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Cristiana ci manda una pagina del suo diario
Agosto 2007
Scrivo ciò che da alcune settimane mi torna continuamente in mente dopo aver visto un film che possiamo definire ormai d’altri tempi; è infatti datatl dell’anno 1964. Non trovo l’uguale nell’oggi, almeno per ora. Si tratta del film “Zobra il greco” di Michael Cacoyannis, basato sull'omonimo romanzo di Nikos Kazantzakis e interpretato splendidamente da Anthony Quinn (le musiche, soprattutto la sigla di Mikis Theodorakis, detto "ballo di Zorba" o "Sirtaki", rimane tutt'oggi una delle musiche più famose della Grecia, al punto di esser già diventato un ballo tradizionale). Ve lo presento brevemente per comunicarvi le mie suggestioni.
Basil è uno scrittore inglese che ha ereditato una modesta proprietà (una miniera in disuso) in un'isola greca; durante il viaggio per raggiungerla conosce Zorba, un greco di mezz'età pieno di vitalità e innamorato della vita. Man mano che Basil ne scopre il carattere, ne resta affascinato, e scopre le gioie della vita, purtroppo con esiti tragici: la vedova di cui si innamora morirà, sorte simile toccherà a Hortensia, che Zorba nel frattempo ha sposato, e il progetto di Zorba per recuperare la miniera di Basil naufragherà miseramente. Tutto ciò però non scalfirà che superficialmente la determinazione di Zorba di affrontare la vita con passione e ottimismo.
Detto così, non si può capire l’intensità dell’arte in cui il messaggio non ha niente di didascalico; è semplicemente coinvolgente. Quando, dopo tanti stenti e la messa in atto di ogni strategia ed inventiva, Zorba riesce a realizzare un progetto sorprendente, lo vede crollare di un tratto, andare in fumo per via di un crollo e di un incendio. Ebbene, il rammarico è superato dall’energia vitale tanto da dire che mai aveva visto annullare in pochi secondi un’opera singolare come quella da lui costruita. Ed ecco il vero miracolo: lo scrittore che gli aveva fornito il danaro e che era sempre rimasto restio e rigido di fronte ad ogni sollecitazione di Zorba a godersi la vita, impara a ballare con lui il Sirtaki…
Le mie riflessioni sono incomunicabili. E’ però certo che l’esplosione entusiastica di Zorba pochi minuti dopo l’evento disastroso mi fa dire che non era poi tanto superficiale come si crede nemmeno Rossella quando, alla fine del film che l’ha resa famosa, si riprende dalle disavventure con la frase: “domani è un altro giorno, si vedrà”.
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