Pinerolo (TO), 13-14 ottobre 2007
Relazioni, pratiche e saperi delle donne
XVI incontro nazionale dei Gruppi donne delle comunità cristiane di base
Un luogo: le relazioni.
Per i diversi gruppi che invitano all’incontro, con/venire a Pinerolo porta con
sé, innanzitutto, il segno della festa, quella per i venti anni del gruppo donne
della cdb di questa città e, soprattutto, il riconoscimento per il loro impegno
nell’affermazione di autonomia femminile nel campo del simbolico religioso e
delle pratiche politiche, intrecciando relazioni con altre realtà di donne del
territorio e non solo. E' la stessa pratica delle relazioni che ha sostenuto
tutti i gruppi nei loro diversi percorsi e, in ragione di questa, invitiamo
anche altri gruppi di donne a con/venire in questo nuovo “punto di scambio”.
Il tema: una tappa di un percorso. Negli ultimi anni è questa pratica del confronto fra donne che ci ha dato il riconoscimento di autorità necessario per cominciare a decostruire il simbolico religioso ereditato - a liberare il divino dalle gabbie sacrali che lo hanno imprigionato nel corso della storia e lo hanno separato dalla quotidianità della vita, della nostra vita – nella consapevolezza che da qui occorre passare per dire “parola altra” sul mondo.
Abbiamo sperimentato il piacere dello sconfinamento “al di là di Padre nostro” (per usare il titolo di uno dei precedenti incontri nazionali), ma anche il disagio della “mancanza” (di pezzi di tradizione, di simboli, di parole, di relazioni) e la difficoltà a trovare segni, gesti e parole “incarnate” per s-velare e dire il divino che è in noi.
Con l’incontro dello scorso anno “Il divino: abitare il vuoto” abbiamo avviato una nuova fase della nostra ricerca. Sappiamo che abbiamo appena cominciato a scandagliare l’interrogativo che ci accompagna nell’accostarci alla profondità del “vuoto”: assenza di Dio o spazio per il divino? Ma sappiamo che il “ritorno a sé”, alla propria interezza di corpo-mente-emozioni, può diventare anche la strada per confliggere con il “falso pieno” che ci circonda, per sfuggire agli autoritarismi di ogni genere, per uscire dalla paura, dal giudizio e dalla condanna, per darci il coraggio di pensare il futuro.
“Fare il vuoto”, dunque, per riscoprire una spiritualità altra e, nella materialità del presente, la “sofia”, sapienza di ascoltare il futuro, osare la profezia di donne.
Ne parleremo in seguito
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