Mentre facciamo nostra la traccia di discussione qui riprodotta
aggiungiamo una nostra dichiarazione a fine articolo
Noi-siamo-chiesa a DIALOGO
TRACCIA DI DISCUSSIONE PER L’INCONTRO CON BAGNASCO
SIAMO PREOCCUPATI
Il clima attuale che si respira nella Chiesa italiana ci sembra sia dominato dall’interpretazione “continuativa” del Concilio Vaticano II, nonostante i maggiori studiosi sostengano che il Vaticano II abbia rappresentato un vero momento di “rottura” nella storia della Chiesa. Questa opinione manifesta un orientamento del papato e della gerarchia che ci sembra ritornare all’epoca pre-conciliare caratterizzata da una visione “autoritaria” della Chiesa, che il Concilio aveva superato.
La maggiore apertura al mondo, la valorizzazione del ruolo dei laici, la concezione del “Popolo di Dio”e la riscoperta del ruolo profetico di ogni cristiano ci sembrano, tra le tante, conquiste ed affermazioni che il Vaticano II aveva ribadito.
Verità che oggi non ci sono più proposte a favore di un rinnovato vigore della fedeltà all’istituzione e di una visione della Chiesa fonte di conseguenze a nostro avviso dirompenti: citiamo ad esempio il rallentamento del dialogo con le chiese evangeliche, originato dalle recenti dichiarazioni Papali e la possibilità, introdotta dal recente motu proprio di celebrare la S. Messa secondo il rito Tridentino e quindi secondo le visione teologica ed ecclesiale di quel tempo, visione che è in netto contrasto con quella scaturita dal Concilio.
COSA CHIEDIAMO
Vorremmo aprire con Lei un dialogo che conforti le nostre preoccupazioni, aprendo un varco a speranze che ancora nutriamo. Ci piace sognare una Chiesa che, sul solco tracciato dal Concilio, faccia prevalere, ad esempio, il criterio della capacità individuale su quello della fedeltà all’istituzione nella scelta dei nuovi vescovi, che ripristini meccanismi di collegialità al proprio interno, che valorizzi l’apporto dei laici con una maggiore capacità di ascolto, che manifesti una maggiore “laicità” in politica evitando il ritorno a posizioni antistoriche degli anni ’50 del passato secolo, che apra le porte agli esclusi (divorziati risposati, omosessuali), che valorizzi maggiormente la crescita e la comprensione “teologica” dei fedeli.
COSA OFFRIAMO
Il movimento “Noi Siamo Chiesa” ha una sua storia decennale, partendo dalle proposizioni espresse livello europeo dal Movimento con le sue richieste avanzate allora e sempre rimaste inascoltate.
Il nostro movimento in Italia è piccolo come dimensioni numeriche, ma le sue tematiche catalizzano il sentire di molti credenti in difficoltà rispetto all’attuale momento religioso della Chiesa Italiana.
Offriamo la nostra disponibilità per un dialogo schietto sui temi che ci coinvolgono, perché riteniamo che una migliore comprensione reciproca sia il punto di partenza per un futuro che possa arricchire entrambi.
Cordialmente e con fiducia, Noi Siamo Chiesa
Dichiarazione di Donne-contro-il-silenzio
Attraverso il sito “donne-contro-il-silenzio” www.donne-cosi.org/ condividiamo da anni la sofferenza di tante donne [leggi nota]·, e non manchiamo di esprimere sentimenti di disponibilità massima al dialogo con la gerarchia ecclesiastica. Risulta evidente da tanti fatti che essa trovi ingombrante nei luoghi ecclesiali una collocazione adeguata alle loro reali potenzialità e carismi. Accolte, invece, tra coloro che stanno costruendo tra mille difficoltà una Chiesa-dal-basso, ci teniamo a rimarcare la nostra specificità: siamo, è vero, CONTRO un silenzio imposto, ma vogliamo essere propositive e costruttrici di un modo di essere-chiesa che non presuma nulla, ma conservi la piena fruttuosa comunione ecclesiale. Perché non parlarne?
Nota
· Ci occupiamo in modo particolare delle situazioni difficili, scabrose e dolorose in cui vengono a trovarsi a) donne in rapporto poco chiaro se non ambiguo con preti, b) o che, sposandosi con qualcuno di loro, sono testimoni, nonché coinvolte nella sofferenza e nei disagi dei mariti, c) o che, lasciato l’istituto dove vivevano la loro vita religiosa, subiscono una particolarissima esclusione che nuoce alla valorizzazione piena dei loro carismi.