Dal "Corriere della Sera" di Martedì 10 dicembre 2002

"Donne, spietate e aggressive. Ora basta"

"Le donne non sono cambiate - scrive Simone, ventisettenne milanese contrariato -, si sentono soltanto più libere: se sono streghe si permettono di comportarsi da streghe, mentre un tempo avrebbero cercato di camuffare la loro indole". "Dopo il lavoro io passo l'aspirapolvere, faccio la spesa, se serve cucino e stiro - si lamenta Franco, giovane marito toscano - ma mia moglie mi rimprovera perché non ripongo i panni stirati, perché ho sempre bisogno della sua lista per andare al supermercato e perché sono in complesso trascurato nei mestieri".

Beffardo, un terzo, trentenne anonimo aggiunge: "Le donne che conosco io aspirano tutte a qualche uomo speciale, superiore, con professione (e auto) prestigiosa. Poi però le incontro sempre da sole o insieme a un'amica". Naturalmente, una lamentela tira l’altra in una serie di "anch'io", "pure a me è capitato", "sentite quel che mi sta succedendo". Lo scontento - chissà, la rivolta - degli uomini emerge dalle rubriche di posta dei giornali, corso sotterraneo prima sottile come un ruscelletto ma ormai troppo ribollente per continuare a correre discretamente nascosto. Per lungo tempo, sotto i colpi della sacrosanta battaglia femminista, gli uomini hanno detto poco o nulla, come chi aspetti il passare della tempesta. Hanno poi continuato a tacere perché l’immagine del veteromacho pareva sgradita perfino a loro stessi. Ma il rancore accumulato sembra ora aver spazzato le remore. Tra l’altro, le voci della ribellione non hanno affatto il tono dell’antico padrone prepotente ma, piuttosto, del povero maschio intimidito, smarrito e solitario, per scelta o per mancanza di scelta. Le donne stanno esagerando sul lavoro e in famiglia, è l’accusa più frequente: sono aggressive, arriviste, spietate e mai contente. Non aspirano alla parità, ma all’uguaglianza, come se le tigri pretendessero di essere uguali ai leoni. E più acuta che mai sembra la nostalgia per le "donne con le gonne" come una decina d’anni fa già le invocava, cantando, Roberto Vecchioni. Per non parlare dei padri separati, amarissimi - e ormai organizzati in varie associazioni - nei confronti delle ex mogli, quasi sempre affidatarie dei figli, purtroppo non raramente usati per ricatti economici e affettivi. Il disagio maschile non è naturalmente soltanto italiano. In Inghilterra per esempio, dove le donne sono emancipate e libere da molti più anni, si sono alzate, a difesa degli uomini, due illustri voci di provata fede femminista. La scrittrice Doris Lessing si è dichiarata scandalizzata dal modo in cui nelle scuole inglesi i giovani maschi vengono sistematicamente denigrati dalle insegnanti. E secondo la sua collega Fay Weldon le donne dovranno prima o poi cominciare a trattare un po’ meglio i loro compagni, altrimenti nessuno le vorrà più. "E’ forse un caso - ha aggiunto - se le città d’Europa si trasformano di notte in un mercato della prostituzione dove la domanda è in continua crescita?". Nel suo piccolo ha cominciato a correre ai ripari per ovviare alle incomprensioni tra i sessi: assai più famosa del (terzo) marito, quando un giornale pubblica qualcosa su di lei, previdentemente strappa la pagina prima di lasciarlo circolare per casa.

di ISABELLA BOSSI FEDRIGOTTI