Dal nostro "Libro degli ospiti"
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Alessandra 20
Dec 2004 |
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23/12/04 Gentil.ma Alessandra, ho letto con interesse la sua lettera perché pacata, profonda, sofferta e piena di spunti. Ne colgo uno: innamoramento-relazione. Lei dice: 'Essere innamorata di un prete? No… non la trovo una cosa sbagliata o condannabile' 'Avere una relazione con un prete? Sì..penso che sia del tutto condannabile..' Mi permetti una riflessione data la mia esperienza di prete sposato, dato il mio impegno accanto ad Ausilia, in questo campo? Voi donne cercate l'innamoramento quando incontrate un prete, giocate con tutta la persona, cuore, testa e coscienza. Difficilmente, almeno in partenza, siete per il gioco pericoloso e colpevole della relazione. Ma il prete parte differentemente, è ancorato a Dio, al suo ministero, al suo status sociale, non può sbilanciarsi e anche se il cuore vorrebbe… è difficile lasciarsi andare. Perché il prete passi all'innamoramento, ci vuole un processo profondo e personale, ci vogliono delle scelte forti, che solo una personalità ben definita può fare. Ho presente un caso: lei è innamorata, ha giocato tutto, è pura, non vede ostacoli alla unione matrimoniale... Lui… è anche innamorato a modo suo, non se la sente di lasciare il ministero. Quanti problemi economici/sociali/religiosi l'aspetterebbero... meglio la relazione… Anche la coscienza si ribella e la compagna… si logora. E quante di queste situazioni nella Chiesa di oggi, il sito Donne contro il silenzio è una conferma. Giuseppe Zanon zanon37@aliceposta.it
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