalla società, chiusi nelle loro canoniche. Negli ultimi dieci anni la società è cambiata in modo inaspettato e i preti stanno in mezzo ai disperati, a chi non ha amore. Per questo aumentano i rischi e bisogna avere dentro un grande equilibrio, non lasciarsi sedurre. La Chiesa di Roma l'ha capito e si sta difendendo.Ha preso posizioni più rigide. I preti sono tornati a essere preti. Le dichiarazioni d'intransigenza di cardinali come Giacomo Biffi sono il segnale di una Chiesa che si difende, che se si allarga troppo corre il rischio di autodistruggersi, di lasciarsi invadere. Io resto sulla barricata, perché mi sono creato gli anticorpi. Non ho paura delle prostitute

Vedi altro articolo: "Carismi ed evoluzione spirituale da rispettare"