Fabiana
Cara Joelle,
come
stai? Spero tanto bene. Io purtroppo no. Vedo la mia malattia che bussa alla
porta e non so come scacciarla.
Cioè, lo so, ma non voglio farlo.
C'è una parte di me che grida che lui non deciderà mai e io resterò per sempre
in bilico, inesistente. E forse è vero.
Mi ama? dice di sì ma si veste da frate. Così è stato anche durante le
vacanze, dei giorni bellissimi, ma al momento in cui io (lui sarebbe rimasto
ancora un po') prendevo l'aereo per tornare, lo stesso volo lo prende il suo
prof e lui mi presenta come una sua 'figlioletta' e mi da un bacio sulla
guancia. Ti dico solo che da quel momento ho perso già cinque chili. Io sono una
abituata a misurare in chili la sofferenza. Non so come fermare questo
meccanismo. Forse dentro di me spero che lui si arrenda e se ne vada, così come
hanno fatto altri, in modo da poter riprendere la mia vita.
Ma ha senso questo? Mi sento sola, di una solitudine pesante e densa, non
attraversabile. Non voglio più andare in parrocchia. Mi fa troppo male. Mi sento
di mentire anche a Dio. Almeno adesso anche lui dice che preferisce che non ci
sia quando celebra. In qualche modo siamo andati avanti.
Sono arrabbiata con lui, Joelle. Chissà se puoi capirmi? E’ una rabbia strana.
Io mi fidavo di lui, per me era la figura più importante, più stabile… ma perché
ha fatto tutto questo casino, perché mi vuole con lui? Ma se vuole fare il prete
perché non mi lascia? A me non importa! Voglio che sia felice! Se sono un
ostacolo alla sua vocazione (quella di vita in senso lato, non di quella
sacerdotale) perché continua? ‘Sei libera’ mi ha detto una volta ma non è vero,
io non sono libera!!! Dov’è la libertà nella menzogna? Nel dolore assurdo che ti
urla dentro? Dov’è la libertà nei suoi silenzi quando lo supplico semplicemente
di dirmi ‘Non ti amo abbastanza
da…’? E ancora, dov’è la liberta di Dio e della Chiesa quando ti dice che sbagli
ad amare un uomo vestito col saio? Perché è un uomo che amo, non un
prete, non un frate, non un professore… un uomo. Ma se la Libertà è per l’Amore
come si fa a non voler distruggere reti che imprigionano… che feriscono? E che
senso ha il mio stare male per una situazione che non dipende da me? Io voglio
vivere con lui, non morire per lui!!! Non voglio morire per nessuno. E non mi
dire di lasciarlo, ti prego, perché non ce la faccio, in generale, ma
soprattutto adesso. Quando ho iniziato a scrivere non pensavo ti avrei scritto
tutto questo. Accidenti! Ne ho di rabbia e di domande da fare!
Scusami per lo sfogo e grazie della tua e-mail. L’ho trovata ieri, quando già
stavo scrivendo questa.
Dopo un sfogo va sempre meglio
Fabiana
Mia carissima Fabiana,
Sono felice di avere nuovamente tue notizie!
Mi dispiace davvero per quello che stai vivendo. lo capisco pienamente visto che
l'ho vissuto anche io in prima persona.
Conosco le speranze e le lacerazioni che caratterizzano le relazioni con un
prete e non posso che esserti vicina, davvero.
Penso tu sappia già quello che ti direi, ma vorrei aggiungere una cosa: non
perdere di vista la tua DIGNITA' di persona. Anche solo l'idea di essere
utilizzata come un oggetto dovrebbe darti la forza di mettere fine a questa
relazione, dove lui ha trovato un perfetto modus vivendi. La botte piena e la
moglie ubriaca. La donna sofferente ma condiscendente e il ministero. Cosa vuole
di più?
Tu dici: E che senso ha il mio stare male per una situazione che non dipende da
me? Ma pensi davvero non dipenda da te? Invece, mia cara, dipende da te usare la
maturità necessaria (cosa di cui lui è sprovvisto) per dare una svolta SERIA a
questa faccenda!
Scusami se uso parole un po' forti, ma partecipo al tuo dolore, e mi ferisce il
tuo scarso amor proprio. CORAGGIO!
Fammi avere tue notizie. ti raccomando!
Joelle
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