SANTE DE ABANO, ORA PRO NOBIS
Da prete sposato che da anni cerca di dialogare con tutti per far
capire l'anodinità della consustanzialità della lex celibataria al sacerdozio
maschile cattolico, devo dire che il caso di Sante Sguotti, il parroco di
Monterosso (frazione di Abano Terme in diocesi di Padova) mi lascia alquanto
perplesso.
Fra le molte perplessità ne cito una sola: la conferenza stampa in chiesa in
cui, sotto i riflettori dei maggiori media nazionali convocati per l'occasione,
il parroco ha sostenuto che un prete può amare una donna, e, alla domanda se è
il padre del bambino, ha risposto che l'ha lasciato credere, ma può non essere
vero. A lui, ha detto, piace scherzare.
No, Sante, su queste cose non si scherza. Non si ammicca dicendo che quel figlio
potrebbe essere mio, ma forse no, fate voi.
Il merito d'aver riproposto per l'ennesima volta all'attenzione nazionale il
problema del celibato obbligatorio dei preti, delle donne che silenziosamente e
con infinita sofferenza vivono chiuso nel proprio cuore un dramma d'amore
clandestino che le sconforta quando lo vedono impossibile per la sclerocardia di
lui; il merito d'aver richiamato i Pastori sul tema... tutti questi meriti
si sono infranti contro lo scoglio di una maliziosa uscita che ha fatto andare
a nozze i falchi della stampa i quali si interessano poco del dramma interiore
di un prete o di una donna che ama: preferiscono la ghiotta preda del mostro in
prima pagina.
E' difficile essere uomini di comunicazione oggi. Ma non impossibile.
Questa è stata una scivolata che, a molto modesto avviso di chi scrive, non ha
giovato alla causa per la quale molti, silenziosamente, lottano, soffrono,
pregano, sperano e dialogano da anni.
Ernesto Miragoli