
Da una RIFLESSIONE DI MARIO TRONTI
in forma ridotta
…
Bisogna stare attenti a considerare la spiritualità come una sorta di "benessere
interiore", … stare in pace con sé, oggi, vuol dire entrare in guerra con il
mondo… Bloch diceva: stare eretti, che non è un semplice modo
fisico, ma è un modo spirituale di essere. Stare sulla terra andando verso
l'alto, e cioè non piegati sotto qualcosa. … Una frase di Marx del '56:
"con la stessa velocità con cui l'umanità diviene padrona della natura,
l'uomo pare assoggettarsi ad altri uomini. Tutte le nostre invenzioni e i nostri
progressi sembrano risolversi nel fornire una vita spirituale alle forze
materiali e nel mettere in ridicolo la vita umana riducendola a una forza
materiale".
… Insomma, la spiritualità per me non è la declinazione buonista del religioso. Quella che dice di essere laici, tolleranti, ecumenici, multietnici, interreligiosi, aperti all'altro, e bla bla. Io non ce la faccio più a sopportare questa "retorica dell'altro".
… Sebbene la modernità abbia certamente guadagnato molto rispetto al medioevo (noi non siamo antimoderni, per carità, siamo dei critici del moderno, che è una cosa ben diversa), tuttavia ha perso anche qualcosa. Ha perso qualcosa che attiene proprio al fondo dell'anima, per dirla con il nostro maestro Eckhart. … Abbiamo bisogno di qualche cosa che non possiamo darci da soli. Vi è un senso di fragilità della condizione umana, di insufficienza della volontà che - per me - è un senso da conquistare. … C'è una zona di mistero da coltivare con cura come una risorsa, di fronte alla quale conviene fermarsi a contemplare. (Tuttavia non vorrei che il mio discorso fosse frainteso. Non c'è nelle mie parole alcuna forma di intimismo), ascesi, vigilanza, pazienza, ascolto, meditazione, preghiera, silenzio, solitudine. Sono tutte parole oggi alternative a tutto ciò che ci circonda. Noi viviamo nella società della fretta, del movimento accelerato, della corsa quotidiana, dell'arrivare in tempo, dell'orologio. La prima cosa che fecero i comunardi (splendidi!) quando conquistarono Parigi fu di sparare sugli orologi. Credo che sia un'immagine stupenda della rivoluzione.
Noi abbiamo bisogno di disordinare il mondo dal basso. Ora, gli spirituali - si chiamavano così - erano sempre eretici. Gli ordini spirituali nascevano per contestare l'ordine gerarchico della Chiesa. Io credo che dovremmo ripartire da qui, da quando Gesù risorto sta per lasciare i discepoli e dice loro: ricevete lo Spirito. Ecco il lascito inutilizzato che abbiamo ancora tra le mani. … C'è una figura un po' hegeliana un po' nietzschiana - più nietzschiana che hegeliana - che io amo molto: è quella del frei geist, dello spirito libero. È una figura novecentesca, che Nietzsche ha lasciato al Novecento, perché ha trovato un suo seguito in grandi esperienze teoriche, per esempio nel principio speranza di Bloch o nella coscienza del proletariato del giovane Luckacs, oppure nel comunismo teologico di Benjamin, in quello escatologico di Taubes.
Ecco l'ultima frase netta: la spiritualità è libertà. Perché la libertà o è libertà dello spirito, o è soltanto un'altra forma di oppressione.
Passim da ADISTA n° 6 del 20.1.2007
Stampa questa pagina![]()
hiudi
questa pagina