Un commento sul caso della “notte oscura” di Madre Teresa

 

 

Ho letto di tutto su questa esperienza di M. Teresa. Il cliché delle prove spirituali dei mistici pare non interessi molto alla gente, che spesso non ne sa e non ne capisce nulla. I più edotti nella materia si rifanno alle “Notti oscure” dei mistici, di cui tanto ha parlato in modo particolare S. Giovanni della Croce.

Un mio modesto parere, discutibilissimo: si tratta di un fenomeno psichico degno di attento studio. Affermo questo, non per negare le prove divine, ma per ridimensionarne la portata alla luce di ciò che accomuna tutti noi mortali. Chi potrebbe negare le angustie terribili dei depressi, specialmente se gravi? Provate a sentire in quale abisso sprofondano… E allora perché non pensare che le “notti dello spirito” non necessariamente costituiscano una pagella di purificazione per anime elevate a sfere di unione mistica, di volta in volta progressivamente superiore. Tutte le prove a cui siamo soggetti purificano, solo che si riesca a realizzare, anche attraverso di esse, una maggiore integrazione delle facoltà umane nell’unità della persona, tutta protesa alla dimensione trascendente: ma nell’immanenza piena, totale, nel vissuto di ogni stagione e situazione.

Ausilia