Newsletter per la rubrica “Discepolato impegnato”

 

Nella lettera che di volta in volta pubblichiamo (il più spesso ricevuta attraverso la posta ordinaria: mandare una mail per avere l’indirizzo in via strettamente personale), si può leggere in parte lo spirito nel quale ci muoviamo. Parliamo tra persone con un’esperienza di vita religiosa, dentro o fuori l’istituzione, senza controlli dall’alto, ma con molto senso di responsabilità: in vista dell’aiuto reciproco, che abbiamo il diritto – tutti – di gestire in libertà.

Vi invitiamo a leggere questa rubrica, inserita non a caso nell’insieme del sito “Donne contro il silenzio ” perché vogliamo sentirci associate a donne comuni, segnate da esperienze sofferte nell’ambito del rapporto donne-istituzione ecclesiale, ma senza vittimismo, con volontà di costruire nella e per la chiesa; memori che Cristo ha chiamato tutti alla sequela per diffondere la buona Novella. Essere insieme è la via maestra per comunicare con il Dio della libertà e dell’amore. Le istituzioni umane possono aiutare se anche noi le aiutiamo a rendersi sempre più mezzi e non fine.

Rompere gli steccati tra “dentro” e fuori” l’istituzione non significa negarne il valore. “Non abbiate paura”, ripeteva Giovanni Paolo II. Ha paura che si inceppa in uno stato difensivo, apologetico, estraniante…

Sarà grande la gioia se realizzeremo questo progetto senza che le autorità abbiano chissà quali timori, ma cominciamo noi ad agire con libertà di spirito.

La redazione di questo particola settore

  


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