ANCORA SUI PRETI SPOSATI

 

IL FATTO

Sul Corriere della Sera del 12 novembre 2007 troviamo la notizia che il cardinale francese Roger Etchegaray, 85 anni, vicedecano del collegio dei cardinali ha parlato in un'intervista al quotidiano Le Parisien sui preti sposati dicendo che la questione dell'ordinazione di preti sposati «può essere posta», ma non risolverebbe il problema della «crisi vocazionale
 ed afferma anche che «Dio non può essere conservatore» e che «il mondo è sempre nuovo».
Ai grandi vecchi in Vaticano si permette tutto, ma non c'è alcuna verosimiglianza che la questione del celibato possa essere affrontata a breve. Cardinali possibilisti sul celibato ce ne sono sempre stati, dal Concilio Vaticano II a oggi: i più noti tra quelli ancora attivi sono il nostro Martini, il belga Danneels, l'ucraino di rito orientale Husar. Ma la loro voce è fortemente minoritaria,anche Claudio Hummes, cardinale brasiliano che il Papa ha nominato prefetto della Congregazione per il Clero, aveva detto al quotidiano O Estado de S. Paulo che una «riflessione » sul celibato era possibile, benché bisognosa di tempi lunghi, perché esso «non è un dogma ma una norma disciplinare ».
Al Sinodo dei vescovi del 2005, l'unico che si è tenuto dopo l'elezione di Benedetto XVI, l'ordinazione di «uomini maturi» che vivono nel matrimonio — intesa come questione da sottoporre alla valutazione del Papa — fu scartata a maggioranza nella gran parte dei dodici gruppi linguistici.
Della faccenda si è riparlato in Curia l'ultima volta il novembre di un anno addietro con riferimento al caso Milingo, che sta chiamando a raccolta — con poco successo, si direbbe — i preti sposati di tutto il mondo. A conclusione di una riunione dei capidicastero con il Papa fu pubblicato un comunicato che tra l'altro diceva: «È stato riaffermato il valore della scelta del celibato sacerdotale secondo la tradizione cattolica».

 

IL COMMENTO

Qualcosa si muove. Non so se è anche merito nostro, ma in questi tempi si parla tanto di celibato.
 


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